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  il racconto

Piedi
di Eduardo Cicerchia

La mia maestra mi accarezzava i capelli.
"Apri bene gli occhi e guarda davanti. Anche senza mani puoi vivere bene! Non potrai certo aggrapparti ai tigli possenti, o scavalcare i muri di cinta dei giardini pieni di gente, ma potrai dormire e sognare, correre e sederti felice o leggere storie profonde."

La mia maestra poi si metteva accanto alla finestra, nel sole.
"Ascolta. Anche senza gli occhi puoi vivere bene! Non potrai certo distinguere la notte dal giorno, o il blu del mare dal nero del catrame stradale, ma il vento soffierà anche per te e tu potrai suonare e cantare con gli amici o da solo."

Mi sussurava strane parole sfiorando le mie labbra con le sue labbra di fuoco.
"Gusta se puoi il nettare dei tuoi anni migliori perchè anche senza gambe puoi vivere bene! Poco importa se dovrai aspettare gli altri seduto, avrai il tempo per scrivere poesie d'amore, accarezzare le persone che ami, disegnare paesaggi lunari."

La mia maestra mi prendeva sulle sue ginocchia tenendomi stretto al suo petto.
"Ricordati con gioia gli odori della tua giovinezza."
Poi mi baciava : "Anche senza il cuore puoi vivere bene! Diranno che sei cattivo e che nessuno potrà mai amarti davvero. Pero' ti temeranno e piangeranno per te."

Uscendo, ho messo i miei piedi nel fango, contento.


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