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Oltre il muro di Luigi Sangermano a mia mamma, a Topolino e a tutti i bambini Voglio raccontarvi la mia storia... sono nato in Corea del Sud, ma non mi va di dirvi come mi chiamo perchè per voi sarebbe solo il rumore di una lattina sul selciato... voi sapete quale è la storia delle due Coree?...io no ... un giorno o l'altro dovrete raccontarmela... so soltanto che noi e quelli del nord sembriamo fratelli, eppure per tanti anni ci siamo odiati come Caino e Abele... io no, per la verità...non ho mai odiato nessuno e non riesco a capire perchè dovrei odiare mio fratello...comunque...ero piccolo e giocavo a pallone sulla spiaggia con i miei amichetti....a casa mi stufavo...ero figlio unico e ciò in fondo era funzionale...sarebbe stato difficile infatti insegnarmi contemporaneamente ad amare mio fratello ed odiare i miei vicini..."ama tuo fratello"..."odia tuo fratello"...naaaah...vabbè...dicevo...giocavo a pallone su una spiaggia che per il mare non era buona, perchè per anni c'erano stati i soldati lì... ora se ne erano andati, ma il mare era rimasto grigio di odio...e la sabbia fredda di disprezzo...per il mare non era buona, ma per giocare era ottima...mio padre per la verità non era mai contento quando andavamo a giocare lì e mi diceva " ma lì c'è il 38mo parallelo..." per anni ho pensato che il 38mo parallelo fosse un mostro terribile...un vecchio soldato pazzo, assetato di sangue...e quando il pallone andava oltre quel cespuglio di fronte al 38mo parallelo...tutti ci bloccavamo per la paura e la partita era finita...il 38mo parallelo prima che avessimo potuto muoverci aveva sicuramente già distrutto il pallone coi suoi denti di acciaio sporchi di carne e sangue...poi, crescendo ho scoperto che il 38mo parallelo era una linea ...solo una linea immaginaria, una convenzione... mi faceva più paura il mostro...eppure una linea era bastata a separarci...una linea per separare due popoli, buffo, no?...anche in Europa c'era stato qualcosa del genere...tutti separati da una linea ...quanto può essere grande, forte e terribile una linea...ero troppo piccolo e non capivo...ora, ancora non capisco...crescendo mi è venuta voglia di vederlo questo 38mo parallelo e così quando mi arrivò il pallone giusto lo scagliai"dove non osava andare nessuno...mi guardarono delusi come ogni volta che il pallone andava lì...ma quella volta dissi:"Vado"... mi gridarono dietro:"Dove vai? là c'è il 38mo parallelo!"...con il cuore in tumulto raggiunsi il pallone e raccogliendolo alzai gli occhi e fu allora che vidi il 38mo parallelo o ciò che avrebbe dovuto rappresentarlo.... un muro di canne ... altissimo, ma pur sempre di canne...rimasi un po' deluso... questo muro avrebbe dovuto difendere il nostro popolo?... e da chi lo avrebbe difeso da un esercito di nani deperiti?...stavo per andarmene quando sentii.."Ehi,c'è qualcuno lì?""sì, ci sono io" risposi..." E chi sei tu?" mi rispose l'azzurra voce di una bambina "mi chiamo *** e tu?" "kay-lin" ..." e che ci fai qui kay-lin?non sai che è pericoloso qui?"..."perchè è pericoloso?c'è qualche mostro cattivo?"..."beh no...però..."..." etu, tu sei cattivo?"..." no però..."..."allora non c'è nessun pericolo qui"..."hai ragione...chissà perché hanno alzato questo muro?""...""non lo so...""... ""nemmeno io""...""perché non rimani a parlare un po' con me?""...""beh, veramente ora ho una partita..."" il silenzio che seguì quella mia risposta mi svuotò il cuore""però domani se vuoi sarò qui e potremo parlare tutto il tempo che vuoi""...""volentieri"" mi rispose kay-lin...me ne andai contento con il pallone tra le mani, innamorato della sua voce. il giorno dopo ritornai ...senza pallone... e così il giorno dopo ancora e così tutti quelli che seguirono quel primo incontro...sempre più preso da quelle parole e da quella voce...""senti..."" mi chiese un giorno...""che differenza c'è tra nord e sud ?""...""beh...ora è un po' difficile da spiegare... ma lo vedi il cielo?...se il sole nasce là e tramonta lì...vuol dire che quello è il nord e quell’altro è il sud..""... ""ah... ed è molto diverso il cielo visto da dove sei tu?""...""beh,no...""...""e perchè non dobbiamo andare d'accordo io e te?""... ""non lo so...""...""mia mamma dice che tu hai tanti soldi e non li vuoi dividere con me...""... ""no!""...mi ribellai...""io non ho niente ...sono povero te lo giuro...e se solo avessi qualcosa la dividerei con te...anzi...io ti darei tutto...""... ""lo so... io l'ho detto a mamma che non potevi essere cattivo tu...""ci salutammo come ogni sera, ma le cose che mi aveva detto mi avevano colpito anche perché il mio papà mi aveva detto che al di là del muro c'erano solo dei poveracci che volevano portarci via il frutto di tanti anni di fatica...qualcuno doveva aver mentito....eravamo noi ad essere egoisti ed accaparratori o loro ladri e fannulloni?...decisi di regalarle qualcosa per farle capire che noi non eravamo tutti così...io ero diverso...frugai tra le cose di mia mamma e trovai un braccialetto di giada che non pensavo fosse prezioso...mi sembrava solo di un bel colore...liscio, freddo e di una imperturbabile bellezza...L'indomani le dissi""kay-lin...devo darti una cosa...""...""e come facciamo?""..."" più in là ho scoperto un buco forse facendoci piccoli piccoli un po' ci passiamo. Ci infilammo in quel varco...mi riempii di graffi, ma alla fine riuscii a scorgere le sue mani bianche e delicate e le sue dita che come petali si schiudevano verso di me. non riuscivamo ancora a guardarci in viso...ma almeno ora riuscivo a tenerle la mano...e se mi ero innamorato della sua voce immaginate come potevo sentirmi in quel momento...per non so quanto tempo ci tenemmo per mano...poi le diedi il bracciale e mi ritirai da dove ero venuto...lei fece lo stesso...le dissi di conservarlo per sempre...lei fu contentissima e mi rispose che lo avrebbe fatto e che anche lei sarebbe rimasta per sempre con me...per qualche giorno quasi ci ho sperato...poi scoprirono che fine aveva fatto il bracciale della mamma...brutta cosa essere figlio unico...non si ha mai il beneficio del dubbio...per un po' mi proibirono di uscire di casa e poi non contenti si trasferirono e mi portarono con loro in una città lontana dal 38mo parallelo...da allora ho ogni giorno ho pensato alle sue parole...""rimarrò con te per sempre""...ho imparato a ridere amaro di queste parole...non sapevo il suo cognome non sapevo nulla di lei ...non potevo cercarla...sono cresciuto ...ho scoperto cosa era il nord, il sud, l'est, l'ovest...qualcuno ha cercato di spiegarmi cosa fosse la dx, cosa la sx...e poi ho scoperto anche che noi siamo l'unico sud che si prende gioco del nord dall'alto della sua ricchezza ...dal basso dei suoi soldi...qualche tempo fa , in chat ho trovato una fanciulla che si faceva chiamare ""kay-linpersempre""...è incredibile come siano scioccamente esplicativi i nomi in chat...il cuore mi è balzato in gola ...ho sperato che fosse lei ed era lei...dopo 20 anni attraverso il computer abbiamo potuto scambiare due parole ...anche senza poter sentire le nostre voci...era felicissima ...mi ha spiegato che mi ha aspettato su quella spiaggia per giorni e giorni e poi anche lei è stata costretta ad andarsene , ma mi ha sempre portato nel cuore e solo da poco ha conosciuto un uomo al quale ha detto le stesse parole che aveva detto a me ...""non è possibile -le ho scritto - sono io l'uomo della tua vita..."" mi ha risposto che forse avevo ragione , ma che ora era troppo tardi...il nostro era un amore impossibile e questo incontro virtuale era servito solo a dirci quell'addio che non c'eravamo mai detti...io non volevo perderla di nuovo , se non ci aveva separato il 38mo parallelo figuratevi se poteva farlo il muro di omertà di una chat...finalmente seppi il suo nome ed anche dove abitava...mi buttai in macchina deciso ad andarmela a prendere per portarla via...e stare con lei per sempre...ma l' ebbrezza del momento mi travolse o fu un'altra auto non so...ma...bum...non soffrii tanto, fu come lo spegnersi di un interruttore e non so come ma morii...sono rimasto in un buio pieno di luce per non so quanto tempo e poi...quella luce mi travolse e fu come l'accendersi di un interruttore e non so come ma nacqui di nuovo...piansi un po' ... mi vidi circondato da tante facce simpatiche...sentii il calore della mia nuova mamma e la serena azzurrità del suo cuore, riconobbi quella sensazione... penso che quello fu il mio secondo primo sorriso...le sfiorai il polso e sentii la freddezza imperturbabile di un prezioso braccialetto di giada, mi strinsi forte al suo petto e pensai "" lo so ...starò con te per sempre..."" <- torna all'Archivio racconti |
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