A Napoli la prima Borsa dell’Ict
Sud, 174 progetti da esportare

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Oltre mille appuntamenti , 174 progetti innovativi, cento delegati esteri, 4 regioni interessate: sono i numeri della prima edizione della Borsa dell’Innovazione e dell’Alta tecnologia (Biat). Organizzata Oltre mille appuntamenti , 174 progetti innovativi, cento delegati esteri, 4 regioni interessate: sono i numeri della prima edizione della Borsa dell’Innovazione e dell’Alta tecnologia (Biat). Organizzata dall’Ice in collaborazione con Confindustria e con Campania In. Hu, l’iniziativa (svoltasi a Napoli, dal 10 al 12 dicembre nel Centro Congressi della Stazione Marittima) l’iniziativa rientra nel Piano Export Sud a sostegno delle Regioni della Convergenza (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia). Obiettivo: promuovere la commercializzazione e la vendita all’estero di prodotti e servizi innovativi o ad alta tecnologia e di beni immateriali (brevetti in particolare), attraverso incontri ai quali partecipano start-up, Pmi innovative, reti d’impresa, università, parchi tecnologici e controparti straniere. Si conta in questo modo di valorizzare il potenziale innovativo (ancora poco conosciuto all’estero) delle regioni-convergenza e di trasformarlo in prodotti da collocare sui mercati mondiali. La Borsa ha permesso di mappare progetti nei settori dell’aerospazio (29), delle nano-biotecnologie (27), dell’ambiente (18), delle energie rinnovabili (18), dell’Ict (60) e della meccanica strumentale e nuovi materiali (27); progetti presentati, spiega una nota dell’Ice, i quali rappresentano “un campione costituito da più di 15.000 addetti, che hanno sviluppato nel 2013 un fatturato di oltre 700 milioni di euro”. Sulla base di questa offerta tecnologica sono stati individuati gli operatori esteri: grandi imprese, investitori, venture-capitalist, università e cluster, interessati a forme di partenariato sia commerciale che tecnologico. “Internazionalizzazione e innovazione – commenta il presidente dell’Ice, Riccardo Montisono oggi le due leve a disposizione delle imprese per accrescere la propria competitività . Esse sono complementari e determinanti, l’una funzione dell’altra, per lo sviluppo di nuovi prodotti destinati ad aggredire nuovi mercati all’estero. Con questa prima edizione della Biat diamo alle nostre aziende la possibilità di valorizzare e fare propri tutti gli strumenti più innovativi che consentono di aumentarne la competitivitàall’estero. Fino ad oggi nelle attivita’ di supporto alle imprese è mancato quel tassello che consente di commercializzare i risultati della ricerca innovativa, sia sotto forma di brevetti che di prodotti o servizi ad alto valore tecnologico e a tale proposito i beni immateriali e i brevetti, in particolare, intesi come conoscenza codificata, possono essere esportati come ciascun altro prodotto“. I paesi esteri coinvolti nella Biat sono: Usa, Canada, Cina, Federazione Russa, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Belgio, Austria, Israele e Turchia, per un totale di oltre 100 delegati. Spiccano tra le grandi imprese straniere la Siemens, la Samsung Electronics, la Rapael israeliana, la cinese Fosun, la russa Micron, la tedesca Altran, la giapponese Sumitomo nei differenti comparti dell’Ict, dell’aerospazio, delle biotecnologie e delle energie rinnovabili. A queste si aggiunge il Bmei, il più grande istituto di ricerca di Pechino, che coordina 65 istituti sempre nel settore dell’ambiente.