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  il racconto


I due Pioppi e il Vento
di Giovanna D'Aule

Giovanna D'Aule è uno pseudonimo.
Insegnante vicina alla pensione, sposata, con due figli.
Nel 2005 è entrata fra i finalisti di un concorso letterario per ragazzi.

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I due grandi pioppi erano fermi, immobili nella calura del meriggio.
Stavano l'uno di fronte all'altra, divisi dal sentiero: erano vicini, ma non riuscivano a toccarsi.
Solo gli uccelli, ospitati a decine fra i loro rami, si affaccendavano senza requie, portando all'uno i profumi dell'altra.
Ai loro piedi, il grande prato.
Di fronte, le montagne: imponenti, abbaglianti, nella luce del sole.
Il caldo, l'immobilità dell'aria, rendeva il silenzio pesante. Solo cri-cri di grilli, ronzio di api, e il cinguettio degli uccelli annidati lassù, in alto.
Tutto sembrava trattenere il respiro.
Persino le farfalle (azzurre, o marroni puntolinate di nero, o gialle) preferivano attardarsi sul fiore prescelto, quasi fossero stanche, troppo affaticate per volare dall'uno all'altro.
D'un tratto… ecco un fremito che arriva di lontano, con un refolo fresco di vento.
E i due grandi alberi sono attraversati da un brivido dolce, leggero, che dalle fronde più alte si propaga pian piano sino alla base e raggiunge, impercettibile, anche le radici più profonde. Il vento accarezza le piccole foglie e sembra solleticarle, mormorando fra loro con un FRR…frrr…FRRR…frrr…, che viene e che va, ondeggiando e avvolgendo le chiome come in un abbraccio.
E sulla spinta di questo soffio robusto eppure impercettibile, ecco iniziare una danza, un frigolio, un sussurro, un bisbiglio… e gli alberi sembrano sorridere, si inchinano, si curvano, e le loro chiome si uniscono …e si fondono…ed essi diventano uno.

Luglio 2006

 


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