Talvolta accade che, davanti a due contendenti tutt’ altro che lineari, il Governo e l’Opposizione, trovi posto un terzo interlocutore, la Banca d’ Italia, che spiazza i primi con competenza e senza essere tirato da essi per la giacca. È attendibile di coneguenza, fino a prova contraria. Succede così che mentre i Ministri Giorgetti e Urso danno agli italiani, a tutti e nessuno escluso, notizie incomplete e criptiche, talvolta vicine a contraddirsi, Panetta, in qualità di Governatore della Banca d’ Italia, rende comprensibili e pubblici i risultati delle analisi sulla situazione socioeconomica compiute dall’ Ufficio Studi dell’ Istituto che presiede. Lo fa con linguaggio tecnico, come è giusto che sia, situazione che gli rende possibile dire che il re è nudo. Tanto perchè non deve ingraziarsi nessun tipo di elettorato o espressione politica. Perciò, ieri leggendo la sua relazione, è andato diritto al sodo. Più precisamente ha voluto comunicare in dettaglio come è messa l’economia del Paese allo stato e cosa lui preveda per essa nel breve e medio periodo. Ha quindi fatto luce sulle parabole della politica, al fine di sgombrare il campo da scusanti mal ordite e in buona parte inadeguate. Se è vero come è vero che le guerre in corso in Occidente stanno minando le fondamenta dei vari settori produtrivi, è altrettanto corretto pensare che, in tal modo, si scatenerà una reazione a catena che potrà provocare nell’ intera estensione c del paese dove ciò accade, uno sfacelo tale da rendere particolarmente difficile la ricostruzione postbellica. A questo punto il n° 1 di Palazzo Krogh non ha potuto evitare di richiamare l’attenzione del Signor Rossi e della Signora Bianchi su un particolare passaggio che l’Occidente si troverà a fare alla fine dei conflitti in corso. Più precisamente non accadrà ché, deposte le armi, i paesi coinvolti a qualsiasi titolo nei conflitti ormai arcinoti, tornino allo statu quo, quello di prima della guerra.
Occorrera ancora un bel pò si tempo perchè tornino vicini a quella posizione. E qui il percorso diventerà arduo e dai risultati incerti. Altrettanto sará impegnativo proseguire strade che portino a una crescita vera del PIL, almeno a una percentual con un numero intero. Inoltre sull’ intero processo di sviluppo graveranno evoluzioni – o involuzioni ? – del modo di produrre energia. L’ invito del Governatore a essere prudenti e fattivi coinvolge da prossimo tutte le classi sociali . Quanto sarebbe utile che la politica sollevasse per un certo periodo lo sguardo dall” impegno a acquisire nuovi supporter e cercasse di arrivare alla soluzione dei problemi segnalati dall’elettorato che, a suo tempo, li ha messi sulla poltrona. Anche se sono rimasti, di li a poco, disillusi dal loro operato. Tutto fa pensare che alle parole giuste non seguiranno azioni dello stesso tipo. Si dovrà così prendere atto ancora una volta che i commenri del genere fin quì descritto resteranno prediche inutili.
Il Professor Einaudi, da dove sta, si troverà a amareggiarsi non poco di aver visto giusto quando era su questo mondo.
Purtroppo non riuscendo a trasmettere per intero le sue considerazioni.





































