A Napoli l’erede del chirurgo francese Chastan

604

A cura di Pietro Funaro e Salvatore Lanza Nel corso del nostro viaggio nella sanità campana abbiamo scoperto a Napoli una grande eccellenza: il reparto “Day Surgery” A cura di Pietro Funaro e Salvatore Lanza Nel corso del nostro viaggio nella sanità campana abbiamo scoperto a Napoli una grande eccellenza: il reparto “Day Surgery” dell’Ospedale San Giovanni Bosco, diretto dal 2001 da Angelo Sorge. Laureato con il massimo dei voti alla Facoltà di Medicina e Chirurgia della Università Federico II di Napoli nel 1983, dal 1983 al 1988 è specialista in Chirurgia d’Urgenza e Pronto Soccorso e dal 1993 anche in Chirurgia Pediatrica. Attraverso la tecnica della cosiddetta “chirurgia di un giorno”, i pazienti che necessitano di essere operati, vengono preparati all’intervento effettuando in una sola mattina tutte le indagini preparatorie. Ottimi i commenti di coloro che sono stati sottoposti a tale trattamento, come è visibile, sul sito specializzato: www.qsalute.it. Le patologie che è possibile trattare attraverso il Day Surgery riguardano la proctologia, la senologia, la flebologia, l’urologia, e le ernie. Proprio l’Hernia Center dell’ospedale costituisce un’eccellenza nel settore: qui viene trattata l’ernia inguinale con l’innovativa tecnica Apom che prevede l’utilizzo di protesi autofissanti che scongiurano il rischio di recidive e dolore cronico. “Dal 2009 nessun paziente operato in questa struttura è stato mai trasportato in reparto, e sono stati raggiunti i massimi indici qualitativi e quantitativi”, racconta con orgoglio il chirurgo napoletano. Sembra strano ma, in un ospedale che viene ricordato spesso per episodi di malasanità, c’è una sorta di oasi felice che è uno dei fiori all’occhiello della chirurgia napoletana e italiana. Con l’espressione “Day Surgery” letteralmente tradotta con “chirurgia di un giorno”, si intende la possibilità clinica, organizzativa ed amministrativa di effettuare interventi chirurgici, o anche procedure diagnostiche e/o terapeutiche invasive o semi invasive, con un ricovero limitato alle sole ore diurne senza pernottamento. Comunemente il Day Surgery può essere confuso con la Chirurgia ambulatoriale, ma si tratta di due trattamenti differenti, a partire dal tipo di anestesia che viene somministrata al paziente. Effettuare interventi in tale regime ospedaliero richiede determinati ambienti protetti e vanno seguiti precisi dettami stabiliti dalla legge. Fanno parte dell’equipe medica: Gianluca Muto chirurgo vascolare, Pasquale Iorio urologo, Vincenzo Guerra chirurgo plastico, coadiuvati dal Capo Sala, Raffaele Marchese con il suo staff di infermieri professionali e disponibili. Abbiamo chiesto al Dr. Sorge, come è stato vissuto il cosiddetto blocco del turn-over provocato dal pesante deficit del comparto sanità? “Benissimo, con dedizione, devozione e lavoro, quasi sempre fuori dall’orario ordinario e senza straordinario e recuperi“. “La nostra è una sorta di missione, noi crediamo nei nostri progetti e sacrifichiamo spesso il nostro tempo, senza retribuzione particolari, per raggiungere gli obiettivi”. Angelo Sorge è il project leader della tecnologia autofissante e dirige un gruppo di dieci chirurghi di fama mondiale. È appena tornato dal Brasile dove ha presentato al congresso internazionale di Manaus l’avveniristica tecnica. “Si tratta di una rete a maglia larga, leggera e semiriassorbibile – spiega Sorge – ed è tempestata, lungo tutta la superficie interna da posizionare sul muscolo, da microancore in acido polilattico. Praticamente sono dei minuscoli uncini che in dodici mesi si riassorbiranno. L’assenza di affinità col tessuto nervoso evita al paziente il tipico dolore successivo all’intervento”. La protesi a rete sfrutta lo stesso principio di adesività del velcro, consentendo una sorta di sutura senza punti. “Quasi tutte le ernie, in Day Surgery, possono essere trattate con questo sistema – aggiunge lo specialista – e anche le recidive che, con questa metodica, saranno solo un ricordo. Notevoli i vantaggi per il paziente: assenza di rischi e di dolore, e dimissione immediata poche ore dopo l’intervento”. La tecnica Chastan, assicura Sorge, erede legittimo del chirurgo francese, è applicabile in tutti i casi. Perché un intervento chirurgico di ernia inguinale possa essere definito perfettamente riuscito, deve aver ottenuto due obiettivi: non dare recidiva e non generare il cosiddetto dolore cronico. Spesso si legge di una sanità campana malata e arretrata, poi invece si scopre una realtà che a prima vista sembrerebbe incredibile, ma che invece è l’orgoglio della medicina italiana. In genere sono i campani ad andare in strutture ospedaliere del Nord o all’estero, mentre nel Day Surgery del San Giovanni Bosco, avviene praticamente il contrario: gente da tutta Italia aspetta il turno per prestazioni mediche. Questo a dimostrazione del fatto che se un medico è bravo, è bravo e basta e se una struttura ospedaliera è un’eccellenza lo è senza se e senza ma, senza confini geografici né puntualizzazioni. Ci auspichiamo che le qualità riscontrate al San Giovanni Bosco un giorno contageranno altre strutture sanitarie.