La grande casa di Via Marconi, mia casa natale, è
grande, è antica.
Quando ero una bambina molto piccola, la mia casa, antica, era per
me enorme.
La sera, quando mi allontanavo dalla luce lasciandola alle mie spalle,
la mia ombra si allungava , si muoveva coi miei passi, mi faceva paura
guardarla.
Se mi avventuravo per la vasta entrata e, cauta, cominciavo ad andare
su per le scale, il minimo scricchiolìo mi faceva trasalire e non sapevo
se mettermi a correre per fugare la paura o fermarmi ad aspettare il peggio.
Poi, se alzavo gli occhi, vedevo la piccola luce accesa davanti all'immagine
della Madonna, che dalla sua nicchia a metà scala vegliava sui passi
della casa.
Il peggio che aspettavo non era capitato, ma il cuore: tom tom tom tom,
come batteva!
Poi qualcuno mi regalò un ombrellino.
Lo ricordo ancora. Era un ombrellino tutto colorato.
Lo aprivo, me lo tenevo sulla testa come se piovesse, e lì sotto, di notte
e di giorno, mi sentivo protetta ed al riparo da tutti i guai.
Non era così, però.
Una sera aprii il mio ombrellino e. . . . via!
Però . . . . . .dopo il primo scalino che porta al pianerottolo alla base
della scala, ritto appoggiato al muro, c'era un grande tagliere,
era lì da sempre, era al suo posto. Io, però, nel passare, con il mio
ombrellino aperto tutto colorato, lo agganciai involontariamente e me
lo tirai addosso.
Lì sotto piansi e piansi, finchè la mia assenza prolungata mise in moto
la protezione civile della casa.
Mi consolarono, tutti mi stavano intorno.
Però da allora, ricominciai ad avere paura.
Una cattiva abitudine che dura tuttora.