Passo e ripasso
lo straccio negli interstizi della mia anima; strappo ragnatele di ricordi,
inutili come le foglie secche accartocciate. Ho deciso: mollo tutto e
vado via! Gente nuova, luoghi da scoprire, emozioni … sono tutto
ciò di cui ho bisogno. Tiro fuori dall’armadio qualche vestito
e un paio di scarpe; ok, sono pronta.
Mentre chiudo a chiave la porta di casa, mi torna in mente Train leaves
here this mornin’ degli Eagles. I miei passi svelti risuonano nella
strada mentre le automobili sfrecciano senza accorgersi del fardello di
sentimenti che porto sulle spalle. Cammino in perfetta solitudine, I’m
just on my way back home. Già, train leaves here this mornin’
ed è pronto di fronte a me. La mia meta è decisa –
l’ha decisa il mio cuore – e la ragione non ha via di scampo.
Colline, montagne, mare, si intersecano in un puzzle incorniciato dal
finestrino; poi, il treno rallenta e mi ritrovo a vagare tra la folla.
Il mio percorso si snoda tra vicoli semplici, caratterizzati da panni
profumati di ammorbidente stesi ad asciugare, fino a raggiungere strade
eleganti. Intorno a me si susseguono, passo dopo passo, immagini da favola.
Il sole riscalda la mattina di un vecchio Pulcinella sorridente tra i
tavolini di un caffè, in una piazza che risplende. Poco più
in là, un colonnato fa da sfondo a un concerto di militari.
Mi lascio distrarre dai mascheroni che danno il benvenuto in palazzi d’epoca
ricchi di fascino, salgo scaloni accompagnati da targhe storiche. Il mio
sguardo segue un volo di striduli gabbiani tra le cupole maestose delle
chiese e, più su, il passaggio degli aerei. Scendo i gradini facendo
attenzione ai tasti del cellulare e mi perdo tra telefonate, sms e squilli.
La mia anima si sente a casa.
Passo dopo passo, incontro sconosciuti compagni d’avventura:
il vecchietto che suona il pianino accompagnando giovani cantanti, i figuranti
impassibili, una anziana signora dimessa che - dopo il tramonto - arrostisce
castagne. Mi attira l’entusiasmo travolgente di una coppia che danza
per strada, improvvisando, e della gente che inizia a ballare. Seguo la
scia del profumo di incenso aromatizzato, fino a che mi si staglia davanti
un tizio dai capelli riccioluti, con una marionetta che rallegra chiunque
urlando un coinvolgente “ciao!”. Poco più avanti, padre
e figlio arrostiscono pannocchie e un giovane suonatore di sax disperde
note struggenti nel cielo della sera.
Sono serena: ho vissuto emozioni semplici ma intense; il treno mi ha condotta
nel posto giusto.
Domani mi lascerò stregare dall’incanto di alberi rosa che
segnano un luogo, un luogo dell’anima.