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  il racconto

Un giorno di lavoro
di Massimo Restaino

La sveglia suona alle sei senza pietà.
Questo vuol dire due cose sole : mi sono svegliato, non è una cosa bella, e devo sentire il Gatto.
L'umidità mi saluta con insistenza mentre chiamo il Gatto, sono stufo ma non posso farne a meno.
"Al pullman per Fiumicino alle otto in punto, è grasso e porta sempre un cappello rosso da baseball" mi dice.E' sempre stato così, di poche parole, ma è l'unico che paga in anticipo. L'ho conosciuto sul 19, il tram che va ai parioli, piccolo con due baffetti neri sempre sudato e vestito di bianco, di poche parole.
Metto la Bernardelli nella borsa e mi butto sotto la doccia. Un caffe' con la pillola per la pressione è la mia colazione.Odio la macchina ed in genere tutto quello che va su due ruote compresi gli autobus, preferisco le rotaie, i movimenti ondulatori sussultori delle ruote gommate mi fanno alzare la pressione. Te ne stai seduto sull'autobus insieme con afa e 40 gradi, amici inseparabili , vedi questi vecchietti che ti guardano come dire " che fai non t'alzi ? !" : una volta l'ho fatto!, cioè non mi sono alzato e non ho potuto finire il lavoretto del Gatto. Oddio era un cinese che leggeva un libro su Lars Von Trier, passi il cinese ma Dogville no, così il ricordo del vecchietto maltrattato sul 170 mi ha annebbiato salvando il cinese e Lars Trier.
Arrivo alla fermata del Trenino più sudato di un maratoneta, è fermo a 10 metri dalla stazione.
Cosa fa?, sento che la pressione mi si alza ; penso al cappello e al pullman per Fiumicino, finalmente arriva sudato anche lui.
Alle 7 e 20 sono sul trenino che mi portera' alla Magliana per fare l'ultimo lavoro per il Gatto, la Bernadelli 7,65 con silenziatore non mi ha mai tradito e non lo fara' neanche oggi.
Il finestrino con chiusura automatica mi strizza l'occhio e mentre cerco un posto conto quante persone ci sono; la donna che dorme a "gallinaccio" con la bocca aperta , tre rumeni con le dita grosse , un nero con gli occhi bianchi come te, due ragazzi sudici e un cane che porta il padrone.
Sbuffa, tira, suda, barcolla, si stiracchia lungo i binari senza fermarsi, i fili d'erba ai lati mi chiedono se sia giusto che loro non possono muoversi e guardare tutto il giorno questo via vai.
Mi siedo vicino a due zanzare di ritorno dal mare , faccio finta di leggere uno di quei giornaletti che trovi sui sedili, mentre un ciccione mi si mette vicino e si sposta lentamente verso di me pressandomi ,resisto. Punto i piedi e con una botta di chiappa lo rimetto al suo posto. Ad Acilia entra l'impossibile.
Una ventina di studenti in gita, che gita poi, avranno tra 15 ei 20 anni, sono tutti vestiti uguali bermuda maglietta colorata e devono essere sordi.
Tra di loro urlano di continuo e dicono tutte banalità , le ragazze sono isteriche e strillano più dei maschi, leggo della castrazione chimica richiesta da un pedofilo e non ci trovo niente di male.
"Perche lo fai " mi chiedeva il Gatto. Per i soldi, solo per quelli, come il guidatore di questo treno, perchè lo farebbe? In seguito ho cambiato idea, come tutti, la verità è che ci provo gusto, ma questo non l'ho mai detto al Gatto.
Il ciccione, seduto vicino , molla la presa a Vitinia, sono fortunato, il sole mi ricorda che è ora di scendere.
Alla Magliana veniamo sputati fuori come una liberazione prendo la borsa con la Bela e un giornaletto, anche se all'ingresso la ragazza che li distribuisce gratuitamente me ne darà una copia . Una volta ho dimenticato la borsa sul treno, sudando freddo l'ho ritrovata al deposito della Magliana. La temperatura sembra più bassa, sarà che sul trenino c'erano 40 gradi di passione, salgo le scale e arrivo all'ingresso, la solita musica che esce dagli altoparlanti mi ricorda che la depressione è in agguato per tutti, il richiamo a prestare attenzione ai ladri è patetico, vado dritto dal ciccione con cappello.I giornaletti sono finiti e la ragazza e' stramazzata in terra con il cappellino in testa aspetta non so cosa. Il pullman è lì, ma lui non lo vedo. Metto la Bernardelli dentro il giornaletto piegato e salgo, mi siedo, il pullman è vuoto cosa che non dovrebbe rallegrarmi. Impazzirei su questo pullman, tutti i finestrini sono chiusi, ma non è per l'aria condizionata , lo spazio per i bagagli è pieno di cartacce e lattine vuote, scritte su tutta la carrozzeria , mi immagino che tortura sia viaggiarci sopra ciò consolida la mia tesi sulle rotaie. Entra una signora che sbuffa come un trenino a vapore, si cerca con metodo il posto, avvito il silenziatore sulla Bela mancano cinque minuti alle otto e il ciccione col cappello rosso scende da una macchina appena arrivata . Ha un pacco di giornali in mano e una scatola di scarpe dentro una busta, mi guarda e lo ignoro. Seduto dietro di me, si toglie le scarpe e si mette a leggere.
Mi giro verso di lui chiedendo a che ora parte il pullman, prima che alzi gli occhi il ciccione con il cappellino da baseball dorme il suo sonno più lungo. Lo giro di lato col cappello in faccia , prendo un giornale dei suoi, il silenziatore della Bela fuma. Vado alla fermata della metropolitana e mentre chiamo il Gatto per confermare il lavoro eseguito penso che se continuerà ad aumentare l'abbonamento mi comprerò una macchina.


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