![]() |
|
|
|
NEWSLETTER iscriviti gratis ti serve aiuto? |
|
Fratello e sorella di Annamaria Trevale Cecilia ha sedici anni, lunghe gambe da indossatrice e non è mai soddisfatta di ciò che la sorte le ha concesso. Qualcuno di noi lo è mai stato, alla sua età? Consulta spesso gli specchi di casa. Un giorno vorrebbe avere più seno e meno fianchi, un altro le labbra più carnose, per non parlare delle ricorrenti meditazioni riguardo al taglio dei capelli che potrebbe variare secondo l’umore, ma purtroppo nessuno ha ancora inventato un sistema per accorciarli od allungarli a comando in pochi secondi, perciò un cambiamento troppo drastico viene perennemente rimandato per paura di pentimenti successivi. Marco ha dieci anni ed è sempre piuttosto impegnato. Gioca a calcio, frequenta un corso di judo, va e viene spesso, invitato dagli amici o portandoseli a casa dopo la scuola, e se avanza tempo si ricorda anche di studiare. Il fatto d’avere una sorella maggiore di ben sei anni lo colloca in una posizione a volte curiosa: per quanto il suo mondo sia ancora apparentemente infantile, ha già una profonda conoscenza di quello degli adolescenti, trovandosi ad ascoltare di continuo le torrenziali esternazioni di Cecilia, che ci racconta sempre volentieri tutto quanto le accade nelle ore che trascorre a scuola o in compagnia degli amici. I litigi tra fratello e sorella sono un fatto consueto come in ogni famiglia. Nascono di solito da invasioni del territorio, perché hanno sempre entrambi voglia di guardare la televisione nello stesso momento, ma naturalmente scegliendo programmi diversi, e nessuno intende cedere il controllo del prezioso telecomando, oppure intendono usare il computer, o addirittura scelgono di leggere il medesimo giornale sempre in modo telepatico in contemporanea: una perfetta sincronia fraterna. Cecilia brontola quando le chiedo di accompagnare od andare a prendere Marco da qualche parte al posto mio, oppure di restare in casa con lui se io sono impegnata altrove, sostenendo che il fatto di essere la sorella maggiore non la obbliga automaticamente ad accollarsi doveri supplementari di guardiana... In seguito però scopro regolarmente che, quando le tocca di andarlo a prendere per ricondurlo a casa, passa con lui dal supermercato ad acquistare sacchetti di patatine per un loro festino improvvisato, o dall’edicola per regalargli cinque pacchetti di figurine Panini ed incrementare così più in fretta la sua raccolta dei calciatori. Marco commenta con sussiego i fuggevoli amori di Cecilia, ma appare interessato ai suoi acquisti d’abbigliamento, e non manca mai di esprimere un giudizio personale ogni volta che la vede sfoggiare una nuova felpa o una maglietta che non avesse notato in precedenza. Ascoltano i CD musicali, e guardano insieme i video delle canzoni preferite, sui quali trovano punti d’accordo più facilmente che in altri settori. Nonostante si sforzi d’assumere comportamenti adulti, Cecilia ha ricorrenti ricadute nostalgiche verso l’infanzia, come quando mi accade di trovarla, a volte, addormentata con le braccia avvinghiate al suo vecchio e adorato orsacchiotto di peluche, tanto che è faticoso sottrarglielo anche se è già sprofondata nel sonno. Due notti fa mi sono svegliata casualmente e ho visto filtrare oltre la porta il riflesso di una luce proveniente dalla camera di Marco. La sveglia luminosa sul mio comodino segnava le due, la casa era immersa in un silenzio assoluto, apparentemente tutti dormivano: quella luce accesa era molto strana, perciò mi sono alzata per andare a controllare cosa fosse successo, ma ho trovato il letto di Marco vuoto. Mentre mi chiedevo dove fosse finito, però, ho visto che in fondo al corridoio la porta della camera di Cecilia era insolitamente spalancata e sono andata ad affacciarmi sulla soglia, rischiando d’inciampare nel povero orsacchiotto che qualcuno doveva aver fatto cadere per terra con noncuranza. Nonostante il buio, non era difficile intuire che la massa emergente sul letto era sicuramente più voluminosa del solito… Eccoli lì, fratello e sorella aggrovigliati sotto il piumone, ormai sicuramente troppo cresciuti per dormire insieme in un letto singolo come facevano volentieri quand’erano più piccoli: Marco, forse spaventato da un brutto sogno, si era insinuato fra le lenzuola colorate accanto a Cecilia che lo stringeva inconsapevolmente a sé, di certo scambiandolo nel sonno per il suo prediletto orsacchiotto di peluche, ed i loro respiri, resi regolari da un sonno sereno, si fondevano beatamente nel silenzio della notte… <- torna all'Archivio racconti |
|
|
|