40 anni di Etnopreistoria a Napoli

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Una giornata di studio per celebrare i 40 anni del Museo napoletano di Etnopreistoria “Alfonso Piciocchi”. L’evento ‘Il Museo di Etnopreistoria come presidio culturale del territorio campano’ Una giornata di studio per celebrare i 40 anni del Museo napoletano di Etnopreistoria “Alfonso Piciocchi”. L’evento ‘Il Museo di Etnopreistoria come presidio culturale del territorio campano’ si terrà sabato 27 settembre 2014, alle 10, a Castel dell’Ovo. Il Museo di Etnopreistoria è stato realizzato dalla sezione napoletana del C.A.I – Club Alpino Italiano, nata “come libera associazione di cultori di scienze naturali”, grazie al Gruppo Speleologico. Il Museo, che ha sede all’interno di Castel dell’Ovo, espone 50 anni di ricerche e di studi, attraverso reperti geologici e preistorici. Diretto dal Professor Vincenzo Di Gironimo, il Museo parte dalla concezione che il clima ha creato l’uomo e il suo ambiente ed espone tutti i balzi evolutivi provocati dalle alternanze climatiche avvenute in tempi geologici, dall’era precambriana ai cianobatteri. La sezione didattica della struttura, di cui è responsabile il vicedirettore, Pietro Martignetti, è dotata di strumenti audiovisivi con l’ausilio dei quali personale esperto trasforma in piccoli seminari ogni visita, anche quella del pubblico delle scuole di ogni ordine e grado. I lavori della giornata di studio saranno introdotti dal Presidente della Sezione di Napoli del CAI, Simone Merola, e del Presidente del Gruppo Regionale CAI Campania, Anna Maria Martorano. La prima sessione verterà su ‘La Preistoria in Campania’, modererà Carmela Barbera, del Dipartimento di Scienze della Terra Università degli Studi di Napoli Federico II. La seconda sessione sarà incentrata su ‘L’attività didattica sul tema della Preistoria’, modererà il direttore Di Gironimo. Il Comitato Scientifico del Museo “Alfonso Piciocchi” è composto dai professori Antonio Pietro Ariani, del Dipartimento di Zoologia, Carmela Barbera e Lucia Simone, del Dipartimento di Scienze della Terra della Federico II, dal dottor Pietro Paolo, del Centro Musei della Federico II, e dal dottor Pasquale Raia, del Dipartimento di Scienze della Terra della Federico II.