5 Stelle a caccia dell’8% per vincere

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Roma, 8 mag. (AdnKronos) – Trentadue più 8 per arrivare al 40 e andare a governare. Mentre chiedono il ritorno alle urne, nel M5S, sondaggi alla mano, si fa di conto e si studia già per una campagna elettorale che sembra ormai alle porte. L’obiettivo è saccheggiare il bacino elettorale del Pd. Perché è da lì, stando almeno ai sondaggi che circolano in ambienti M5S, che i 5 Stelle pensano di poter raccogliere un altro 8%, cannibalizzando i voti dem. Mentre dal centrodestra, in particolare dalle file di Forza Italia, si potrebbe ‘rosicchiare’ non più di un 2-3%.

Così, mentre a Montecitorio crescono i rumors di un possibile ritorno di fiamma con la Lega di Salvini che, di fatto, scongiurerebbe il ritorno alle urne, dai vertici del Movimento filtra la voce che la partita col Carroccio si considera ormai chiusa. “Salvini è inaffidabile – ragionano nell’inner circle di Di Maio – Giorgetti fa la voce grossa, ma Berlusconi non romperà e non farà alcun passo di lato. Semmai accadesse, è Salvini che deve tornare a bussare alla nostra porta, ma questa volta col cappello in mano”.

Intanto però, complici i sondaggi, si guarda ai dem. La campagna che i 5 Stelle hanno in mente punta tutto sul “voto inutile, perché stavolta sarà un ballottaggio tra noi e il centrodestra e votare il Pd vorrebbe dire tornare alla casella di partenza”. Oltretutto la rabbia nei confronti dei dem è vivissima. “Renzi mente – è l’accusa mossa da Di Maio negli sfoghi con alcuni fedelissimi – era lui stesso a mantenere vivo il forno con noi, anche se poi ha fatto saltare il tavolo in diretta tv”.

E mentre l’ipotesi di fare un governo in zona Cesarini sembra ormai naufragare, prende sempre più forza la teoria del complotto ordito ai danni del Movimento. “Renzi e Salvini si sentivano tra di loro – si dicono convinti i vertici 5 Stelle – ecco perché la politica dei due forni è fallita: mentre noi pensavamo che tenere aperti i due fronti agevolasse il dialogo fungendo da spauracchio, Renzi e Salvini si rassicuravano tra di loro in barba al governo del Paese”.

Scottati da 65 giorni di trattative che hanno portato a un nulla di fatto, i 5 Stelle ora puntano tutto sul ritorno al voto. I sondaggi in mano allo staff, citati dallo stesso Di Maio post consultazioni, danno il Movimento al 35%. E il capo politico scalda i motori per una campagna elettorale che rischia di essere decisiva per la sua stessa leadership: se il voto dovesse slittare, sarà difficile mantenere il posto di comando.

Stasera Di Maio sarà ospite del salotto di Giovanni Floris. Poi nel weekend già in viaggio, tra Imola, Parma e Aosta, a incontrare gente e scaldare di nuovo la piazza. Pronto a tacciare di irresponsabilità la Lega e a strizzare l’occhio all’elettorato del Pd.