![]() |
|
|
|
NEWSLETTER iscriviti gratis ti serve aiuto? |
|
Mon cheri Maurice di Serena Cadenna E pareva veramente che non avesse più amici, Maurice. Quando non hai più amici, diceva, "... fai le cose sbagliate, sei come una bilancia senza secondo piattino, non distingui la tetra solitudine dal semplice silenzio". Maurice, non ti abbattere, Maurice, non dire più: Maurice, non fare più: E vivi solo, come tanti altri al mondo, pensa ai vantaggi: puoi gestirti i tuoi tempi, puoi dipingerti le pareti del tuo amato azzurro, puoi gridare. Se vuoi, anche se non è nelle regole, facciamo che vivi in campagna, va bene? Da ora vivi in campagna. Maurice, così saggio e autoritario. Maurice cammina nel prato del suo corridoio, salta sui trampolini delle sue sedie. Maurice il folle, l'incapace. E io che lo conosco, e io che devo guarire quanto lui. Io. Chiudo l'ennesimo diario, e la copertina rigida, appoggiandosi sull'ultima pagina, emette un rumore nuovo. Sto sudando. E Maurice suda con me. E' un pochino tardi. Anzi, ringrazio gli amici dentro la mia testa, gli unici a conoscermi: Giacomo lo scrittore, Francesca la sognatrice, Mimmo il panettiere, Moebius, Kasper, Vincent I e Vincent II, la "Pietra parlante", il "satellite", l'"orso erbivoro", i pinguini, e Maurice, breve intensa presenza, che troverai sotto la croce, dopo il cervelletto, la seconda a sinistra. <- torna all'Archivio racconti |
|
|
|