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  il racconto

In treno
di Donatella Cascio

Agosto

- Permesso?
Julien continuava a scrivere tenendo gli occhi bassi - Prego -
- Mi scusi non riesco ad entrare potrebbe darmi una mano?- La donna era incastrata tra la porta dello scompartimento e l'enorme custodia in legno.
Julien si alzò e trascino delicatamente la custodia verso di se. Tornò a sedere, ripreso foglio e penna riprese a scrivere.
- Le dispiace se alzo la tendina?- chiese la donna
- Faccia come crede - rispose
- Adoro la campagna scorrere veloce,è quasi come stare al cinematografo . E' la prima volta che faccio un viaggio cosi lungo. Con mio marito...beh sono stata solo in Canada e Giappone. Era ..è un uomo d'affari-
La donna parve incerta se continuare quasi temesse d'essere invadente.
Julien alzò gli occhi - Le è piaciuta l'Europa?
- Oh si,si - rassicurata continuò- sono stata in Italia, Francia ed Inghilterra. Come ha fatto a capire..
- Semplice,ogni americano visita l'Europa prima dell'Asia
- Andrò in India. Sto facendo delle ricerche, sa è per il mio libro. Lei è Inglese?
- Francese - sorrise Julien
- E' un musicista - indicò la custodia con un cenno del capo -per il mio diciottesimo compleanno ebbi in regalo un fonografo con due nastri"lo schiaccianoci" e le sei sinfonie. Mio padre amava Ciaikovski.
Julien ascoltava assorto
- Le spiace se fumo? - chiese
- No-
La donna tirò fuori dalla borsetta una pipa ed una busta di tabacco, rimestò e diete fuoco- Non trova che l'aroma sia delizioso?
Julien annui
- Sà … mio padre era un grande estimatore di tabacco da pipa. Aveva una magnifica collezione. Ho iniziato a fumare durante la causa di divorzio. Prima ero dipendente da nicotina-
Guardava fuori dal finestrino, era un pò nervosa- mi dà conforto quest'aroma...è come avere vicino papà. Non sono mai riuscita a fare gli anelli- sorrise
- Anelli?!
- Anelli...si anelli di fumo. E' un viaggio di piacere il suo?
- Lavoro. Ho suonato a Varsavia, domani sera un concerto a Danzica ed ultima tappa Sopot.
- Dovevo immaginarlo- disse rivolta allo strumento - io viaggio anche per distrarmi, ho un bambino di dieci anni; mio marito ha ottenuto l'affidamento. Credo che stia meglio con lui -lo sguardo ricadde all'esterno - si immagina un ragazzino sballottato per il mondo con una madre che non riesce più a fermarsi?! Mi manca molto- la donna ammutolì
Julien non aveva prestato troppa attenzione alle argomentazioni ma desiderava che continuasse
- Cosi è una scrittrice..- chiese sperando fosse l'incentivo adatto.
- Ho scritto dei racconti - ripulì accuratamente la pipa che ripose nella borsetta -Tra il magico e l'autobiografico. Sono cresciuta in Texsas, mio padre era proprietario di un grosso ranch. Ho quattro fratelli- s'interruppe quasi non riuscisse ad impossessarsi dei pensieri per collocarli adeguatamente - vado a cavallo da quando avevo cinque anni. Mia madre non l'ho mai conosciuta,mori dopo il parto.
Sono cresciuta tra cowboy - sorrise- dietro questa morbida gonnella si nasconde un rude domatore di cavalli. Mio marito adorava questa mia natura ribelle...beh questo è quello che sosteneva quando si dichiarava follemente innamorato.!! Ironia della sorte per lo stesso motivo il matrimonio è finito; tentava di trasformarmi in una perfetta cittadina. I consigli non richiesti erano sempre più frequenti, infine divennero ordini..."Cara non tenere i capelli liberi sulle spalle... Cara indossa il capello con la veletta è più elegante...Non hai classe, quell'abito è disgustoso...Sei priva di femminilità"- scimmiottava con triste ironia ogni frase- s'innamorò di una cantante Jazz di colore…può immaginare lo scandalo.. vivono insieme adesso.
Aggrottò le sopracciglie e strinse gli occhi :- Scusi ma credo d'aver perso il filo...cosa mi chiedeva poc'anzi?!!
- Parlavamo di scritti-
- Ehmm si…mio padre aveva una libreria ben fornita- continuò la donna - Leggevo di tutto, al ritorno d'ogni suo viaggio mi portava uno, due romanzi nuovi, per lo più' francesi ed inglesi. Erano il mio unico mezzo d'evasione .Potevo conoscere il mondo attraverso occhi di carta. Tuttavia non avevo mai pensato di scrivere, fu dopo il matrimonio che divenne necessario, oserei dire vitale. Le dispiace se tolgo questo fastidioso cappello?-si rivolse a Julien con estrema dolcezza- poggiò la veletta sul sedile e liberò i capelli che ricaddero vaporosi e ribelli sulle spalle - Tenerli a lungo costretti mi provoca l'emicrania. La scrittura è la forma di comunicazione che preferisco - continuò- eterna, individuale e collettiva .Le sensazioni vengono espresse per essere recepite individualmente ma da un numero infinito di lettori, presenti e futuri. Non so se riesco a spiegarmi…il pensiero dell'autore ,fondamentale nella fase costruttiva del romanzo,diviene secondario nella fase fruitiva dove quello che conta è il sentimento...il sentimento generato nel lettore.
- E' la tecnica ? - chiese Julien
- La tecnica è importante come mezzo;ma la tecnica senza sentimento diviene espediente, meschino espediente d'un operazione commerciale per fini lucrosi.
- La tecnica permette perfezione nell'esecuzione ,il sentimento è barriera condizionante
- Se si riferisce alla musica,sò che non è il mio campo,ma non sono affatto d'accordo. Le passioni espresse dal brano vengono fuori dal cuore.
- Lei ha un pò di confusione nella testa- ribatte infastidito Julien- le passioni vengono fuori dalle stesse note che se eseguite alla perfezione riescono,per utilizzare un suo termine, a "comunicare". Un brano eseguito in modo passionale con una tecnica subordinata comunica difficilmente.
- Lei compone?
- Naturalmente!
- Riesce a scindere tecnica da sentimento quando esegue i suoi pezzi?
- Certamente
- Lei è un mostro!!- si portò la mano sulle labbra imbarazzata- oh ..mi scusi intendevo...è difficile distaccarsi dalle emozioni…è molto bravo
Julien sorrise
- Venga a vedermi suonare e tragga conclusioni personali,le uniche a cui bisogna credere
-Lo farò- la locomotiva s'arrestò- credo di essere arrivata- disse la donna sporgendo la testa fuori dal finestrino.
Si alzò tirò giu' la valigia e tese la mano a Julien :- Arrivederci
- E' stato un piacere -Julien la sfiorò con un bacio
Il treno riparti, fu allora che Julien notò la veletta sul sedile. Si alzò ,la prese fra le mani, guardò fuori la campagna scorrere veloce. L'annusò. Era intrisa del suo profumo.

23 agosto19…

In treno da Varsavia a Danzica ho incontrato una donna, un americana. Credo di essere stato fortunato,
molto fortunato. Alle mie orecchie è stato concesso d'udire, per la prima volta e probabilmente unica
volta, la perfezione assoluta del suono emesso da corde umane. Ho scoperto l'armonia delle parole,l'adeguata alternanza dei toni, la vivacità crescente nell'esposizione, felice accompagnarsi di sorrisi tra parentesi ed interrogativi,musicali esclamazioni tra dolci ricordi. Una donna di vivace intelletto con gravi problemi di comunicazione.
Probabilmente la mancanza di interlocutori che si può tradurre in una parola :"solitudine" pesa a tal punto da raccontare l'intera propria esistenza ad un perfetto estraneo. Un divorzio,un bambino. Era faticoso seguire la logica della discussione per una mente inebriata dalla musicalità di quella voce. Avrei voluto chiudere gli occhi e lasciarmi cullare dalla melodia ma temevo che se l'avessi fatto avrebbe smesso di parlare.


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