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  il racconto

Il treno dell’anima
di Manuela Fragale

Passo e ripasso lo straccio negli interstizi della mia anima; strappo ragnatele di ricordi, inutili come le foglie secche accartocciate. Ho deciso: mollo tutto e vado via! Gente nuova, luoghi da scoprire, emozioni … sono tutto ciò di cui ho bisogno. Tiro fuori dall’armadio qualche vestito e un paio di scarpe; ok, sono pronta.
Mentre chiudo a chiave la porta di casa, mi torna in mente Train leaves here this mornin’ degli Eagles. I miei passi svelti risuonano nella strada mentre le automobili sfrecciano senza accorgersi del fardello di sentimenti che porto sulle spalle. Cammino in perfetta solitudine, I’m just on my way back home. Già, train leaves here this mornin’ ed è pronto di fronte a me. La mia meta è decisa – l’ha decisa il mio cuore – e la ragione non ha via di scampo.
Colline, montagne, mare, si intersecano in un puzzle incorniciato dal finestrino; poi, il treno rallenta e mi ritrovo a vagare tra la folla. Il mio percorso si snoda tra vicoli semplici, caratterizzati da panni profumati di ammorbidente stesi ad asciugare, fino a raggiungere strade eleganti. Intorno a me si susseguono, passo dopo passo, immagini da favola.
Il sole riscalda la mattina di un vecchio Pulcinella sorridente tra i tavolini di un caffè, in una piazza che risplende. Poco più in là, un colonnato fa da sfondo a un concerto di militari.
Mi lascio distrarre dai mascheroni che danno il benvenuto in palazzi d’epoca ricchi di fascino, salgo scaloni accompagnati da targhe storiche. Il mio sguardo segue un volo di striduli gabbiani tra le cupole maestose delle chiese e, più su, il passaggio degli aerei. Scendo i gradini facendo attenzione ai tasti del cellulare e mi perdo tra telefonate, sms e squilli. La mia anima si sente a casa.

Passo dopo passo, incontro sconosciuti compagni d’avventura: il vecchietto che suona il pianino accompagnando giovani cantanti, i figuranti impassibili, una anziana signora dimessa che - dopo il tramonto - arrostisce castagne. Mi attira l’entusiasmo travolgente di una coppia che danza per strada, improvvisando, e della gente che inizia a ballare. Seguo la scia del profumo di incenso aromatizzato, fino a che mi si staglia davanti un tizio dai capelli riccioluti, con una marionetta che rallegra chiunque urlando un coinvolgente “ciao!”. Poco più avanti, padre e figlio arrostiscono pannocchie e un giovane suonatore di sax disperde note struggenti nel cielo della sera.
Sono serena: ho vissuto emozioni semplici ma intense; il treno mi ha condotta nel posto giusto.
Domani mi lascerò stregare dall’incanto di alberi rosa che segnano un luogo, un luogo dell’anima.


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