5G Academy a Napoli, Cardillo: Polo di S. Giovanni un modello da portare su area vasta

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in foto Enrico Cardillo

Al via la prima edizione della 5G Academy, programma di formazione su 5G e digital transformation messo a punto da Capgemini, Università Federico II di Napoli, Tim e Parametric Technology Corporation. I corsi, aperti a 30 laureati e laureandi “con propensione al digitale e all’imprendiorialità”, prevedono progetti sul campo in collaborazione con i partner per lo sviluppo di business case.

“Il destino delle città e dei territori dipendono dalla qualità delle politiche che vi si dispiegano, dalle azioni dei loro attori pubblici e privati. Mai è frutto di un destino che si accanisce. La realtà virtuosa del Polo dell’Università Federico II a Napoli Est – sottolinea Enrico Cardillo, amministratore delegato e direttore generale di Stoà, Istituto di Studi per la Direzione e Gestione di Impresa – dimostra che se ci sono idee, progetti e persone che li portano avanti, arrivano anche le risorse e le imprese, anche quelle a forte tasso di innovazione e contenuto di saperi. Dovremmo essere in grado di disseminare anche in un’area più vasta il modello di S. Giovanni a Teduccio, che vede in questi giorni l’avvio della prima edizione della 5G Academy, il primo programma di formazione in Italia dedicato a 5G e alla digital transformation, dopo le fortunate esperienze di Apple, alla quarta edizione della sua Developer Academy, Accenture, l’Innovation Hub di Tim e la Net Academy di Cisco”.

“Al centro del forte interesse di queste grandi multinazionali dell’innovazione – aggiunge Cardillo – c’è sicuramente l’eccellenza dei laureati nei nostri atenei. Per trattenere sul territorio questi giovani e portare a livello internazionale quanto la Campania e il Mezzogiorno esprimono in termini di ricerca e sviluppo, è necessario accompagnare con competenze innovative anche la gestione di imprese e organizzazioni impegnate nella trasformazione digitale, l’automazione, l’industria 4.0 e la modernizzazione dei servizi pubblici e privati”.

“Stoà, con la sua trentennale esperienza nelle competenze manageriali – conclude l’amministratore delegato e direttore generale dell’Istituto di Studi per la Direzione e Gestione di Impresa -, è impegnata a fare crescere la fertilità del nostro territorio nell’incrociare i nostri giovani talenti con le imprese rappresentative dei nuovi paradigmi della produzione”.