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  il racconto

Lola
di Sara Formisano

Incontrava tutti i giorni la sua immagine allo specchio e mai prima di allora si era accorta di quella ruga che infieriva sulla fronte liscia e giovane…, pareva un affronto o una congiura.
Maledetta ! Dove si era nascosta finora? Chi l'aveva mandata lì e perché? Alla sua età non poteva starci un segno così ingombrante sul suo viso da bambola!
Avrebbe venduto anche sua madre pur di liberarsi di quello stupido impiccio !
Aveva troppi "fidanzati " che desideravano il suo corpo che … vendeva .
Fiera come chi vende quadri d'autore , con una stima altissima di sé, la conoscevano tutti come Lola .
In realtà, quale fosse il suo vero nome era difficile scoprirlo , ma per una come lei tutto questo aveva veramente poca importanza .
Chi poteva dire che età avesse? Nessuno.
Alta e snella ,con curve da capogiro faceva perdere la testa a chiunque ,non fosse stato solo che per il suo ancheggiare elegante ,misto ad un profumo di vaniglia che la rendeva ancora più morbida nei lineamenti .
Ma come tutti in fondo anche lei aveva i suoi segreti ,le paure che si affollavano nella mente e le lacrime, tante, che ogni notte prima di addormentarsi le tenevano compagnia.
Di giorno tra le lenzuola degli amanti senza volto , si atteggiava come fosse una tigre deliziosa ed insaziabile ;non temeva nulla , neppure la morte.
Ma di notte, quando sceglieva di rimanere sola, un'insolita tristezza e una grande solitudine si impadronivano dei pensieri, le mani le tremavano ed un gran freddo le divorava le ossa.
Avrebbe avuto voglia di aprire la finestra e scivolare nel vuoto, abbandonandosi tra le braccia del vento e forse,per la prima volta, sentirsi veramente libera…ma nessuno avrebbe saputo dirlo.
In fondo essere liberi era una parola veramente grossa per una prostituta che sapeva ringhiare al momento giusto ed ottenere ciò che voleva ma che al tempo stesso, non era felice di quello che otteneva.
Com'era difficile ripetere a se stessa che il domani prima o poi sarebbe cambiato,che un giorno finalmente qualcuno l'avrebbe amata ,capita e riempita di tenerezze,di quelle che si fanno tra due veri innamorati e non si sarebbe più venduta,no,mai più !
Ma dov'era il punto di partenza in tutto ciò? Il tempo ne aveva sbiadito i colori ma c'erano colori nell'anima che non sbiadivano mai .
Fu quella volta in cui suo zio le disse che le avrebbe insegnato un gioco bello e divertente.
Aveva poco più di tredici anni, ma il suo corpo maturava a vista d'occhio e non passò inosservata, neppure a quel vecchio zio che lei adorava .
Quell'estate era così umida che i vestiti si appiccicavano addosso mentre l'aria era rarefatta e pesante, nelle campagne ovunque era secco e brullo ,un'estate maledetta.
Accadde quel pomeriggio.
Si era appena addormentata sul letto della sua cameretta ancora piena di peluches e bambole : i suoi genitori erano usciti e a farle compagnia c'era lo zio Tommy che seguiva un nuovo programma tv .
Furono delle carezze a svegliarla da quel sonno profondo e innocente.
"Ah, …sei tu." disse lei ancora con gli occhi chiusi e la testa affondata nel cuscino.
Ma le carezze si fecero via via più insistenti e d'improvviso aprì gli occhi di scatto ,giusto in tempo per vedere suo zio mentre ,senza dire parola ,era su di lei .
Di quel pomeriggio tutto ciò che ricordava era l'odore di vecchio che emanava quel corpo e il dolore,tanto ,che gridava dal fondo di un'anima persa,spezzata per sempre.
Sentiva quelle mani callose violare tutto il suo corpo, e quella bocca che cercava con violenza la sua non la lasciava respirare .Le pareva di essere un agnello tra le mani di un lupo vorace che vuol mangiare la preda in un solo boccone.

Morta. Di quegli interminabili minuti non ne parlò mai con nessuno,era morta ,e quando una persona muore ,non esiste ricordo ,non esiste anima o quant'altro.
Viveva in uno spazio sospeso tra realtà e immaginazione,non sapeva spiegarsi nemmeno cosa stesse accadendo…le scoppiava la testa,si sentiva sporca e con grandi sensi di colpa.
Era come fosse risucchiata in un vortice infuriato senza luci né colori,una tempesta nera con un vento che le soffiava contro mentre dentro l'anima fuggiva dal suo corpo e ne era certa , non sarebbe mai più ritornata .
Bastò quel pomeriggio di caldo rovente, di puzzo umidiccio e stantio per capire che tutto il corso della sua vita era inevitabilmente cambiato , nessuno e niente le avrebbero potuto restituire l'anima perduta .
Da quel giorno lo zio Tommy venne a trovarla sempre più spesso .
Le sussurrava che era un gioco divertente ,che prima o poi le sarebbe piaciuto ma di non farne parola con nessuno ,era un segreto !
E a chi poteva dirlo ?
Da quel pomeriggio infernale dimenticò persino il suo nome e tra i singhiozzi di adolescente , si fece avanti Lola …la prostituta .
Quasi in punta di piedi e timida all'inizio ,Lola spuntò dal nulla ,senza volto o identità, solo un'attricetta sprovveduta alle prime armi e con un odio inconsapevole verso quel corpo violato per sempre .
Era un odio incontrollato che le logorava i pensieri ,ne influenzava le scelte ed i giorni assumevano una tinta deforme ,del tutto priva di innocenza.
In fondo era quel corpo di donna che le creava problemi,avrebbe voluto disfarsene ,lo detestava !
Ma ormai Lola ,quel mostro orribile si era impadronito di lei ,la sentiva crescere dentro come una serpe che non aspetta altro che spargere veleno ,e nel silenzio ,di lì a qualche anno divenne la donna di molti uomini ,a pagamento.
Iniziò a vendersi tra le pareti di una casa squillo : all'epoca zio Tommy era ancora vivo ma era troppo malconcio per cercarla ancora ,e per una sorta di stupido intreccio della mente , la farsa continuò .
Lo accarezzava come la solita nipote di sempre ,con il loro antico segreto e gli sussurrava : "…mi pagano bene sai ,avevi ragione ,è un gioco divertente …"

Lui ,malandato com'era non riusciva a proferire parola , si leggeva negli occhi un uomo piegato dal dolore ,convinto nel profondo di aver costruito un mostro e sinceramente pentito per ciò che era stato ,ma questo peso se lo sarebbe portato dietro fino al suo capezzale.
E fu così . La mattina in cui le sue condizioni si aggravarono e tutta la famiglia si radunò intorno al suo letto ,lui le fece cenno di avvicinarsi .
" …ho chiesto a Dio di perdonarmi ,se puoi , fallo anche tu ."
Lei lo guardò gelida ,con un lampo d'odio che le attraversava i ricordi, d'un tratto vivi e nitidi.
Lo fissò negli occhi ,mentre rivedeva quella ragazzina lottare con quel corpo sudato che le veniva addosso come un lupo vorace in cerca di un agnello da divorare ,senza pietà .

In quel momento aveva un disperato bisogno di pietà ,era l'unico filo che le rimaneva per continuare a vivere …invece …
Zio Tommy morì con un viso perduto in un profondo dolore ,come chi,in punto di morte ,non avesse ottenuto un perdono tanto agognato .
Ma nessuno seppe leggere mai : il segreto ora le pesava tutto sulla coscienza e lei sapeva come recitare la commedia .In tanti anni nessuno sospettò mai ciò che era accaduto ,né tantomeno nessuno in famiglia sapeva di "Lola".
Fu difficile all'inizio abituarsi all'idea di fingere l'innocenza della gioventù ,ma a poco a poco iniziò a capire che in fondo non era poi così strano prendersi gioco di tutti perfino di se stessa …bastava solo far finta di essere su di un palcoscenico e recitare, tutto qui .
Nel corso degli anni quante persone avrebbe scoperto essere come lei ,uomini alla deriva e senza alcuna identità .
Bastava non pensarci ,non essere troppo filosofi e riderci su ,tra un tiro e l'altro ,senza rimetterci la pelle .
Era facile affrontare la commedia anche se, le poche volte che alzava il suo sguardo al cielo , si chiedeva soltanto se da lassù Dio la poteva vedere e cosa ne pensasse di lei .
Ma Lui vedeva proprio tutto? Perfino quando si vendeva a dei perfetti sconosciuti e dopo aver recitato come da copione ,stendeva la mano per prendere i suoi soldi?
Quando le capitava di pensarci non riusciva a trattenere lo sgomento e la vergogna che le saliva dal profondo dell'anima, mentre un dolore vago e lontano la rimandava indietro nel tempo dov'era nient'altro che una bambina dall'aria spensierata.
Rivedeva i suoi cugini giocare a nascondino nel pollaio dietro il mulino ; erano lì i ricordi migliori, quelli che non avrebbe mai regalato a nessuno e che nei momenti peggiori della sua esistenza ,si sarebbe rifugiata proprio lì, al sicuro da tutto ..
Il pollaio era il nascondiglio migliore , il profumo intenso della campagna si concentrava sulla pelle e perfino tra i capelli c'era l'odore delle galline ,che lei odiava tanto e scappando a casa si rinchiudeva in bagno cercando con ogni mezzo di togliersi quell'odore da dosso!
Ma di quell'odore ne aveva una sorta di nostalgia ora e senza spiegarsene il perché, avrebbe preso l'auto e a tutta velocità avrebbe fatto ritorno a casa .
" No Lola non è il momento ,non ancora." le suggeriva una voce sorda e sibilante .
Era già qualche anno che non vedeva la sua famiglia ed anche se le mancava tutto terribilmente tutto di loro e soffriva come un cane ,alla fine quella voce la convinceva a rimandare.
Nessuno sapeva laggiù di Lola , la serpe maledetta, ma se l'avessero saputo…i suoi sarebbero morti all'istante .
In fondo perché dargli un dispiacere così grande ? Era meglio lasciare le cose come stavano …,era pur sempre una semplice segretaria in una azienda della grande metropoli dove nessuno ti conosce e ,se non stai attento, vieni travolto dalla folla .
E quella folla non sapeva nulla di polli e di aie ,di profumi di campagna e di gente che di sera , nelle case discuteva come era andata la giornata davanti ad un bicchiere di vino buono .


Le strade serpeggiavano tra i caseggiati con destrezza mentre un grande vuoto riempiva il volto della gente ,si poteva persino morire per la strada ,che quasi nessuno l'avrebbe notato .
Era vita quella? Ma cosa avrebbe fatto? Cambiare ? Lola non lo avrebbe permesso, era lei al comando , e le piacevano i soldi …tanti, troppi .
Al diavolo i sentimenti ,di vita ce n'era una soltanto e di tutto il resto poteva fregarsene .
In fondo dopo la morte ,tutti i ricordi sarebbero spariti nel vento, e la sua esistenza inghiottita per sempre da qualche parte.
Tutto ciò che esisteva dopo la morte si racchiudeva semplicemente in una parola:nulla .
Buffo pensare che ancora qualcuno andasse in chiesa e credesse in queste cose da bambini … favole ,solo belle favole da raccontare !
Quando era stata l'ultima volta che era entrata in una chiesa?
Difficile ricordarlo ,forse in occasione del Natale di qualche anno prima ,passato a casa sua ,con la sua famiglia .
Era bello ricordare il tepore di quella piccola chiesa di paese ,dove sui volti della gente si leggeva un'aria genuina ed innocente ,quasi a voler lasciare una traccia di sé a dispetto del tempo,un'emozione irripetibile .
Guardando loro era impossibile anche per Lola sottrarsi a qualche lacrima , e l'anima che le bruciava nel petto…le guance rosse come un tempo ,la voglia incoffessata di chiedere perdono a tutti per il demone che nascondeva dentro .
" Corri Lola ,non è posto per te !" - le ripeteva la coscienza - e lei , d'improvviso tremante e con un nodo in gola da soffocarle il respiro ,uscì come una minuscola particella di soppiatto e si diresse sul sentiero che portava sulla pianura.
Aveva bisogno di urlare e piangere ,doveva stare da sola e decidere se vivere o morire, era arrivata ad un bivio difficile che prima o poi doveva affrontare .
Si ritrovò singhiozzante su di un manto di neve soffice ,mentre la luna le illuminava i lineamenti fragili . E qualcosa di magico arrivò nell'anima ferita , tutt'intorno il silenzio .

Si udivano cantare le voci commosse dalla piccola chiesetta, che entravano nel cuore, solo qualche abbaiare di cane interrompeva quell'atmosfera così perfetta .
Era il momento di credere in qualcosa ,di tirare fuori tutto lo sporco che aveva trattenuto dentro di sé per degli anni ,era il momento di urlare dal dolore per quella terribile creatura nata a poco a poco ,senza anima o scrupoli che fossero .
E le lacrime ,tante , si scioglievano nella neve come d'incanto ed era come se Gesù stesso quella notte, fosse sceso dall'altare e le fosse venuto incontro ,sorridendole .
Fu quello e solo quello l'attimo in cui si sentì rinascere , come un qualcosa di remoto,come il primo giorno di vita quando si affacciò al mondo con il primo vagito, ed il soffio vitale che l'avrebbe accompagnata per sempre .
Si convinse che Gesù doveva essere vivo da qualche parte , avrebbe voluto conoscerlo e fargli delle domande,ne aveva tante con sè .

Passarono anni ma quella notte ,non la dimenticò mai più.


Si certo ,poteva essere stata una sorta di benefica allucinazione ma quello sguardo…così sereno, così libero…diverso da tutti , chi poteva dimenticarlo?

Iniziò a pensare di essere pazza, "Lola ,fuori dalle righe!" si ripeteva ,ridendoci su.
Ma sapeva di non esserlo ,anzi,a volte avrebbe perfino voluto fosse così ,non avrebbe dovuto più lottare alla ricerca di una serenità irrangiungibile .
Che giorni quelli ! Avrebbe voluto cancellarli dal calendario ! Sul lavoro tutto era meccanico come con i suoi uomini notturni ,senza un volto e senza un cuore.
Come li odiava ! Tutti ! Avrebbe voluto distruggerli con uno schiocco di dita ma alla fine era sempre lì ad accoglierli e riscuotere i suoi soldi!
Non si aspettava nulla di buono , la vita con i suoi segreti continuava come una lenta agonia senza speranza …i giorni erano tutti uguali .
Ma lei stava cercando nel profondo dei pensieri e del cuore ,qualcosa di vero ,qualcuno in cui credere e non sentirsi tradita. In tempi in cui il vicino di casa lo vedi una volta al mese ,ed hai paura di tutto ,in cosa puoi lasciarti andare liberamente ?

Quella domenica mattina improvvisamente ,come uscito da un lungo letargo il telefono squillò quasi a voler spezzare la meccanica monotonia di tutti i giorni e svegliò Lola ancora tra le lenzuola calde e sudaticcie .
" Ciao ,è da un po' che non ci sentiamo,sono Giulia, come stai? Mi piacerebbe rivederti sai ho molte cose da dirti."
Come un balzo nel tempo durato una frazione di secondo le venne in mente il viso da accostare alla voce gentile e serena . Quella voce pareva un 'alito d'aria fresca scivolato
su di uno stagno fetido ,e quasi non riuscì a rispondere dalla sorpresa .

"Si Giulia ,sto bene .Vorrei tanto rivederti anch'io."
La conversazione durò ancora qualche minuto ma Lola non riusciva a contenere lo stupore ,la gioia e l'incredibile fatalità di quell'attimo.
Pensò e ripensò a Giulia ,la sua amica del cuore ed ai momenti passati insieme .
Erano inseparabili e condividevano tutto ,a parte il suo terribile segreto.
La sola idea di rivedere qualche viso familiare la rendeva felice ,era certa che le avrebbe fatto bene ,soprattutto alla sua anima in pena.

Si poteva dire che l'aria quel pomeriggio era perfetta ,il cielo azzurro di Settembre portava sempre un pizzico di buonumore e di leggera spensieratezza .

"Non ci credo…non sei tu ! Giulia!" - gridò di scatto da lontano .

Tra la folla era impossibile quasi riconoscerla, ma il piccolo bruco di campagna si era trasformato in una splendida farfalla dai colori lucenti e dal viso pulito e radioso.
Lola non riusciva a credere che quel visibile cambiamento avesse trasformato così tanto la sua amica ,tanto da farla sembrare un'altra persona !
Si abbracciarono fortissimo come ai memorabili vecchi tempi , e per un attimo le parve di sentire il profumo di campagna nei capelli .
Presero qualcosa da bere e tra vecchie amiche le memorie riaffiorarono come un fiume in piena , era da tempo che Lola non si sentiva così leggera e senza pensieri.
" Dai dimmi cosa fai da queste parti ,racconta !" - fece Lola curiosa fino alle ossa.
"Sto per partire per un viaggio lungo ,vado in Perù in mezzo ai bambini affetti da aids ."
rispose Giulia raggiante .
Lola la fissò per un attimo senza dire parola, ma cos'era diventata una specie di missionaria? Che scelte nella vita!
"Sei una monaca o cos'altro?" sogghignò ridendole in faccia.
" Sono una credente ,amo semplicemente Gesù. "
Eccolo di nuovo sul suo cammino quel nome ! D'improvviso fu come ritrovarsi nudi e allo scoperto , i battiti del cuore erano come impazziti e senza quasi rendersene conto le ritornò alla mente quel natale .Si ,lei lo aveva visto quel Gesù mentre le sorrideva sul campo innevato ,lo aveva quasi afferrato ma poi tutto era tornato come prima ,tutto sepolto .
Ed ora di nuovo! Un pianto sommesso all'improvviso si impadronì di lei ,non sapeva esattamente cosa fosse ma sentiva che era arrivato il momento in cui doveva chiedere di più e non tirarsi indietro ,quello e solo quello era il momento per farlo.
E vuotò il sacco .
Anni di buio completo e di doppia vita ,di farse e di uomini talvolta violenti che le lasciavano cicatrici in tutto il corpo .
Si lasciò andare quel pomeriggio come fosse davanti ad un confessore paziente ,certa di fare la cosa più giusta .
Odiava Lola ,voleva liberarsene ma tutte le volte non c'era mai riuscita .
Non ne poteva più e se avesse continuato a tenersi quella serpe nelle interiora sarebbe arrivata al suicidio , l'avrebbero trovata giù da un dirupo o chissà dove .
Ogni lacrima ha un suo significato ,una storia nascosta da raccontare a chi non ha fretta di giudicare ed a chi ascolta , senza correre .
E Giulia l'ascoltava con aria serena ;negli occhi c'era una luce particolare che le illuminava ancora di più i lineamenti semplici . Profondamente interessata a quelle lacrime che scendevano abbondanti sul viso dell'amica , afferrò le mani gelide e tremanti tra le sue cercando di infonderle calore .
Erano mani piene di rabbia ,che in passato avevano tentato di sfuggire ad un destino impervio e perfido ma invano e piegandosi ad un vento ostile ,ora non erano altro che indifferenti e apatiche .
Ma la voglia di cambiare era tanta, con dentro il grido disperato di chi fugge e ha deciso di non farlo più . Questa era Lola adesso : nel profondo sapeva di aver scelto di cambiare e Giulia era con lei,finalmente non più sola!
"Raccontami ti prego ,parlami ancora di quel Gesù che hai conosciuto ,c'è una luce nei tuoi occhi che vorrei anch'io…"
L'amica con fare semplice iniziò a parlare ,con aria sincera e calma mentre la sua voce pareva un balsamo che scendeva diritto al cuore di chi l'ascoltava .
Era sinceramente felice e l'amore che aveva verso Dio era a dir poco toccante .
E nel cuore di Lola si faceva strada sempre più una sorta di rinascita , la chiave per entrare in una dimensione che le era stata negata ma che desiderava avere da troppo tempo .
Si ,era il momento di respirare aria pulita,adesso ! Addio a quella strega maledetta che per anni l'aveva tenuta schiava ,addio ! Basta! Voleva vivere come tutti , finalmente libera!
Respirava e sorrideva , rideva e piangeva allo stesso tempo e le lacrime quasi senza accorgersene scomparivano lasciando posto ad una creatura dall'aria innocente.
Il cuore le batteva forte nel petto come se avesse corso fino in capo al mondo ,ma era …libera!

E per la prima volta in vita sua ebbe l'impressione di scoprire il cielo ,la terra ,le colline ed il mare . Ora con la mente così leggera poteva viaggiare in mondi lontani e finalmente sognare .Da quanto tempo non accadeva ormai ?
Com'era bello rivedere il colore dei fiori e del mare ! Com'era bello essere lì ,quel pomeriggio di fine settembre e sentire nell'aria gli ultimi profumi dell'estate ,com'era bello!
La sensazione di essersi risvegliata da un lungo incubo le regalava un libro nuovo e tutto da scrivere e lei ne era certa : si sarebbe trattato di un racconto vincente ,di quelli che come nelle fiabe avrebbe avuto un lieto fine .

"Giulia …grazie:" Non riusciva a dire altro e forse non c'era nulla da aggiungere .
Quel pomeriggio nessuna delle due lo avrebbe mai potuto dimenticare e si salutarono nella consapevolezza di rivedersi chissà quando .
Ma nei loro occhi si poteva leggere una gioia del tutto soprannaturale e questo era sufficiente per entrambe.

In un destino ci sono tante vie per le quali molte volte non si sa quale scegliere ,ci si sente confusi e basta ma lei aveva capito che strada percorrere adesso e non voleva più perdere tempo .

Schiacciava l'acceleratore tra una lacrima e l'altra mentre ripeteva fra sé "mamma, papà,sto arrivando …!" , dal finestrino si intravedevano già le colline di casa sua e l'odore del pollaio era già nei suoi capelli .
In settembre c'era la vendemmia da quelle parti ,un culto antico che non voleva perdersi e che mai più vi avrebbe rinunciato !
Lola non c'era più : morta e sepolta con i suoi ricordi se n'era andata per sempre .

Il suo cuore si riempì dalla felicità quando sul campanello della casa in collina vide comparire il suo cognome :Facelli ,si , Lidia Facelli .
Ecco chi era e dove sarebbe trascorsa la sua vita d'ora in poi …aveva scelto .
I cani l'avevano già riconosciuta ed abbaiavano mentre da lontano una figura minuta le veniva incontro per aprirle il cancello .
Si diede ancora un'occhiata nello specchietto retrovisore : il trucco era completamente disfatto e con fare veloce tolse quell'ombra di rossetto ciliegia che le era ancora rimasto sulle labbra ma che ormai non le apparteneva .
Il cancello si aprì e di colpo pensò com'era bello essere lì ,toccava il cielo con un dito e sentiva di non essere più sola ,mai più .

Alzò gli occhi al cielo ,era di un azzurro arancio ed abbozzava ad un tramonto dai mille colori , delle nuvole bianche si accostarono tra loro ricordando vagamente i lineamenti di un sorriso …si, non poteva che esserci qualcuno grande e meraviglioso dietro quello spettacolo, ne era certa .
"…grazie." sussurrò appena con un filo di voce.

 

 


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