Ventuno giorni per dimagrire e scolpire la silohuette grazie alla “liposuzione alimentare” del Dott. Giuseppe Castaldo

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Alzi la mano chi, proprio con l’arrivo dei primi caldi, non desidera arrivare subito in forma perfetta alla tanto famigerata prova costume…!

In pratica, quasi tutti!

 Una battaglia contro l’eliminazione degli odiosi kg di troppo che, spesso, se non seguita scrupolosamente da un esperto e professionista del settore, si traduce in una lunga ed anche pericolosa corsa ad ostacoli che non porta alla perdita di adipe ma… alla perdita della salute!

Ed, infatti, pur di dimagrire subito, c’è chi ricorre a diete punitive, chi si sottopone a sfiancanti sessioni di palestra, chi le prova tutte (ma proprio tutte!) per non sfigurare in bikini e per sfoggiare la classica “tartaruga” sull’addome in riva al mare…

Insomma, quanti sacrifici si fanno per esser magri, tonici e sodi durante la bella stagione?

Ovviamente, è risaputo che: non si può avere tutto e subito ed, infatti, i risultati arrivano solo affidandosi a professionisti seri e coscienziosi che prendono in cura i pazienti, proponendo loro appurati metodi scientifici. Quindi, è del tutto inutile ingurgitare pillole di ogni tipo o bere pseudo-beveroni diuretici a più non posso, sperando di perdere quei maledetti kili che affliggono il corpo, deturpandolo sia in bellezza che in condizioni di salute.

E’ stupido anche sottoporsi a trattamenti estetici costosi e dai dubbi risultati finali che, poi, nella maggior parte dei casi, si rivelano del tutto deludenti.

Certo, ci sarebbe anche la soluzione più drastica: sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica ma, alla fine, perchè arrivare a tanto ed, invece, non provare metodi più “dolci” e meno invasivi come quello della “liposuzione alimentare”?

In soli 21 giorni, infatti, questa terapia rivoluzionaria, permette di rimodellare e scolpire la silohuette, perdendo non solo tanti kg nei più temuti punti di accumulo (pancia, fianchi, glutei) ma riesce anche a far “sciogliere” diversi centimetri di grasso e a ridisegnare il proprio profilo corporeo, mantenendo i muscoli sodi e tonici. Utopia? No, è scienza pura! E, del resto, ad ideare questa (quasi) miracolosa dieta è uno dei nomi più altisonanti della medicina italiana: il dott.Giuseppe Castaldo, Medico-chirurgo, specialista in Medicina Interna, Gastroenterologia e Scienza dell’Alimentazione, Direttore UO Dietologia e Nutrizione, Clinica AORN Moscati di Avellino ed ideatore del metodo di dimagrimento caratterizzato dalla “Dieta Oleoproteica” (www.dietacastaldo.it).

Questioni di Stile” l’ha intervistato, in esclusiva, per i suoi lettori…

Leggete quello che ci ha detto.

-Dottore Castaldo, ormai il Suo metodo dimagrante è diventato assolutamente celebre ed ha anche superato i confini nazionali. Qual è il segreto di questa dieta che non solo fa dimagrire ma che permette anche di raggiungere risultati ottimali in pochissimo tempo?

Ho elaborato il mio metodo a cominciare dagli anni ’90, ispirandomi alla dieta di Blackburn. Egli, a differenza di altri studiosi che ipotizzavano l’uso terapeutico di diete chetogeniche con quantità eccessive di proteine, aveva elaborato un protocollo che prevedeva scarse quantità di glucidi ed una quota proteica mirante al bilancio azotato in pareggio. Quindi una dieta sostanzialmente normoproteica per evitare un “affaticamento” del fegato e dei reni da parte delle scorie azotate in eccesso. Inoltre, Blackburn, per primo, aveva compreso la necessità di contenere i livelli dell’insulina, riducendo drasticamente gli zuccheri introdotti per esaltare la lipolisi (distruzione del grasso) ed ottenere, di conseguenza, importanti dimagrimenti. Il principio di resettare i livelli di insulinemia è oggi di estrema attualità. Infatti, in particolare nel mondo occidentale, a causa di cibi sempre più manipolati e raffinati, si assiste ad una epidemia di insulinoresistenza che comporta vari problemi: rende difficile il dimagrimento essendo l’insulina un ormone liposintetico ed antilipolitico, aumenta il grasso in particolare nell’addome e nel fegato dove crea steatosi, aumenta i livelli infiammatori del corpo provocando o peggiorando una miriade di malattie tra cui alcuni tipi di cancro come quello del seno, aumenta i valori pressori arteriosi ed il rischio cardiovascolare, determina dislipidemie, crea problemi alla sfera genitale femminile inducendo e peggiorando le PCOS (Sindrome dell’ovaio micropolicistico), riduce l’indice di fertilità ed è coinvolta in varie patologie dermatologiche quali l’alopecia areata, l’irsutismo, l’acne e la psoriasi; in ultimo la insulinoresistenza predispone al diabete mellito di tipo 2 con tutte le sue complicanze. Nei numerosi pazienti insulino-resistenti ed anche nei pazienti con diabete di tipo 2 è possibile abbassare drasticamente i livelli di insulina, abolendo completamente i carboidrati e qualsiasi tipo di zucchero, con una dieta aglucidica per un determinato e congruo periodo di tempo, al fine di normalizzare l’indice HOMA che esprime il rapporto tra glicemia ed insulina e che ci indica il grado di insulinoresistenza. Si badi bene che si possono avere alti livelli di insulinoresistenza con glicemie normali, in quanto, nella quasi totalità dei casi, il valore anomalo è quello dell’insulinemia. Siccome il livello di insulina viene sporadicamente testato l’insulino-resistenza è spesso misconosciuta pur essendo la “madre di tutti i mali”.

-Perché non utilizzare unicamente diete ipocaloriche equilibrate di ispirazione mediterranea per combattere l’obesità ?

La Dieta Mediterranea è probabilmente il migliore modello nutrizionale al mondo, non a caso è stata riconosciuta dall’UNESCO quale “patrimonio culturale immateriale dell’umanità”. Essa promuove il benessere psico-fisico e previene malattie metaboliche, infiammatorie e cardiovascolari. L’obiettivo di qualsiasi sistema dimagrante dovrebbe essere sempre quello di insegnare e rendere costante l’adesione al modello nutrizionale mediterraneo. Ma, nelle obesità insulino-resistenti e nelle adiposità localizzate, tale dieta da sola spesso non riesce ad essere efficace nella risoluzione del problema, in quanto, sovente i livelli di insulina permangono alti continuando a mangiare carboidrati. L’ alternanza di una dieta ipocalorica equilibrata e di una dieta proteico-aglucidica permette, viceversa, di abbassare drasticamente i livelli di insulina, esaltando la lipolisi anche nelle adiposità localizzate.

-Qual è la differenza sostanziale tra la sua dieta e le altre diete proteiche?

Il mio metodo si basa sulla combinazione di varie diete: una terapia dietetica normoproteica ed aglucidica denominata “Dieta Oloproteica”, una dieta equilibrata, ipocalorica, dimagrante e rieducativa definita “Dieta Dissociata Integrata” ed una dieta di mantenimento denominata “Dieta Monopiatto di tipo Mediterraneo” che si ispira ai principi cardine della dieta mediterranea. La Dieta Oloproteica più che una dieta è quindi una terapia dietetica che combatte efficacemente l’insulinoresistenza ed esalta la lipolisi, caratterizzata da un protocollo di grande qualità con utilizzo di proteine di alto valore biologico, di aminoacidi che tutelano la massa muscolare, il sottocutaneo e gli annessi cutanei per evitare l’ipotono conseguenza di diete fortemente ipocaloriche. Inoltre, è prevista l’integrazione ottimale dei numerosi elettroliti che si perdono durante il trattamento dietetico, l’utilizzo di fitoterapici ad azione prevalentemente drenante ed infine l’utilizzo di sostanze alcalinizzanti per evitare acidosi tissutale ed osteoporosi. La differenza sostanziale tra la Dieta Oloproteica e le altre diete proteiche consiste nel fatto che la Dieta Oloproteica è una terapia dietetica inserita in un metodo di dimagrimento complessivo che mira da una parte a combattere l’insulinoresistenza e dall’altra a rieducare i pazienti a stili di vita ed alimentari secondo le tradizioni mediterranee. Inoltre il protocollo terapeutico, dalla selezione dei pazienti alla prescrizione dietetica, si basa sul principio della qualità e della sicurezza.

-Ormai siamo invasi da diete fai-da-te ed anche da diete all’ultima moda: Dukan, Tisanoreica, Chenot… ne sono solo alcune. Quali sono i benefici ed anche i rischi per chi non si rivolge ad un vero professionista del settore come Lei, con anni di comprovata esperienza e competenza alle spalle?

La Chetogenesi è un processo metabolico che si verifica durante il digiuno. Essa consiste nell’utilizzo a fini energetici dei corpi chetonici che derivano dalla distruzione del grasso. Tale fenomeno si verifica in tutti gli stati di digiuno o quando vengono mangiate solo proteine o grassi senza zuccheri. Il corpo, in tali situazioni, attinge l’energia dai propri depositi adiposi. Occorre comunque sottolineare che durante la chetogenesi il corpo tende all’acidosi, perde molti liquidi e diversi minerali e stimola il sistema simpatico con effetti prevalentemente eccitatori; inoltre per la distruzione rapida del grasso si può verificare l’immissione in circolo di numerose tossine presenti nel tessuto adiposo. Quindi se da una parte le diete chetogeniche possono determinare una intensa lipolisi, una riduzione dell’insulinoresistenza e con appropriati protocolli essere anche disintossicanti ed antiinfiammatorie, dall’altra se mal formulate o applicate a pazienti per i quali il processo di chetogenesi presenta un potenziale pericolo, possono essere pericolose, dannose per la salute, intossicanti e pro-infiammatorie. Pertanto è sbagliato presentare tali diete come un modo di mangiare in alternativa al modello mediterraneo ed ancora di più essere prescritte da operatori che non siano in grado di valutare il paziente dal punto di vista generale ed in particolare dal punto di vista internistico.

Tali diete contemplano spesso quote eccessive di proteine di scarsa qualità e non prevedono un protocollo di sicurezza; in particolare per quel che riguarda l’integrazione dei minerali ed il bilanciamento dell’acidosi. È assurdo altresì che alcune di queste diete come la Dukan siano propagandate come diete che le persone obese si possono autoprescrivere e autogestire. Anche le diete con pasti proteici sostitutivi, molto diffuse e consigliate spesso impropriamente da erboristi e farmacisti con il contraddittorio ed anomalo doppio ruolo di prescrittori e venditori, presentano a mio avviso numerose criticità quali la scarsa qualità proteica, l’uso di numerosi additivi non salutari per creare alimenti artificiali e la valenza diseducativa con la proposizione di cibi “vietati” in versione “proteica”. Le Diete Chetogeniche devono invece assumere esclusivamente la valenza di terapie dietetiche, in considerazione del grande potenziale terapeutico in svariate patologie connesse all’obesità; esse, a mio avviso, vanno prescritte soltanto da medici che abbiano acquisito una specifica formazione ed esperienza, che siano in grado di selezionare i pazienti ed attuare un protocollo valido, sicuro e personalizzato. Per quanto riguarda le diete depurative esse hanno una funzione prevalentemente disintossicante, non hanno una valenza antiobesità e vanno utilizzate prevalentemente dopo periodi di “abbuffate” per pochi giorni, Nel mio metodo dimagrante è previsto l’utilizzo con cadenza settimanale di una “giornata depurativa” a base prevalentemente dello sciroppo di acero, sostanza fortemente drenante e disintossicante. Non mi soffermo su diete fantasiose e bizzarre quali l’utilizzo di un solo alimento al giorno oppure un solo gruppo alimentare come ad esempio verdure o frutta, o colazioni particolari con carboidrati o grassi mangiati ad libitum, in quanto, tali proposte dietetiche mi sembrano prive di qualsiasi presupposto scientifico.

-Bellezza&Salute vanno di pari passo grazie al Suo metodo scientifico che è imbattibile nel distruggere le odiose adiposità localizzate. Vero?

Le adiposità localizzate sono depositi di grasso influenzati negativamente da alcuni ormoni quali l’insulina e gli estrogeni che esplicano una attività antilipolitica. Le diete ipocaloriche bilanciate non sono in grado di contrastare gli effetti di tali ormoni per cui non risultano efficaci nelle adiposità localizzate. Viceversa la Dieta Oloproteica è in grado di combattere efficacemente le adiposità localizzate in quanto, da una parte stimola la sintesi del GH che contrasta l’azione antilipolitica di insulina ed estrogenie, dall’altra, riducendo l’insulinoresistenza, migliora la funzionalità degli ormoni sessuali che sono implicati nella genesi e nel mantenimento di tali depositi adiposi.

-“Liposuzione Alimentare” è anche il nome con il quale viene chiamata la Sua Dieta Oloproteica che, tra le altre cose, permette anche un rimodellamento della silohuette ed un netto miglioramento del macro e del microcircolo negli arti inferiori. Come funziona?

Le adiposità localizzate femminili sono relazionate ad una maggiore sensibilità alla funzionalità degli estrogeni. In genere nelle donne ginoidi sono presenti vari sintomi clinici quali la sindrome premestruale, la ritenzione idrica, l’ipotonia venosa, e l’alterazione del microcircolo che sono espressione dell’esagerato stimolo estrogenico.

Verificai già negli anni ’90 che la Dieta Oloproteica era in grado di combattere le adiposità localizzate femminili e di rimodellare la silhouette. Da subito, notai che, con il protocollo prescritto, il GH (ormone che stimola la lipolisi e tutela la massa magra), triplicava in media i suoi valori durante i 21 giorni del trattamento dietetico oloproteico, per poi ritornare ai valori normali durante la successiva dieta ipocalorica equilibrata. In quegli anni, vari autori dimostrarono che il GH agiva con un’azione opposta a quella esercitata dagli estrogeni sullo stesso recettore, il ppar gamma, stimolando quindi la lipolisi anche nelle adiposità peritrocanteriche (fianchi e cosce), notoriamente influenzate dagli ormoni sessuali femminili e difficili da distruggere. Ultimamente ho posto maggiormente l’attenzione sul ruolo che esercita l’insulina sulla funzionalità degli ormoni sessuali; con la Dieta Oloproteica, abbattendo il livello dell’insulina, viene rimodulata la funzionalità degli ormoni sessuali e nello specifico degli estrogeni. Il risultato è il rimodellamento della silhouette, il miglioramento o la scomparsa della sindrome premestruale, la riduzione della ritenzione idrica ed una ottimizzazione del macro e microcircolo. Tutto ciò, abbinato ad un miglioramento della postura, determinato dalla Dieta Oloproteica, contrasta efficacemente anche le pannicolopatie-edemato-fibro-sclerotiche (PEFS) comunemente definite “cellulite”.

Perché è importante associare l’attività fisica alle diete?

Vorrei sottolineare l’importanza dell’attività fisica per raggiungere più facilmente l’obiettivo e soprattutto per mantenere il risultato. Il vero problema che affigge l’uomo occidentale è la sedentarietà, conseguenza anche della crescente automazione della società.

L’attività fisica non significa necessariamente palestra; significa innanzitutto camminare a piedi il più possibile, salire o scendere le scale, essere attivi. Questa attività fisica di lieve intensità, ma costante nella giornata, è estremamente importante perché migliora la sensibilità dell’insulina abbassando di conseguenza il suo livello ematico. Paradossalmente una attività fisica intensa non ha gli stessi effetti insulino-sensibilizzanti e non combatte efficacemente la resistenza all’insulina.

Come si nota tutto gira intorno all’insulino-resistenza e tutti i nostri sforzi devono tendere a contrastarla!