- Permesso?
Julien continuava a scrivere tenendo gli occhi bassi - Prego -
- Mi scusi non riesco ad entrare potrebbe darmi una mano?- La donna era
incastrata tra la porta dello scompartimento e l'enorme custodia in legno.
Julien si alzò e trascino delicatamente la custodia verso di se.
Tornò a sedere, ripreso foglio e penna riprese a scrivere.
- Le dispiace se alzo la tendina?- chiese la donna
- Faccia come crede - rispose
- Adoro la campagna scorrere veloce,è quasi come stare al cinematografo
. E' la prima volta che faccio un viaggio cosi lungo. Con mio marito...beh
sono stata solo in Canada e Giappone. Era ..è un uomo d'affari-
La donna parve incerta se continuare quasi temesse d'essere invadente.
Julien alzò gli occhi - Le è piaciuta l'Europa?
- Oh si,si - rassicurata continuò- sono stata in Italia, Francia
ed Inghilterra. Come ha fatto a capire..
- Semplice,ogni americano visita l'Europa prima dell'Asia
- Andrò in India. Sto facendo delle ricerche, sa è per il
mio libro. Lei è Inglese?
- Francese - sorrise Julien
- E' un musicista - indicò la custodia con un cenno del capo -per
il mio diciottesimo compleanno ebbi in regalo un fonografo con due nastri"lo
schiaccianoci" e le sei sinfonie. Mio padre amava Ciaikovski.
Julien ascoltava assorto
- Le spiace se fumo? - chiese
- No-
La donna tirò fuori dalla borsetta una pipa ed una busta di tabacco,
rimestò e diete fuoco- Non trova che l'aroma sia delizioso?
Julien annui
- Sà mio padre era un grande estimatore di tabacco da pipa.
Aveva una magnifica collezione. Ho iniziato a fumare durante la causa
di divorzio. Prima ero dipendente da nicotina-
Guardava fuori dal finestrino, era un pò nervosa- mi dà
conforto quest'aroma...è come avere vicino papà. Non sono
mai riuscita a fare gli anelli- sorrise
- Anelli?!
- Anelli...si anelli di fumo. E' un viaggio di piacere il suo?
- Lavoro. Ho suonato a Varsavia, domani sera un concerto a Danzica ed
ultima tappa Sopot.
- Dovevo immaginarlo- disse rivolta allo strumento - io viaggio anche
per distrarmi, ho un bambino di dieci anni; mio marito ha ottenuto l'affidamento.
Credo che stia meglio con lui -lo sguardo ricadde all'esterno - si immagina
un ragazzino sballottato per il mondo con una madre che non riesce più
a fermarsi?! Mi manca molto- la donna ammutolì
Julien non aveva prestato troppa attenzione alle argomentazioni ma desiderava
che continuasse
- Cosi è una scrittrice..- chiese sperando fosse l'incentivo adatto.
- Ho scritto dei racconti - ripulì accuratamente la pipa che ripose
nella borsetta -Tra il magico e l'autobiografico. Sono cresciuta in Texsas,
mio padre era proprietario di un grosso ranch. Ho quattro fratelli- s'interruppe
quasi non riuscisse ad impossessarsi dei pensieri per collocarli adeguatamente
- vado a cavallo da quando avevo cinque anni. Mia madre non l'ho mai conosciuta,mori
dopo il parto.
Sono cresciuta tra cowboy - sorrise- dietro questa morbida gonnella si
nasconde un rude domatore di cavalli. Mio marito adorava questa mia natura
ribelle...beh questo è quello che sosteneva quando si dichiarava
follemente innamorato.!! Ironia della sorte per lo stesso motivo il matrimonio
è finito; tentava di trasformarmi in una perfetta cittadina. I
consigli non richiesti erano sempre più frequenti, infine divennero
ordini..."Cara non tenere i capelli liberi sulle spalle... Cara indossa
il capello con la veletta è più elegante...Non hai classe,
quell'abito è disgustoso...Sei priva di femminilità"-
scimmiottava con triste ironia ogni frase- s'innamorò di una cantante
Jazz di colore può immaginare lo scandalo.. vivono insieme
adesso.
Aggrottò le sopracciglie e strinse gli occhi :- Scusi ma credo
d'aver perso il filo...cosa mi chiedeva poc'anzi?!!
- Parlavamo di scritti-
- Ehmm si mio padre aveva una libreria ben fornita- continuò
la donna - Leggevo di tutto, al ritorno d'ogni suo viaggio mi portava
uno, due romanzi nuovi, per lo più' francesi ed inglesi. Erano
il mio unico mezzo d'evasione .Potevo conoscere il mondo attraverso occhi
di carta. Tuttavia non avevo mai pensato di scrivere, fu dopo il matrimonio
che divenne necessario, oserei dire vitale. Le dispiace se tolgo questo
fastidioso cappello?-si rivolse a Julien con estrema dolcezza- poggiò
la veletta sul sedile e liberò i capelli che ricaddero vaporosi
e ribelli sulle spalle - Tenerli a lungo costretti mi provoca l'emicrania.
La scrittura è la forma di comunicazione che preferisco - continuò-
eterna, individuale e collettiva .Le sensazioni vengono espresse per essere
recepite individualmente ma da un numero infinito di lettori, presenti
e futuri. Non so se riesco a spiegarmi il pensiero dell'autore ,fondamentale
nella fase costruttiva del romanzo,diviene secondario nella fase fruitiva
dove quello che conta è il sentimento...il sentimento generato
nel lettore.
- E' la tecnica ? - chiese Julien
- La tecnica è importante come mezzo;ma la tecnica senza sentimento
diviene espediente, meschino espediente d'un operazione commerciale per
fini lucrosi.
- La tecnica permette perfezione nell'esecuzione ,il sentimento è
barriera condizionante
- Se si riferisce alla musica,sò che non è il mio campo,ma
non sono affatto d'accordo. Le passioni espresse dal brano vengono fuori
dal cuore.
- Lei ha un pò di confusione nella testa- ribatte infastidito Julien-
le passioni vengono fuori dalle stesse note che se eseguite alla perfezione
riescono,per utilizzare un suo termine, a "comunicare". Un brano
eseguito in modo passionale con una tecnica subordinata comunica difficilmente.
- Lei compone?
- Naturalmente!
- Riesce a scindere tecnica da sentimento quando esegue i suoi pezzi?
- Certamente
- Lei è un mostro!!- si portò la mano sulle labbra imbarazzata-
oh ..mi scusi intendevo...è difficile distaccarsi dalle emozioni è
molto bravo
Julien sorrise
- Venga a vedermi suonare e tragga conclusioni personali,le uniche a cui
bisogna credere
-Lo farò- la locomotiva s'arrestò- credo di essere arrivata-
disse la donna sporgendo la testa fuori dal finestrino.
Si alzò tirò giu' la valigia e tese la mano a Julien :-
Arrivederci
- E' stato un piacere -Julien la sfiorò con un bacio
Il treno riparti, fu allora che Julien notò la veletta sul sedile.
Si alzò ,la prese fra le mani, guardò fuori la campagna
scorrere veloce. L'annusò. Era intrisa del suo profumo.
23 agosto19
In treno da Varsavia a Danzica ho incontrato una
donna, un americana. Credo di essere stato fortunato,
molto fortunato. Alle mie orecchie è stato concesso d'udire, per
la prima volta e probabilmente unica
volta, la perfezione assoluta del suono emesso da corde umane. Ho scoperto
l'armonia delle parole,l'adeguata alternanza dei toni, la vivacità
crescente nell'esposizione, felice accompagnarsi di sorrisi tra parentesi
ed interrogativi,musicali esclamazioni tra dolci ricordi. Una donna di
vivace intelletto con gravi problemi di comunicazione.
Probabilmente la mancanza di interlocutori che si può tradurre
in una parola :"solitudine" pesa a tal punto da raccontare l'intera
propria esistenza ad un perfetto estraneo. Un divorzio,un bambino. Era
faticoso seguire la logica della discussione per una mente inebriata dalla
musicalità di quella voce. Avrei voluto chiudere gli occhi e lasciarmi
cullare dalla melodia ma temevo che se l'avessi fatto avrebbe smesso di
parlare.