A Napoli biobanche a porte aperte per la European Biotech Week

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Laboratori, dibattiti e visite guidate per capire che cos’è una biobanca, l’organizzazione senza scopo di lucro che raccoglie e conserva campioni biologici umani – tessuti e liquidi con le frazioni molecolari che derivano da essi (DNA, RNA, proteine) – di soggetti sani o malati, distribuendoli a centri di ricerca, università, industrie farmaceutiche e biotecnologiche per lo sviluppo della medicina di precisione e delle cure personalizzate. Il 28 e 29 settembre Napoli ospita “Il Biobanking mi riguarda”, appuntamento promosso da BBMRI.it – il Nodo italiano della Infrastruttura di Ricerca Europea delle Biobanche e delle Risorse BioMolecolari, nato dall’impegno congiunto del Ministero dell’Università e della Ricerca e del Ministero della Salute – nell’ambito della European Biotech Week 2017. La due giorni partenopea fa parte di un evento nazionale che coinvolge nove regioni – Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Molise, Lazio, Campania e Puglia – da Nord a Sud della Penisola, con diverse iniziative rivolte a ricercatori, professionisti della salute e industrie del settore, ma anche ad appassionati, studenti e famiglie.

Gli incontri – Giovedì 28, dalle 9:00 alle 13:00, all’Irccs SDN (Via Emanuele Gianturco) è in programma “Porte aperte nelle biobanche. Non solo collezione, ma biobanca di salute”, una mattinata di visite guidate nei locali in cui avviene la lavorazione e la custodia dei campioni biologici; nel pomeriggio, dalle 15:00 alle 18:00, porte aperte ai cittadini anche per la biobanca del CNR, in Via Pietro Castellino. Ancora il Consiglio Nazionale delle Ricerche ospiterà, nella stessa giornata – dalle 14:00 alle 17:00 – il dibattito sulla medicina di precisione “Biobancare, perché?” rivolto a ricercatori, aziende biotech e universitari, in cui si discuterà di analisi, riutilizzo e condivisione dei dati clinici, di biomarcatori molecolari e di imaging. Venerdì 29 – dalle 9:00 alle 22:00 –, l’appuntamento è invece a Città della Scienza con “Grazie al mio campione, io posso”, itinerario interattivo per conoscere gli scenari che si aprono, per la salute, grazie alla conservazione dei campioni biologici e alla ricerca che si sviluppa a partire da essi. Da quattro postazioni allestite all’interno del museo Corporea, i ricercatori delle principali biobanche campane (Biobanca SDN, Incontinentia Pigmenti Genetic Biobank del CNR, Genetic Biobank for Rare Diseases dell’Università “Federico II” di Napoli e dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli, Bank of Biological Samples del CEINGE) saranno a disposizione dei visitatori per sperimentare insieme con campioni biologici umani: in particolare, i biologi e biotecnologi della Biobank for Rare Diseases mostreranno al pubblico le fasi conclusive dell’estrazione del DNA dal sangue.

Paola Ciaramella