Tutti da piccoli abbiamo giocato a fabbricare bolle di sapone. Per me era uno dei giochi preferiti. Allora non c'erano contenitori multicolori con gli anelli di plastica che ne fabbricano decine con un sol soffio:alcune grandi e tante tante piccole. Oggi volano via in alto leggere, veloci: non hai nemmeno il tempo di guardarle che sono già scoppiate. Quelle di un tempo noi ragazzi le facevamo con l'aiuto di un maccherone e con un pò di sapone di piazza sciolto nell'acqua. Era un'altra cosa! Facevamo a gara a farle più grandi e staccarle dai maccheroni non era facile. Erano gonfie, lente, salivano su a fatica e al primo ostacolo,la ringhiera del balcone o il viso del tuo vicino, scoppiavano spruzzando via l'acqua di cui erano fatte. Lente come erano avevi tutto il tempo di osservarle. Assumevano nel loro movimento le forme più disparate, prima oblunghe poi più tonde, salivano su lentamente seguite dal tuo sguardo e da quello invidioso dei tuoi compagni. Era un viaggio breve perché, mentre sembravano eteree, avevano un loro peso che le impediva di salire molto in alto e, sul più bello, quando finalmente le vedevi librarsi verso il sole...tac: non c'erano piè!
Così ne costruivi un'altra con più maestria: più forte, più spessa. Vedevi la sua linfa vitale circolare sulle sue pareti sottili che assumevano i colori dell'arcobaleno. La luce del sole poi le dava una tale luminosità che ti ci potevi specchiare dentro: vedere il tuo viso deforme, ma sempre bello come può essere solo quello di un bambino felice.
Stanotte ho sognato, ho sognato di essere in una grande bolla di sapone. L'avevo costruita io, ma non mi sentivo ne'stanca ne'affannata. Mi libravo in essa ed ero felice. Velocemente mi allontanavo dal suolo; gli alti palazzi mi giravano intorno e pian piano li lasciavo gi- lontano. Ero sola nella mia sfera iridescente e finalmente respiravo un'aria pulita: lontana dal caos, dallo smog, dal frastuono della vita di tutti i giorni. In quella pellicola sottile mi sentivo incredibilmente sicura e, finalmente libera, scivolavo sulle pareti cristalline del mio essere. Priva di ogni pensiero, avevo perduto tutte le tensioni e gli affanni della natura umana. Ero parte di quell'aria pura: giusto i 30 grammi della mia anima!
Mi sono svegliata. Tu dormi accanto a me ed il tuo leggero respiro è già troppo per mie orecchie. Tu vivi i tuoi sogni mattutini e presto sarai in piedi per una nuova frenetica giornata. Da sveglia non provo le stesse rassicuranti sensazioni che avevo in sogno. Sono prigioniera in questo sottile strato di incomunicabilità, e si sa: le bolle di sapone non hanno serrature e credo che resterò qui da sola fino a quando qualcuno, spero proprio tu, ti accorgerai di me. Pronunziando solo il mio nome, romperai l'involucro invisibile in cui sono rinchiusa. Mi abbraccerai forte e sentirai il mio viso umido."Non è niente"- ti dirò - "è solo una bolla di sapone!".