193mila posti di lavoro nei prossimi tre anni. Cardillo (Stoà): Formazione strategica per le risorse umane

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In foto Enrico Cardillo

Secondo la ricerca di Confindustria sui fabbisogni delle imprese, presentata nel corso della 25ma giornata nazionale Orientagiovani, sono circa 193mila i posti di lavoro disponibili nel triennio 2019-2021 in sei settori chiave del made in Italy quali meccanica (68mila nuovi addetti), Ict (45mila), alimentare (30mila), tessile (21mila), chimica-farmaceutica (18mila), legno-arredo (11mila). Ma, avverta l’associazione degli imprenditori, “uno su tre sarà introvabile”.
“Un sfida importante – sottolinea Enrico Cardillo, direttore di Stoà – Istituto di Studi per la Direzione e Gestione di Impresa – in cui la formazione, in particolare quella manageriale, deve assumere un ruolo sempre più determinante e centrale nelle politiche attive del lavoro”. “I principali settori interessati, anche in un’ottica di internazionalizzazione del made in Italy – prosegue Cardillo – hanno presenze significative nel Mezzogiorno, con veri e propri poli di eccellenza, in particolare nei comparti automotive, dell’aerospazio, della moda e agroalimentare. Puntare sul capitale umano diventa la scelta strategica per consolidare le nostre filiere produttive e, soprattutto, dare ai giovani risposte adeguate alla loro formazione e alle loro espirazioni. Per fare questo è importante recuperare anche per la formazione una logica di programmazione che deve partire dalla scuola, per renderla coerente con le competenze che chiede il mondo del lavoro contemporaneo”.
In oltre trent’anni di attività Stoà ha formato oltre 2.600 allievi, molti dei quali oggi manager di successo in importanti aziende italiane e internazionali. I percorsi per la gestione delle risorse umane sono in linea con i nuovi paradigmi del mercato e del lavoro, in termini di selezione, valutazione e di gestione delle competenze trasversali.
“E’ importante l’invito di Confindustria ai giovani a scegliere i centri di formazione professionale, le scuole, gli Its e le università che sono più aperte al mondo del lavoro e che valorizzano il know-how e le tecnologie delle imprese – conclude il direttore di STOA’ -. La formazione deve tornare al centro dell’agenda del Governo. Il nostro impegno per l’aggiornamento delle competenze è testimoniato da percorsi formativi, attenti alla trasformazione digitale, indirizzati sia ad una visione politecnica che a contenuti specialistici, ponendo al centro il capitale umano per lo sviluppo di organizzazioni, imprese e Pubblica Amministrazione”.
L’Istituto, che rappresenta la più importante e storica Scuola di Management del Mezzogiorno, ha generato un patrimonio di diffusione di conoscenze, alta formazione, di incontro di esperienze tecniche e manageriali messe a disposizione da Università, Professionisti, Imprenditori e Associazioni, per creare valore.
Stoà, inoltre, è Socio Fondatore della Fondazione FACA- Fondazione Aerospazio Campania Academy, della Fondazione ITS MA.ME.–Istituto Tecnico Superiore Nuove Tecnologie per il Made in Italy -Settore della Manifattura Meccanica.