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  il racconto

Uno strano incontro
di Ilaria

La notte era tiepida e luminosa, il vicolo era inondato dalla luce fioca del lampione, ma una splendida luna brillava nel cielo, ed un dolce profumo di erba bagnata si diffondeva nell'aria, annunciando l'imminente arrivo della primavera. Si poteva percepire il risveglio della natura, che nel suo ciclico divenire rinnova il miracolo, i fiori si schiudono e profumano, in un arcobaleno di colori...giallo, bianco, azzurro, la luce della notte rendeva tutto quasi magico, irreale. Il nostro protagonista è un pò singolare: non è un uomo, non è neanche una donna, o un bambino...è quello che la fantasia vuole che sia, un animale, un sogno, una fata, un mago o un malvagio demone. per me è uno spirito, un povero fantasma che voleva tanto riavere il suo corpo. Era stato abbandonato dal suo amore, era stato tradito e ferito, umiliato da chi pensava fosse la sua sola ragione per stare su questa terra., o almeo così pensava. Vinto dallo sconforto e incapace di sopportare ulteriori sofferenze, un brutto giorno decise di passare a miglior vita, e si lanciò sui binari della metropolitana di London City. Si, Londra. Gli piaceva quella città, la riteneva il luogo ideale per effettuare il trapasso...era macabra e tetra al punto giusto, silenziosa quando vuole e anche quando non deve. Un giorno, quando aveva già da più di una settimana e qualche giorno abbandonato le proprie spoglie umane, si imbattè nel fantasma di Jack lo Squartatore: "Ma sei proprio tu!?Che rivelazione!" C'è da dire infatti che egli era un appassionato della vicenda e aveva più volte visto anche il film che trattava l'argomento, quello con Jonny Depp, ed era perciò a tal punto entusiasta dell' incontro che si profuse in lodi sperticate, dimenticando che in realtà il losco figuro che aveva di fronte non era l'anima di san Francesco in trasferta temporanea in Inghilterra, ma quella di un brutale assassino, nonchè persona che in vita era probabilmente e seriamente mentalmente disturbato.
In ogni modo, il caso volle che quella sera il nostro ex-omicida seriale di prostitute fosse particolarmente di buonumore, essendo in realtà anche particolarmente sensibile ai complimenti poiché parecchio vanitoso, così da vivo come da defunto :” Sei molto acuto”-disse-“sai riconoscere subito uno spirito che vale e le tue lodi nei miei confronti lo dimostrano. Ho deciso di farti un regalo: puoi chiedermi quello che vuoi, ed io ti esaudirò poiché ora sono molto potente, in stretta collaborazione con Satana in persona, perciò dimmi, svelto, cosa vuoi? Cosa desideri più di ogni altra cosa al mondo?” . “Caro Jack” rispose il nostro amico, dapprima spalancando gli occhi per la sorpresa e cercando immediatamente dopo di darsi un contegno per non sembrare un’anima debole, di fronte a colui che suscitava la sua ammirazione “il mio cruccio maggiore è di aver lasciato troppo dolore dietro di me, di aver confuso l’odio con l’amore. Ella mi amava. Ora la vedo. Tutte le notti vado alla sua finestra e la vedo. Vedo i suoi occhietti azzurri che amavo baciare riempirsi di calde lacrime che le sgorgano prima lentamente, poi sempre più, fino a che la poverina non ce la fa più e scoppia in singhiozzi disperati. Ora Jack, tu puoi capire bene, da fantasma intelligente quale sei, quanta sofferenza mi arrechi questo triste spettacolo. Sai, è tutta colpa mia, pensavo che lei mi tradisse, ma mi sbagliavo. Perciò ti chiedo: dammi una macchina del tempo, affinché possa tornare indietro e rimediare ai miei errori. Non importa cosa mi costerà, non importa se perderò la mia anima.” E detto ciò, non seppe più trattenersi al pensiero della sua bella che si tormentava a causa sua, e si gettò ai piedi dell’altro abbracciandogli le ginocchia e implorandolo di esaudire il suo desiderio. Alzò gli occhi e vide lei…si guardò intorno, le foglie secche ed ingiallite per terra…ma questo non è un racconto, è solo una fiaba.


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