29 Ottobre

29

Oggi le mie parole vanno alle vittime di ieri 29 Ottobre dovute al maltempo e in particolare a Davide Natale, un 21enne della provincia di Caserta che è stato travolto e ucciso da un albero sradicato dal vento mentre stava camminando a piedi in via Claudio, nel quartiere di Fuorigrotta.
Uno studente come molti altri, come noi, che si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Non è necessario essere un suo amico, familiare o conoscente per rendersi conto che la sua morte ha provocato un senso di tristezza in tutti noi, perché in fin dei conti poteva succedere a chiunque.
Quando succedono cose del genere, nel momento in cui ci immedesimiamo, riusciamo a capire che i sogni, il desiderio di realizzazione, l’amore, le amicizie e la famiglia possono venirci tolti all’improvviso, anche con una soffiata di vento.
Purtroppo chiedersi perché Davide non fosse rimasto a casa in quella terribile giornata serve a poco. Risposte non ne troviamo. Di fronte a ciò che ha tutta l’apparenza di un’ingiustizia le nostre parole sono troppe e troppo poche e comunque appaiono sbagliate perché non servono a colmare il vuoto.
I progetti di Davide, stroncati da uno strano disegno del destino, ci dovrebbero insegnare che non bisogna dare niente per scontato e che è un privilegio anche sapere di poterli realizzare.
È paradossale, ma di fronte alle sventure noi non solo impariamo a sopravvivere ma soprattutto a vivere e a dar importanza a ciò che siamo e a ciò che abbiamo.