Ho preso in mano la rivista che mamma ha lasciato sopra al tavolo della cucina, accanto alle mie chiavi di casa e ad un biglietto scritto con una matita gialla e minuscola:
BUONGIORNO! CI VEDIAMO ALLE CINQUE AL SOLITO POSTO. PUNTUALE TI PREGO!
Sono arrivata ieri notte a casa dei miei e non li ho ancora visti, stavano dormendo profondamente e ho fatto piano piano, non mi sono neanche lavata i denti , ho sistemato la valigia accanto alla finestra della mia stanza, e mi sono messa a letto distrutta!
Prima di spegnere la luce e sprofondare nel sonno ho dato un'occhiata in giro. Al muro hanno appeso le mie fotografie, quelle che mi ha fatto Michele l'estate di due anni fa, quando siamo andati in Sicilia. Sopra la scrivania c'è lo stereo quello che non funziona più e sopra una delle casse c'è la fotografia di Michele, quella in cui ride, l'avevo scattata io il giorno del suo compleanno. Era un 29 luglio.
Ti prego Michy, fai la nanna con me stanotte! Ho sussurrato e poi ho spento la luce.
Il mattino dopo
Quando ho aperto gli occhi, dieci minuti fa , ci ho impiegato un po' a capire che avevo dormito nel mio letto, la mia adorata cuccia.
Non ho neanche sentito mia madre uscire, avevo davvero un gran sonno!
Ma in cucina c'è ancora odore di caffè, quindi devono essere usciti da poco.
Mio padre sarà fuori con Billy, il nostro cane, è un bastardino che abbiamo trovato lo scorso settembre al fiume.
e mia sorella ?
ah, ma dove sta?
Mi precipito in camera sua e non sembra affatto che sia arrivata!
Corro a telefonarle.
-Pronto Simo!
-Pronto, ma ciao sorellina!
-Ma come? Non ci darai buca la vigilia di Natale!
- Ma scherzi? Sono rimasta a Bologna, ieri sera c'è stata una festa di laurea, la mia compagna di stanza ha anticipato il tutto e non potevo assolutamente mancare.
Parto da Bologna intorno all'una.
- Va bene, dai passo a prenderti in stazione, chiamami quando stai per arrivare, ok?
- Bene! Hey la mamma te lo ha detto che dobbiamo vederci alle cinque?
- Sì, ci vediamo al solito posto di fronte al negozio di fiori di Via Gramsci.
- Brava!
- -Dai muoviti , sono già le 10 e mezzo, corri a preparare la borsa, altrimenti perdi il treno sbadatella!
- Ma la vuoi smettere di trattarmi sempre come una mocciosa?
- Ah perché non lo sei? Le dico ridendo
- A dopo vecchietta!
- E scoppiamo a ridere.
- Ciao tesoro!
- Ciao ciao!
Mia sorella Mia sorella Simonetta, è la persona più importante della mia vita.
Non ci vediamo spesso perché io vivo e lavoro a Perugia e lei studia a Bologna, ma sento i suoi pensieri e i suoi stati d'anima esattamente come se fossimo due gemelle nate a differenza di anni, e questo rapporto fatto di sensazioni intime e silenziose mi riempiono moltissimo.
Fisicamente siamo completamente diverse, lei ha gli occhi scuri e profondissimi e inoltre è riccia , riccia, mentre io ho i capelli lisci come spaghetti!
Quando era piccola, mi divertivo a chiamarla Mafalda, come il personaggio del fumetto e lei si arrabbiava tantissimo, pestava i piedi a terra ed era capace di tenere il broncio per delle ore.
Simo ha già 22 anni, tra noi c'è una differenza di età di 8 anni .
Sarà proprio per questo motivo che nei suoi confronti ho un senso di protezione quasi materno, ma non è un sentimento che voglio che lei colga, altrimenti rischio di essere considerata una specie di rompiballe e finisce che non mi racconta più niente di sé.
Invece è bello ascoltarla, sentire che sta diventando una donnina in gamba.
L'università l'ha fatta maturare molto, sono contenta che stia in una città più grande , che si confronti con realtà diverse da quella statica in cui è cresciuta.
Sono pure felice che la facoltà di Scienze della comunicazione di Perugia non l'abbia presa. Altrimenti avremmo logicamente diviso un appartamento insieme e non avrebbe vissuto l'esperienza universitaria come invece sta facendo in questo momento.
Da quello che mi racconta si diverte e studia pure parecchio, ha fatto centro anche la settimana scorsa, un altro 30. E' il mio piccolo genio!
Simo è innamorata di Matteo, vive una bella storia con questo ragazzo che abita nello stesso palazzo, si sono conosciuti così: lui un bel giorno l'ha vista rientrare dall'università e dalla finestra le ha urlato: Ciao ragazza riccia, te lo prendi un caffè a casa mia?
La spontaneità dei giovani è una cosa tenerissima!
Mi guardo allo specchio e penso che ho bisogno di fare una telefonata urgente al parrucchiere, i miei capelli sembrano sfiniti, voglio tagliarli un po' e voglio farmi bella, cavolo dopo domani è Natale!
Poi mi siedo, sfoglio la rivista e mentre bevo il caffè mi fermo a pensare "chi lo sa se io mi innamorerò mai più!"
Da quando Michele è morto, io ho preso i sensi e li ho messi a dormire.
Se un ragazzo mi guarda credo che lo faccia perché riesce a vedermi incollato al corpo un dolore inconsolabile, e una sorta di ombra che mi oscura il cuore.
Qualche tempo fa un mio collega mi ha detto: Perché non usciamo una sera, non ti accorgi che mi interessi un sacco? Non riesco a fare a meno di guardarti ogni volta che passi di fronte alla mia scrivania.
- Ah, davvero? gli ho risposto
Credevo che guardassi la mia ombra - ho detto in maniera goffa , declinando l'invito nel modo più imbarazzato possibile.
Chiaramente Nannini non mi ha più rivolto la parola, ma continua a guardarmi!
La morte di Michy la sto accettando lentamente.
Ho deciso di smetterla di non vivere la mia vita, in memoria della sua scomparsa. Io esisto ancora e devo respirare e continuare a sorridere anche per lui. A volte è dura ma devo farcela.
Michy è morto due anni fa, il 20 dicembre, due giorni dopo avremmo festeggiato il nostro terzo anno insieme.
Il Natale, quindi, mi ricorda mille cose e mille volte Michele. Ma la mia famiglia mi aiuta molto e sono fortunata ad averla accanto!
Il Natale mi ricorda anche come è iniziata la nostra storia e ogni volta mi fa riflettere su come è strano e unico il modo in cui le anime si intrecciano e si slegano, si perdono e si ricongiungono.
E' magia!
Sono convinta che Michy non mi lascerà mai e che capisce il mio desiderio di trovare la serenità!
Michele lo vedevo tutte le mattine . Io andavo a scuola a piedi e lui era lì, alla fermata dell'autobus, era sempre spettinato, con la faccia gonfia di sonno e un giubbino marrone.
Qualche anno più tardi, me lo sono ritrovato al corso di inglese.
Alla prima lezione si è avvicinato timido al mio banco e mi ha chiesto: Scusa è libero questo posto?
- Prego è tutto tuo!
- Piacere Michele!
- Ciao Valeria!
Lui indossava una camicia a righe bianche e celesti e un paio di jeans chiari, aveva i capelli lunghi e ricci.
All'epoca avevo 21 anni e Michele 24.Avevamo deciso entrambi di migliorare il nostro inglese frequentando un corso serale organizzato dalla facoltà di lingue di Urbino.
Io e Michele siamo diventati subito amici e a volte dopo le lezioni andavamo a bere una birra all'Irish Pub accanto alla scuola, ogni tanto veniva pure Federico un altro compagno di corso.
Una sera Michele mi ha accompagnata a casa e prima di salire azzarda:
- Ma dai Vale, davvero non hai un ragazzo?
- Certo che è vero , io devo studiare, voglio laurearmi in fretta , i ragazzi fanno perdere tempo!
- Vorresti dire che io ti faccio perdere tempo?
- Ma te sei Michele, mica il mio ragazzo! E sono scoppiata a ridere
- Già è vero - ha risposto Michy a voce bassa
- Buonanotte
- Notte !
A giugno di quell'anno, era il 1996, quando il nostro corso stava per terminare, e la nostra prof. di inglese, Margaret, aveva organizzato un party nella sua casa di campagna!
Eravamo in tanti, io ero andata con Marzia e avevamo portato una crostata che aveva fatto mia madre per l'occasione.
Mentre stavo per avvicinarmi a Margaret per salutarla, ho gettato un rapido sguardo verso il salone e ho riconosciuto subito i ricci di Michy e poi un improvviso stato confusionale mi ha temporaneamente impedito di avanzare verso la padrona di casa.
La mano di Michele era stretta nella mano di una biondina con la coda di cavallo. Mi sono voltata di scatto verso Marzia, le ho dato la crostata e me ne sono andata con un senso di stupore e una gran voglia di vomitare.
Forse quel giorno avevo capito che Michele era un ragazzo
A settembre mi sono trasferita dalla facoltà di Scienze della Comunicazione di Urbino a quella di Perugia e nel frattempo Michele aveva iniziato il suo ultimo anno di Informatica a Londra.
Ci sentivamo di rado ma cercavamo comunque di mantenere vivi i contatti usando la posta elettronica e ogni tanto il telefono.
Lui mi raccontava la sua vita, l'esperienza londinese, la nebbia e mi parlava delle persone che aveva incontrato.
Io ero felice che stesse bene ma sentivo la sua mancanza!
Dopo la laurea ho iniziato a lavorare come assistente della Professoressa Alfieri, la mia docente di psicologia, e cercavo di fare degli extra nei ristoranti.
Michele faceva tirocinio in uno studio legale di Londra.
Il millennio L'atmosfera del dicembre 1999 era carica di euforia. Era il 1999, e la maggior parte della gente non faceva altro che parlare di come avrebbe festeggiato l'arrivo del nuovo millennio. Saltavano fuori le idee più banali e più originali. Io mi stavo preparando mentalmente a rientrare a casa per Natale e poi me ne sarei andata in montagna con la mia amica Maila, il suo ragazzo e altri due amici.
Ero nella mia casa di Perugia, ricordo perfettamente la data 19 dicembre 1999, quando lo squillo del telefono ha interrotto il silenzio di quel freddo mattino.
- Buongiorno, fa freddo in Italia?
- Michy sei tu? Ho urlato
- Sono proprio io! Torno in Italia, preparami un letto per stanotte che ho voglia di vederti prima di andare a casa dei miei.
No, non ci potevo credere, passa da me prima di andare dai suoi!
- ma sei sicuro? Dove atterri?
- Il mio volo arriva a Fiumicino poi prendo un treno per Perugia, non è difficile, è sufficiente che tu venga a prendermi alla stazione. Ti faccio sapere gli orari, tieni il cellulare acceso!
- Non c'è problema! Ti preparo qualcosa di buono per cena.
- No, dopo tanto tempo stasera ce ne andiamo fuori, dobbiamo festeggiare il Natale.
- Ok attendo tue news a dopo. Buon viaggio!
- Un bacio!
Ero stranamente felice e mi chiedevo perché. Insomma Michele e io eravamo amici, amici e basta! Eppure avvertivo una sensazione di infinita serenità e dopo quella telefonata ho iniziato a contare i minuti che ci separavano con le mani sudate e lo stomaco fuori uso per l'agitazione.
Hey dai - mi sono detta- calmati!
Michy è sceso dal treno con una valigia pesantissima, un cappottino nero e un nuovo taglio di capelli!
Era davvero bello, cresciuto!
Ci siamo abbracciati! E mi ha detto: mi fa così piacere vederti!
- Lo dici a me? Non vedevo l'ora che arrivassi!
Siamo rimasti immobili per un istante, un istante lunghissimo a guardarci gli occhi muti e lucidi di gioia. Io ho affondato il naso contro il suo odore e ho visto migliaia di immagini sovrapporsi e scorrere come un film.
- Sai, ho prenotato un tavolo nel mio ristorante preferito.
- Non sei diventato vegetariano vero?
- No, anzi, che si mangia di buono?
- Specialità umbre, carne, funghi
- Dai andiamo allora! Ho una gran fame di cibo italiano!
Abbiamo trascorso una bellissima serata, il nostro tavolo era all'angolo della "Pappa ghiotta" e una candela blu illuminava il vino rosso dei nostri calici eleganti, la nostra conversazione vivace, le nostre mani arrossate dal freddo.
Abbiamo parlato tantissimo, poi siamo andati a casa e ci siamo addormentati sfiniti!
Il 20 dicembre - Vieni! Ho preparato la colazione! Gli dico mentre il mio sguardo lo buca e raggiunge il chiarore del mattino che penetra dalla tenda bianca e mille sfumature si appoggiano al pavimento formando una sorta di righe che da terra si allungano fino alla parete e poi su .fino al soffitto!
La luce lo abbaglia e strizza gli occhi.
- Mamma mia quanta luce! Che stupenda giornata! Buongiorno Vale!
- Buongiorno a te, hai dormito bene?
- Sì.. come un ghiro direi!
- Bene, mi fa piacere. Spero di non aver fatto troppo rumore.
- No, affatto! Mi ha svegliato l'odore del caffè.
- Mi piace l'odore del caffè e mi piace pure la tua casa ,sai?
- Vai sul balcone, l'aria è frizzante ma la vista è piacevole!
Ed è vero, da casa mia c'è un gran belvedere, il terrazzino dà su una piazzetta del centro storico, e da qui posso godermi la vista della Chiesa di Santa Chiara, un bellissimo esempio di architettura romanica, semplice e austero ma anche morbido che si sposa perfettamente con il contorno e il resto dei palazzi antichi della piazza.
La sera, quando il sole tramonta, i muri marroni cambiano colore divenendo quasi arancioni, mentre il rosone della chiesa cattura tutte le sfumature dell'imbrunire, dipingendo la piazza di un calore ineguagliabile. E' uno spettacolo di luce armonica che cerco di godermi ogni volta che posso.
- Allora che ne dici? Bello vero? Gli chiedo
- Sì, è davvero carino il nido che hai scelto per te, complimenti, ci sei tu in ogni angolo, e il tuo odore è dappertutto!
- Certo è la mia casa, c'è il mio odore.
- Sì ma io lo sento più degli altri!
- Perché?
- Un bel giorno te lo dirò, è una questione di olfatto. Conclude ridendo.
- Mi è venuto in mente che potremmo pure fare una cosa intelligente, uniamo l'utile al dilettevole!
- Cioè?
- Voglio vedere il mare!
- Mi sembra un'ottima idea, anche io ho un po' di astinenza, oggi è anche una stupenda giornata e il mare d'inverno è davvero affascinante e molto triste.
- Lo renderemo divertente!
- Perfetto, allora preparo le valigie ok? Si parte, viva il Natale! Viva le ferie!
- A proposito, Michy come passi il Natale, dai tuoi?
- Come vuole la tradizione, sto a casa dei miei con i millecinquecento parenti e una quantità esagerata di cibo.
- Allora faremo la stessa identica cosa!
Il Mare d'inverno Quando siamo arrivati al mare, l'aria era mite e Micky si è tolto il maglione di lana, sotto aveva una T shirt nera con le maniche lunghe e ha messo gli occhiali da sole tra i ricci, poi mi ha guardata e mi ha fatto un sorriso.
E' scappato via e ha urlato :PRENDIMI!
Abbiamo corso fino a una barca azzurra solitaria. Non avevamo più fiato e mentre correvo pensavo che mi piaceva Michele, che sarebbe stato bello dividere il mio odore con lui.
Poi l'ho afferrato per la maglietta e gli ho detto:
- Preso!
- Eh no, non vale.
- Ma come, perché non vale? Gli dico ridendo, per provocarlo
- Sai perché non vale? Perché se prendi una persona, la abbracci forte, proprio così vedi e poi chiudi gli occhi e
E ho sentito il cuore saltarmi in gola e scendere fino allo stomaco, rimbalzare in ogni parte del mio corpo, mentre le nostre labbra si univano , io toccavo con le dita i ricci di Michele e lui mi teneva stretta l'altra mano e ci dicevamo in silenzio:
"Finalmente, ho aspettato questo momento per così tanto tempo che non lo sapevo neanche, non me ne rendevo conto".
- Io sento il tuo odore più degli altri perché ti amo Vale!
- Devi proprio ripartire dopo le vacanze di Natale?
- Sì, ma solo per altri tre mesi poi tornerò!
Il suo sorriso tenero non me lo dimenticherò mai, la nostra storia splendida è iniziata con i nostri corpi appoggiati a una barca azzurra in un giorno d'inverno e io sono fortunata, perché ho potuto toccare i ricci di un angelo.
Il giorno di Natale mia sorella è arrivata con un pacco.
- Vieni Vale, qualcuno ha portato un regalo per te!
Era un pacco con tanti buchi, dentro c'era un gattino bianco e un biglietto con su scritto " Tornerò a prenderti!" Michele