Accordo sul deficit

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Roma, 3 ott. (AdnKronos) – Nuova frenata sul deficit, dopo le critiche dell’Europa e dopo l’ennesima giornata di pressione sui mercati. Il rapporto deficit Pil sarà del 2,4% per il 2019, per poi scendere al 2,1% l’anno successivo e all’1,8% nel 2021. E’ l’intesa raggiunta dal governo, dopo il vertice a palazzo Chigi, che ha confermato anche la clausola di salvaguardia per garantire il raggiungimento degli obiettivi dei conti pubblici. ”Creiamo tutte le premesse per poter essere orgogliosi di essere italiani. Stiamo rispettando l’impegno – dice il premier Giuseppe Conte -, abbiamo detto che sarebbe stata una manovra seria e coraggiosa e mostriamo coraggio soprattutto per il 2019″. Ci sarà “una forte crescita”, aggiunge, “che poggia su piano di investimenti molto significativi”. Le misure volute dal governo ‘giallo verde’, attacca il vicepremier e ministro del Lavoro Di Maio sono “il cuore di una legge di bilancio che, invece di far pagare i cittadini, ripaga i cittadini delle ruberie e degli sprechi del passato”. Tra queste il reddito di cittadinanza e il fondo dei truffati dalle banche che “verranno finanziate nel 2019, 2020 e 2021”. La riduzione del rapporto deficit/Pil nel triennio verrà realizzato “senza sacrificare le misure fondamentali”, volute dal governo M5S-Lega.

Il rapporto debito/Pil scenderà al 126,5% nel 2021. L’obiettivo dovrà essere raggiunto alla fine del prossimo triennio e sarà messo nero su bianco nella Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza. ”Il rapporto debito Pil prospetterà dei numeri più virtuosi: adesso siamo al 130,9% ma scenderemo sotto il 130% nel 2019”, dice il premier Conte, per arrivare ”fino al 126,5 nel 2021”. Il rapporto, aggiunge, ”sarà testato al 2,4% nel 2019, ma poi calerà al 2,1% nel 2020 e all’1,8% nel 2021”.

”Voglio far notare che nel profilo di deficit previsto nel primo anno ci sono 0,2 punti di investimenti addizionali – dice il ministro dell’Economia Giovanni Tria -, nel secondo anno ci sono 0,3 punti di investimenti addizionali, nel terzo anno 0,4 punti di investimenti addizionali”. ”Questo descrive la qualità della manovra e il fatto che puntiamo ad avere investimenti pubblici come strumento principale per lavorare sulla crescita” spiega il titolare del dicastero di via XX Settembre.

LAVORO- Il tasso di disoccupazione, annuncia Conte, ”tenderà ancora a scendere, attestandosi ragionevolmente tra l’8% e il 7%” entro il 2021. “Una cosa importante è che ci sarà l’abbassamento dell’Ires per le aziende che assumono” sottolinea il vicepremier Di Maio. Il piano di investimenti che accompagnerà il Def, aggiunge, “è importantissimo, aiuterà soprattutto le imprese”.

STOP FORNERO E FLAT TAX- Slitta la riforma della legge Fornero sulle pensioni voluta dal governo giallo verde. La quota 100 partirà da aprile 2019, portando le risorse necessarie per realizzare la misura -e fissate la settimana scorsa a 8 miliardi- a 6 miliardi di euro. Ci sono, precisa il vicepremier Matteo Salvini, “tre impegni che mettiamo in pratica: il superamento della Fornero, con la possibilità, non l’obbligo, di andare in pensione, con alcuni anni di anticipo senza penalizzazione, poi la flat tax fissa al 15% per le partite Iva, e poi un piano di assunzione straordinario per 10mila donne e uomini delle forze dell’ordine”. Con la flat tax al 15% per le partite Iva, sottolineano fonti della Lega, nasce una riforma che qualcuno voleva frenare e che invece permetterà a un milione e mezzo di partite Iva di risparmiare 10 mila euro all’anno.

TRASMISSIONE TELEMATICA SCONTRINI – Come misura anti-evasione ci sarà la trasmissione telematica degli scontrini fiscali. La novità, a quanto apprende l’Adnkronos, punta a recuperare parte delle risorse necessarie per realizzare le misure del governo gialloverde.

CONCESSIONARI – Stiamo lavorando al riammodernamento delle infrastrutture, annuncia Conte. “Il dialogo con i concessionari sarà serrato per invogliarli e costringerli, se ci permettete l’espressione, a un piano ordinario e straordinario molto più serio di quanto è stato fatto negli anni passati”.

NIENTE TAGLIA A SANITA’ – “Non ci saranno, per la prima volta tagli alla sanità, aumenteremo il fondo sanitario nazionale di oltre un miliardo” ha detto la ministra della Sanità, Giulia Grillo. “Stiamo lavorando alla per rimodulare la spesa per le risorse alla sanità”, sottolineando come, conclude, “questo governo abbia deciso che la sanità è una delle priorità su cui investire”.