C'era non tanto tempo fa e non troppo lontano da
qui una dolcissima bambina di nome Doroty.
Doroty,al tempo in cui raccontiamo la storia,aveva appena cinque anni
e si era da poco trasferita con mamma e papà in un paesino di montagna,lasciando
così tutti i suoi più cari amici. Era tanto triste, l'unico
compagno di giochi che le era rimasto era l'orsacchiotto che papà
le aveva regalato per il compleanno e che si chiamava Teddy. A lui confidava
tutti i suoi segreti,se tali possono chiamarsi i desideri di una bambina
così piccola.
Si sentiva sempre più sola,neanche mamma e papà la capivano,avevano
sempre qualcosa da fare,non potevano "perdere" tempo con lei.
Non comprendeva perchè papà non la portava più a
passeggiare e perchè mamma non le comprava più il gelato,l'unica
spiegazione che riusciva a darsi era che non le volessero più bene.
Non capiva cosa fosse success,si era sempre comportata bene,eppure in
qualcosa aveva sbagliato.
Una sera,coma ormai da molte altre,era andata a letto piangendo,quando
una vocina tenera l'aveva svegliata:era una minuscola fatina che le stava
porgendo la mano.
"Ciao Doroty,sono la fatina del sonno e sono qui per farti vedere
una cosa".
Doroty non capiva,prese Teddy con se e strinse la mano di quella creaturina
fantastica. Poco dopo stava volando,la fatina l'aveva cosparsa di una
polverina magica che le permetteva di librarsi in volo come un angelo.
"Dove stiamo andando?" le domandò,"nel paese delle
fate".
Fece silenzio per tutto il viaggio,incredula ma allo stesso tempo felice,le
pareva di essere in una favola e non era poi troppo lontana dalla verità.
Improvvisamente si trovò in un luogo fantastico,una terra rigogliosa
e incontaminata abbracciata da un immenso arcobaleno che rsplendeva sugli
alberi,sui fiumi e suoi fiori sparsi dapperttutto;era come nelle fiabe
che le aveva raccontato papà prima di andare a letto. La fata le
mostrò ogni particolare di quel piccolo immenso paese. Tutte le
creature magiche che lì abitavano le corsero incontro e si presentarono;conobbe
così lo gnomone zuzzurellone,le apine allergiche al miele,il folletto
dagli occhi arancio e la fatina che non sapeva volare. Trascorse molto
tempo a giocare con ognuno di loro e le sembrava di aver finalmente trovato
l'affetto di cui tanto aveva bisogno.
Più tardi la fatina ricomparve e le disse che doveva tornare a
casa da mamma e papà.
"Ma loro non mi vogliono bene,sono troppo impegnati per giocare con
me,non voglio lasciare i miei nuovi amici" rispose Doroty cominciando
a piangere.
La fatina,allora la prese per mano e la portò allo Stagno Sincero.
"Questo stagno" le disse "riesce a capire quello che provi,sente
le tue stesse emozioni,è uno stagno magico,lui è il solo
che può farti smettere di piangere."
Doroty non capiva,si chinò per vedere meglio e una lacrima cadde
nell'acqua.
All'improvviso vide i suoi genitori riflessi nello stagno,stavano parlando
di lei,dicevano di tornare a casa perchè sapevano che stava soffrendo
e loro volevano solo la sua felicità.
Senza rendersene conto Doroty si ritrovò nel suo letto: era stato
un sogno.
Mentre si chiedeva se fosse successo veramente aprì la mano e vide
la polverina magica color orocon cui era riuscita a volare:capì
che tutto era realmente accaduto.
Corse dai suoi geniotori,lo abbracciò e disse loro "Vi voglio
bene."
Come siamo strani,non dichiariamo a nessuno i nostri
sentimenti,non mostriamo mai ciò che proviamo,forse ne abbiamo
paura,eppure farlo significherebbe donare un sorriso,un breve attimo di
felicità e invece,da insicuri o chissà,deboli,preferiamo
rifugiarci nella fantasia.