A volte ritornano, con sembianze diverse, ma con gli stessi propositi

Sul finire degli anni ’70 del secolo scorso, a Roma si verificarono episodi borderline in cui erano coinvolti diversi gangli istituzionali. Quegli stessi che già avevano fatto scrivere, non in maniera positiva, di presunte trattative, soprattutto con legami politici, fuori dei canali ufficiali. Erano quindi da prendere con molta cautela, sia per la gravità dei fatti, sia per i personaggi coinvolti o presunti tali. Può essere utile ricordare che una delle “casse di risonanza” di quei fatti fu la penna del giornalista molisano Carmine Pecorelli, detto Mino, che, sembra ormai certo, finì di scrivere e di vivere perché assassinato. L’omicidio fu commissionato da uno o più mandanti, a loro volta operanti agli ordini di “Eccellenze” insospettabili. A distanza di quaranta e passa anni, si è presentata una situazione con molte analogie, ma per fortuna senza fatti di sangue, almeno finora. Non è necessario richiamare l’accaduto, ma è invece importante approfondire l’attuale stato dei fatti dell’Affaire Report, focalizzando l’attenzione sui due protagonisti, Ranucci e Lavitola. Prima constatazione che sale immediatamente alla bocca è: il signor Lavitola, grande amico di Ranucci per esplicita ammissione di quest’ultimo, non appartiene, quale espressione inequivocabile e anche al top, a quel generone che lo stesso “giornalista” (sic!) non mancava di redarguire a ogni puntata della trasmissione da lui condotta? Se così non fosse, si assisterebbe all’ennesima conferma del detto latino “libenter credimus quod volumus”, che oggi si articola alla lettera con “crediamo volentieri ciò che gradiamo”. Era questa considerazione anche il leitmotiv del film dei primi anni ’70 “Sbatti il mostro in prima pagina” di Marco Bellocchio. È passato oltre mezzo secolo, ma la combine tra le varie espressioni che dovrebbero fornire un appiglio sicuro alla popolazione si è ancor più rafforzata e continua a fare da copione alle vicende umane, in modo particolare a quelle di dubbia correttezza.

Ciò che tiene in tensione soprattutto la classe media degli italiani è che il muro di gomma che si è creato tra quanto sarebbe giusto che fosse e quanto non lo è, si mantiene in perfetta efficienza, quando non addirittura migliorata. Piaccia o no, per ora nel Bel Paese e non solo, l’andazzo è questo e l’augurio è che non peggiori.