Abuso antibiotici
Italia a rischio

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A cura di Roberto Paura L’Italia è tra i paesi più a rischio nella lotta contro i batteri resistenti agli antibiotici: se non si interviene subito, da qui a dieci anni ci A cura di Roberto Paura L’Italia è tra i paesi più a rischio nella lotta contro i batteri resistenti agli antibiotici: se non si interviene subito, da qui a dieci anni ci troveremo ad affrontare un’autentica catastrofe sanitaria. È l’allarme lanciato da Copenaghen al termine del convegno annuale della Società Europea di Microbiologica Clinica e Malattie Infettive. Il problema è ormai ben noto e riguardo l’abuso di antibiotici a largo spettro sia tra le pareti di casa sia – soprattutto – all’interno degli ospedali, dove spesso di sviluppano infezioni resistenti ai più comuni antibiotici.Gli ambienti ospedalieri in cui c’è un sovrautilizzo di questi farmaci diventano così terreni di coltura per “super-batteri” contro i quali non esistono cure. La mortalità prodotta da queste infezioni si asseta intorno alle 30.000vittime l’anno inEuropa, cifra che nel 2025 salirà a 50.000. Ma la situazione potrebbe rapidamente sfuggire di meno e, da qui al 2050, toccare le 10milioni di vittime l’anno nel mondo, rendendo così i super-batteri la prima causa di mortalità, superandopersino il cancro. Italia, Grecia e Spagna sono i paesi piùvulnerabili, per i quali è urgente intervenire: mentre da un lato bisogna accelerare la ricerca per individuare nuove tipologie di antibiotici contro i quali i batteri non possiedono ancora strategie immunitarie, è fondamentale ridurre il più possibile l’impiego di antibiotici a largo spettro e preferire quelli a target specifici. L’altra strategia consiste nel potenziare il monitoraggio microbiologico: all’interno degli ospedali deve diventare obbligatorio acquisire i risultati microbiologici dell’effetto degli antibiotici.