A Treviso le Giornate del paesaggio della Fondazione Benetton

35

Roma, 17 feb. (Adnkronos) – ‘Suolo come paesaggio’ è il tema al centro della XVI edizione delle Giornate internazionali di studio sul paesaggio, progettate dal Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche, con il coordinamento di Luigi Latini e Simonetta Zanon, che si svolgeranno il 20 e il 21 febbraio 2020 negli spazi Bomben di Treviso. “Il titolo dell’incontro, ‘Suolo come paesaggio’ – afferma Luigi Latini, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Benetton – si presenta all’insegna di un binomio apparentemente semplice, data la vicinanza tra lo sguardo sul paesaggio e quello sull’estensione dello spazio aperto e inedificato. L’interesse crescente per il tema terra ci invita però a un approfondimento che queste giornate cercheranno di esplorare, parlando appunto di ‘suolo come paesaggio’, e non solo di ‘suolo e paesaggio'”.

“Se spesso, giustamente, parliamo di suolo in termini di mero consumo, richiamandoci alle molte forme di impoverimento della città e del territorio praticate dalla nostra società – spiega ancora – più raramente, mettiamo al centro dell’attenzione la stessa natura (o nature) del suolo, nei suoi diversi aspetti ambientali, ecologici, estetici e sociali. Le giornate di studio guarderanno dunque al suolo come tessuto connettivo, nutrimento e processo vitale che accompagna la nostra esperienza di vita, dimensione fisica ed estetica nella quale risiede la sostanza dei luoghi abitati e il senso della nostra appartenenza al paesaggio”. A caratterizzare la ‘due giorni’ è, oltre alla originale declinazione del tema, anche la pluralità delle voci coinvolte nell’analisi. Giungeranno per l’occasione architetti, agronomi, pianificatori, progettisti, ma anche artisti. Personalità individuate in riferimento alla loro preparazione accademica e scientifica ma anche per il loro aver realmente operato sul tema, nell’ambito di ricerche o progetti di particolare livello o originalità in Italia e all’estero.

Il programma è suddiviso in tre sezioni. La prima, ‘Nature del suolo’, sarà dedicata alle diverse declinazioni, di natura scientifica, sociale ed estetica che ci aiutano ad allargare il concetto di suolo, per smuovere l’idea di ‘suolo monolitico’ e considerarlo nelle sue diverse forme, strutture e stratificazioni. Accanto a una riflessione dell’autorevole paesaggista svizzero Christophe Girot, A proposito di terra, topologia e suolo, questa sezione ospiterà una relazione dell’urbanista Rosario Pavia che invita a guardare al suolo, sempre più inquinato, devastato e malato, come sistema ecologico complesso da cui dipende la vita del pianeta. “Solo rigenerando il suolo – afferma – è possibile contenere la catastrofe climatica e i fenomeni sociali e politici a essa connessi”. Giacomo Certini, professore di pedologia nella Scuola di Agraria dell’Università di Firenze, parlerà di suoli terrestri, ma anche extra-terrestri, spingendo l’attenzione sulla necessità di coniare una definizione ‘cosmica’ di suolo, inclusiva, cioè, anche di quei materiali che un giorno potrebbero provvedere al sostentamento di colonie umane al di fuori del nostro pianeta. “Con alcuni di questi substrati, quelli della Luna e di Marte – spiega Certini – siamo già entrati in contatto e ne abbiamo verificato le potenzialità produttive, al netto di alcune ovviabili carenze nutrizionali e presenza di composti fitotossici”.

La seconda parte, ‘Suolo urbano, terre di città’, si concentrerà sui temi urbani, quelli in genere più dibattuti per l’intensità dei fenomeni di conflitto in atto, ma anche quelli più ricchi di sperimentazioni progettuali. Anna Lambertini, architetto e paesaggista, proporrà una lettura in profondità di luoghi e spazi aperti, per raccontare come nel progetto di paesaggio vengano esplorate le relazioni che legano la vita e le attività in superficie con ciò che accade negli strati non visibili dei suoli urbani. I paesaggisti francesi François Vadepied e Mathieu Gontier dell’agenzia Wagon Landscaping presenteranno alcuni esempi di ‘giardini urbani’. “In città, i nostri suoli sono sempre più impermeabili – spiegano – Come possiamo avviare una forma di riconversione e una dinamica di riconquista da parte degli esseri viventi? Dal 2009, l’agenzia ‘lavora sull’asfalto’, meravigliosa lavagna nera che, scrostata e lavorata appena, nasconde un fondo di suolo povero e drenante, propizio per l’arrivo di un’intera colonia di piante pioniere e vagabonde. Questo esempio consente di immaginare una possibile reversibilità di tutte le superfici impermeabili”. Giorgio Prosdocimi Gianquinto, professore di Orticoltura e floricoltura all’Università di Bologna, porterà la riflessione sull’’invenzione di suolo’, attraverso esperienze di coltivazioni urbane con finalità alimentari, ma anche ecologico-ambientali, estetico-ricreative, educative, sociali e terapeutiche, che danno luogo a forme innovative, spesso creative, di orti urbani. Laura Fregolent, architetto, si focalizzerà sui processi di urbanizzazione e uso del suolo, a partire da una domanda, come i contesti diffusi di urbanità e urbanizzazione allargata e diversificata si adattino o possano adattarsi ai mutati quadri economici e quali siano le strategie e le politiche da implementare in un’ottica di qualità ambientale e dell’abitare?

La terza sezione, ‘Visioni, esperienze sul campo’, cui sarà dedicata l’intera giornata del 21 febbraio, attraverserà un ampio panorama di esperienze. Antonio Perazzi, paesaggista e scrittore, affronterà la dimensione del giardino attraverso la descrizione di alcuni suoi progetti e il racconto del giardino di Prospect Cottage, creato dal regista Derek Jarman (1942-1994) in un suolo contaminato nel sud dell’Inghilterra, capace di ridare vita a un paesaggio apocalittico. Tilman Latz, dello studio Latz + Partner, fondato da Peter Latz, autore di importantissimi e pionieristici progetti, tra cui il Duisburg Nord Landscape Park, ex area industriale siderurgica nella regione della Ruhr in Germania, introdurrà il tema della bonifica di aree industriali dismesse come opportunità per una nuova attitudine progettuale, a partire dal suolo. Un’altra realtà complessa, quale quella della Terra dei fuochi, sarà invece al centro della relazione degli agronomi Fabrizio Cembalo Sambiase e Antonio di Gennaro, autori di numerosi progetti di paesaggio per curare le ferite, gli spazi agricoli mortificati, le cave, le discariche, di questa piana campana massacrata dall’abusivismo e dai rifiuti. E ancora, Laura Zampieri, architetto, parlerà dell’interazione di acqua e suolo nel progetto di paesaggio, mentre Juan Manuel Palerm Salazar, architetto, ragionerà sulla bellezza dell’aridità e sulla preponderanza della materia nei progetti di paesaggio nei terreni aridi e nelle terre fragili.

Sono previste, inoltre, testimonianze e riflessioni più orientate allo sguardo sia estetico che filosofico, nelle quali il suolo rappresenta una condizione di esilio e di reinvenzione, oppure una forma di coscienza paesaggistica, personale o collettiva, mutuata dal dialogo con l’arte. Dalla coscienza civica e l’ossessione di difendere il suolo, narrate dall’urbanista Paolo Pileri a partire dal racconto-saggio Rovina (2007, Einaudi) di Simona Vinci, al suolo come esperienza estetica, nel lavoro degli artisti torinesi Andrea Caretto e Raffaella Spagna, che proporranno un viaggio tra il mondo aereo, visibile, e l’universo sotterraneo, invisibile, attraversando le pratiche dell’azione collettiva e collaborativa, dell’installazione ambientale, della scultura.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here