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  il racconto

Doroty e il mondo dei sogni
di Cangemi Veronica

C'era non tanto tempo fa e non troppo lontano da qui una dolcissima bambina di nome Doroty.
Doroty,al tempo in cui raccontiamo la storia,aveva appena cinque anni e si era da poco trasferita con mamma e papà in un paesino di montagna,lasciando così tutti i suoi più cari amici. Era tanto triste, l'unico compagno di giochi che le era rimasto era l'orsacchiotto che papà le aveva regalato per il compleanno e che si chiamava Teddy. A lui confidava tutti i suoi segreti,se tali possono chiamarsi i desideri di una bambina così piccola.
Si sentiva sempre più sola,neanche mamma e papà la capivano,avevano sempre qualcosa da fare,non potevano "perdere" tempo con lei. Non comprendeva perchè papà non la portava più a passeggiare e perchè mamma non le comprava più il gelato,l'unica spiegazione che riusciva a darsi era che non le volessero più bene. Non capiva cosa fosse success,si era sempre comportata bene,eppure in qualcosa aveva sbagliato.
Una sera,coma ormai da molte altre,era andata a letto piangendo,quando una vocina tenera l'aveva svegliata:era una minuscola fatina che le stava porgendo la mano.
"Ciao Doroty,sono la fatina del sonno e sono qui per farti vedere una cosa".
Doroty non capiva,prese Teddy con se e strinse la mano di quella creaturina fantastica. Poco dopo stava volando,la fatina l'aveva cosparsa di una polverina magica che le permetteva di librarsi in volo come un angelo. "Dove stiamo andando?" le domandò,"nel paese delle fate".
Fece silenzio per tutto il viaggio,incredula ma allo stesso tempo felice,le pareva di essere in una favola e non era poi troppo lontana dalla verità.
Improvvisamente si trovò in un luogo fantastico,una terra rigogliosa e incontaminata abbracciata da un immenso arcobaleno che rsplendeva sugli alberi,sui fiumi e suoi fiori sparsi dapperttutto;era come nelle fiabe che le aveva raccontato papà prima di andare a letto. La fata le mostrò ogni particolare di quel piccolo immenso paese. Tutte le creature magiche che lì abitavano le corsero incontro e si presentarono;conobbe così lo gnomone zuzzurellone,le apine allergiche al miele,il folletto dagli occhi arancio e la fatina che non sapeva volare. Trascorse molto tempo a giocare con ognuno di loro e le sembrava di aver finalmente trovato l'affetto di cui tanto aveva bisogno.
Più tardi la fatina ricomparve e le disse che doveva tornare a casa da mamma e papà.
"Ma loro non mi vogliono bene,sono troppo impegnati per giocare con me,non voglio lasciare i miei nuovi amici" rispose Doroty cominciando a piangere.
La fatina,allora la prese per mano e la portò allo Stagno Sincero.
"Questo stagno" le disse "riesce a capire quello che provi,sente le tue stesse emozioni,è uno stagno magico,lui è il solo che può farti smettere di piangere."
Doroty non capiva,si chinò per vedere meglio e una lacrima cadde nell'acqua.
All'improvviso vide i suoi genitori riflessi nello stagno,stavano parlando di lei,dicevano di tornare a casa perchè sapevano che stava soffrendo e loro volevano solo la sua felicità.
Senza rendersene conto Doroty si ritrovò nel suo letto: era stato un sogno.
Mentre si chiedeva se fosse successo veramente aprì la mano e vide la polverina magica color orocon cui era riuscita a volare:capì che tutto era realmente accaduto.
Corse dai suoi geniotori,lo abbracciò e disse loro "Vi voglio bene."

Come siamo strani,non dichiariamo a nessuno i nostri sentimenti,non mostriamo mai ciò che proviamo,forse ne abbiamo paura,eppure farlo significherebbe donare un sorriso,un breve attimo di felicità e invece,da insicuri o chissà,deboli,preferiamo rifugiarci nella fantasia.


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