A Buonalbergo arriva la street art di Jorit

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Un’insolita tela di cemento che si apre sul panorama di Buonalbergo, piccolo comune dell’entroterra campano. Ad animarla è Jorit Agoch, street artist di fama internazionale che dopo Sacramento, Los Angeles, San Francisco, Perù e Argentina, fa ad ottobre nuovamente tappa nel borgo beneventano, dopo un backstage qui tenutosi nella giornata del 7 agosto 2017. Inserito nel calendario delle attività promosse dalla Pro Loco di Buonalbergo in collaborazione con il Palazzetto delle Arti FortoreSannio e il comune di Buonalbergo, “Presta il tuo volto” diventa a tutti gli effetti un esperimento comunitario di interazione con e per l’Arte.
L’iniziativa nasce dall’amicizia e dalla collaborazione tra lo street artist e Giuseppe Leone, suo docente in Tecniche Pittoriche presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli.
“Jorit ha sempre dimostrato quella capacità innata di modulare alla profonda conoscenza della tecnica una visione pulita e precisa del reale. Non semplicemente rappresentandolo, ma rielaborandolo e calibrandolo secondo canoni estetici e riferimenti personalissimi. Con lui il bello diventa più bello del reale”, spiega Leone.
Il tutto ben articolato in un progetto pensato e pensante che in diverse zone del pianeta, attraverso una ritrattistica di spiccato senso contemporaneo, mescola ad un personaggio celebre e rappresentativo di una realtà geografica i volti della gente comune. Si ribaltano così le gerarchie sociali, aprendo la strada ad una nuova e vincente visione di identità che dal concetto di territorialità fugge via verso orizzonti artistici più ampi.
E Buonalbergo si fa in questo senso portavoce di un’identità locale che ha ben salde nel DNA le sue radici contadine così come le sue origini culturali. Difatti è caduta su Alberada e Boemondo la scelta dei personaggi storici e rappresentativi che da Jorit verranno in questa occasione immortalati. L’operazione, secondo un’idea di Giuseppe Leone, sarà autofinanziata da una lotteria , nomi e i “volti ” dei moderni Boemondo e sua madre Alberada saranno infatti sorteggiati ed entreranno a far parte di quella tribù umana che l’artista sta animando da una parte all’altra del mondo.
“La scelta di una lotteria”, spiega ancora Leone, “si muove a suffragio di una nuova modalità artistico-culturale, che non è solo in grado di autofinanziarsi, ma di ampliare quel confine tra artista e spettatore. L’arte non nasce come fenomeno altro e avulso dalla realtà. Al contrario, l’arte può essere un fenomeno sociale che, attraverso linguaggi estetici, racconta la realtà tramite le mani sapienti dell’artista. E’ in questo senso che si muove in favore di una promozione territoriale, economica e culturale”.
Ma non solo, la decisione di introdurre Buonalbergo tra le tappe del suo viaggio artistico, che a tratti prende le sembianze di una riflessione antropologica per immagini, sposta ancor più in là e straordinarie intuizioni di Jorit. Non ci si trova a raccontare una metropoli o un’aria fortemente urbanizzata. Buonalbergo, come un po’ tutti i piccoli centri dell’osso appenninico, è una piccola astrazione dal tempo e dalla modernità. Se si è moderni è perché si sceglie di esserlo, se si abita la contemporaneità è perché si sceglie di farlo. Qui il concetto di glocal, in cui l’opera dello street artist ben si colloca, assume un significato assai forte. Uno sguardo globale che si compenetra a quello locale e non perché quel territorio subisca l’incedere della globalizzazione, ma perché la assorbe e rielabora secondo i suoi canoni, secondo i suoi equilibri e suoi tempi. E’ questo forse il messaggio che la collaborazione tra Jorit, Leone e il comune di Buonalbergo diffonde: un territorio può decidere in che direzione evolvere la propria identità, è può farlo in nome della cultura e dell’arte.

Angela Cerritello

 

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