A New York in 600mila marciano per le donne

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Un giorno straordinario per la storia degli Stati Uniti d’America. Il riferimento non è all’inaugurazione della nuova presidenza di venerdì, ma alla meno istituzionale Women’s March di ieri. La marcia delle donne, una marea rosa, con milioni di manifestanti, scese in piazza per protestare contro Trump, il presidente Trump, insieme alla lotta per i propri diritti e per i diritti delle persone in generale.

Intere generazioni di donne, famose e non, uomini, grandi e piccoli, persone di ogni razza, provenienza ed orientamento sessuale, hanno invaso l’America.

Da una costa all’altra, l’eco ha raggiunto l’enorme folla ai piedi della Torre Eiffel, passando per la piazza del Pantheon a Roma, fino in Antartica. Le previsioni, nei giorni scorsi, riferivano di 200mila persone a Washington e 300 manifestazioni gemelle nel resto del mondo. Oggi si leggono cifre esponenzialmente differenti. Washington: 500mila manifestanti, ben 750mila a Los Angeles e oltre 600mila a New York City; e più del doppio sono le marce accertate nel resto del mondo.

Gia da ieri, scali aeroportuali e stazioni dei treni contavano folle da grandi festività nazionali.

Un volume di persone enorme, il più grande social movement dagli Anni ’50 e ’60 l’hanno definito, e che porta alla mente degli americani vecchie pagine di storia, come quelle delle proteste contro la guerra in Vietnam.

A New York, la zona del corteo si è svuotata dopo le otto di sera. Una manifestazione pacifica, senza tensioni, con un’atmosfera festante e una grandissima dimostrazione di solidarietà.

Uno show incredibile di striscioni colorati con messaggi chiari, fermi, espressi spesso con ironia, diretti ad informare Trump e l’intera amministrazione repubblicana, che le donne faranno sentire la propria voce, e la faranno grossa, per ciò in cui credono.

Una giornata dell’orgoglio americano insomma. E l’energia positiva che ne è derivata ha permesso, almeno oggi, di pensare al futuro con più coraggio, e magari ad un futuro più roseo.

 

 

 

A New York in 600mila marciano per le donne