A volte il diavolo è più nero di come lo si dipinge, non solo

L’estate procede, o almeno sembra, come da schemi consolidati negli anni, introducendo anche comportamenti umani in netto contrasto con la realtà. Sembra assurdo, ma in tempi non remoti, tutto, proprio tutto, quel che sta succedendo, non sarebbe stato accompagnato da frizzi e lazzi come sta accadendo ora. Non c’è giorno che, per una parte dell’informazione, la stessa che per il resto dell’anno è stata solo intervallata da argomenti leggeri, non si debba constatare che, dalla primavera, sia nell’aere una routine configurata in maniera completamente opposta a quella descritta innanzi. Nel contempo gli episodi di guerra sono cresciuti di numero e di potenza distruttiva, in maniera sicuramente non trascurabile. Quindi a dichiarazioni ipocrite sulla volontà di voler concludere al più presto ogni fronte, il comportamento reale delle parti in campo è di tutt’altra sostanza. Gli attacchi messi in atto da tutte le parti in guerra proseguono in un crescendo con pochi precedenti. Doveroso ritorno con la mente alle dichiarazioni delle parti coinvolte di alcuni mesi addietro, per non esagerare alla fine dello scorso anno. Da ogni parte, sicuramente di più da occidente, giungevano allora al mondo dichiarazioni plateali dei protagonisti volte a tranquillizzare il resto dell’umanità. Ben presto i destinatari di quelle fake news si sono accorti della vera portata delle stesse, cioè nessuna se non l’illusione che le stesse sarebbero potute essere credute. Il motivo? Tutto lascia credere che gli aggressori si siano avvalsi della possibilità di non dover dar conto, se non a chi li aiuta da vicino, del proprio essere cialtroni. L’estate non ha concesso nessuna pausa a molti, tra essi quanti sono coinvolti in quei bailamme avanti descritti. C’è comunque una serie di eventi certi prossimi venturi, che non lasceranno di sicuro il tempo di elaborare né agli attori né agli spettatori di quella che si è ridotta a poco più di una sceneggiata, per propinare loro ulteriori farse da dopolavoro. L’inverno arriverà e, per quanto non siano previsti crolli a precipizio per le temperature, i riscaldamenti dovranno comunque essere accesi, seppure con il termostato al minimo. Bisognerà usare di più l’automobile, quando non sarà facile usare il servizio pubblico. Quindi pensare che i disagi dovuti all’accresciuta volatilità dei costi energetici possano attenuarsi a breve, è solo una pia illusione. L’unico comportamento che può dar conforto allo spirito è godersi i lati per tradizione gradevoli che caratterizzano la stagione calda. Per il dopo occorreranno altri comportamenti, tutti ancora da inventare.