100% Pozzuoli: il calendario 2022 di Enzo Buono

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di Fiorella Franchini

Tempo di calendari. Succede ogni anno, riportiamo lo sguardo su Gennaio, ci buttiamo il passato alle spalle, proiettiamo buoni propositi davanti agli occhi e ricominciamo. Le pagine stampate che si susseguono profumano di speranze e le riempiremo, non solo di date e ricorrenze, ma di stati d’animo e di ricordi. Ci aiutano in questo rito atavico gli almanacchi, compagni del tempo che verrà. Enzo Buono, fotografo professionista che ha collaborato con La Repubblica, il Mattino di Napoli, e altre testate giornalistiche, autore di numerosi libri, fotografa Pozzuoli e i Campi Flegrei con lenti speciali, quelle dell’amore per la sua terra e della passione per il suo lavoro. Dodici scatti in bianco e nero per fissare la bellezza nascosta, a volte fulgida, a volte dolente di un territorio avvolto dal mito, sommerso dalla realtà. L’idea nasce nel 2013 e prende spunto dal desiderio di rendere pubbliche foto che ritraessero la quotidianità di Pozzuoli, anziché immagini oleografiche. Nessun tema specifico, nemmeno nelle edizioni passate, soltanto l’attenzione al momento e alle metamorfosi della città: la statua di San Gennaro fuori alla Chiesa per causa Covid, il passaggio dell’Amerigo Vespucci che intercetta il profilo dell’isola di Capri, il treno in transito e sullo sfondo la millenaria rocca del Rione Terra. Un occhio attento che esclude il resto del mondo per farne vedere un pezzettino, quello che racconta storie di tutti i giorni e, così facendo, salvaguarda tradizioni, aiuta a tutelare e a comprendere l’identità di un popolo. “Il linguaggio di Enzo Buono – scrive Salvio Parisi – è smanioso e temperato: il suo obiettivo non si limita ad osservare i luoghi, le persone o i movimenti, ma ne destruttura elementi e tempi, riordinandoli in una lettura apparentemente oggettiva o “turistica”, ma di fatto più intimamente sofferente, assai evocativa e tormentata o persino invettiva”. Non mostra semplicemente la realtà ma l’idea che ne ha. Nella sua fotografia egli mette tutte le immagini che hai visto, i libri che hai letto, la musica che hai sentito, le persone che ama, e non sono impressioni passeggere. Osserva, ascolta, scruta di nascosto e ogni minimo dettaglio può diventare soggetto privilegiato della sua macchina fotografica, il segreto sta, come sosteneva Henri Cartier-Bresson, “nel mettere sulla stessa linea di mira il cuore, la mente e l’occhio”.

in foto Enzo Buono