AAA Cesarine cercasi, Home Food ingaggia talenti a Siena e Firenze

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Firenze, 21 giu. (Labitalia) – Le start up non sono esclivamente ‘roba da giovani’: 55 anni è, infatti, l’età media del 90% di aderenti al network di cuoche e cuochi amatoriali più antico d’Italia, le Cesarine, associazione nata nel 2004 per tutelare i cibi dimenticati. Il 90% delle Cesarine è donna, ha una età media di 55 anni con rappresentati di tutte le età (78 anni il più maturo e 37 anni la più giovane). Solo il 30% di loro è casalinga o pensionato, il 70% ha un lavoro e fare la Cesarina per loro è una passione.

Il network, grazie al recente aumento di capitale e nuovi azionisti in Home Food – la start up che detiene il brand – si apre ulteriormente all’estero, innova il modello di business e lancia una call per nuovi talenti, cuochi domestici da aggiungere alla sua squadra di 500 Cesarine e Cesarini attualmente distribuiti su 100 città d’Italia. In particolare, è a caccia di appassionati di mestoli e fornelli a Siena e Firenze.

Requisiti richiesti sono possesso di ricette della tradizione culinaria italiana, mentalità giovane, abilità in cucina e una casa ampia e ospitale per accogliere persone da tutto il mondo: più del 60% dei clienti attuali proviene, infatti, dall’estero. Dalla Lombardia alla Sicilia, dal Piemonte alla Puglia, 500 storie e 20.000 ricette impersonate e proposte da ospiti come Roberta, ex-fotografa di interni e velista appassionata, che a Milano riceve nella sua casa dai colori caldi e dettagli super curati. O Giulia Anna, tra le più agée, che non usa il cellulare e nemmeno Internet (ci pensano i figli a comunicare con la piattaforma) e che sta studiando l’inglese per conversare meglio con i suoi ospiti internazionali.

Poi, Mara, Cesarina di Forlì, con la passione del teatro, che da 25 anni invita a cena a casa sua le compagnie teatrali di passaggio nella sua città. Alla sua tavola, negli anni, si sono seduti Rossella Falck, Giorgio Gaber, Alessandro Gassman, Michele Placido, e ora fa la Cesarina ‘a tempo pieno’ ospitando anche fino a 40 persone alla volta. C’è anche Massimo, neurologo esperto di Alzheimer che ha unito le tradizioni culinarie giudaico-romanesco dei nonni con quella viterbese della mamma. E c’è anche chi fa gioco di squadra: Nicoletta e Fabio entrambi giornalisti che vivono sei mesi in Italia e sei mesi in Brasile, organizzano cene a base di piatti tipici delle loro due regioni di origine, Emilia e Lazio.

Insomma, oggi la ‘maturità’ non è più un ostacolo, anzi è un’opportunità per fare quello che piace. Il benessere, la tecnologia, l’innovazione e l’accesso orizzontale alle informazioni sono stati fautori di questi cambiamenti, creando punti di contatto che prima non c’erano tra età diverse. Cesarine e Cesarini si impegnano, quindi, a tramandare le tradizioni culinarie, alcune antiche e a rischio scomparsa, cucinandole in casa propria per gli estranei.

“Le Cesarine – ha commentato Davide Maggi, ad di Le Cesarine – nascono dalla necessità di valorizzare la vera cucina tradizionale di ogni singolo territorio italiano, scritta nei ricettari famigliari, coniugata al senso di ospitalità in una proposta caratteristica che fa del made in Italy la sua cifra vincente trasformando le case private in luoghi conviviali in cui vivere un’esperienza unica”. “Un senso di appartenenza che diventa missione per continuare a scrivere, con passione e in maniera personale, la storia di un patrimonio unico qual è quello della cucina italiana”, ha concluso.