Acetificio Andrea Milano, asse con Warrant Hub (Tinexta Group) e Wil per la trasformazione digitale

256
in foto Acetificio Andrea Milano (foto da YouTube)

Lo storico Acetificio Andrea Milano, fondato a Napoli da Nicola Milano nel 1889, oggi vanta tre siti produttivi, due all’ombra del Vesuvio e uno a Modena, dove si lavorano – oltre ai tradizionali condimenti e glasse – anche aceti da bere e una linea di detergenti domestici. L’impresa confeziona oltre 15 milioni di bottiglie di aceto all’anno ed esporta in 60 Paesi nel mondo, per un fatturato 2020 di 13 milioni di Euro. Alla guida dell’azienda, dal 2015, sono i fratelli Fabio e Marcello, quinta generazione della famiglia Milano: “Gestiamo un’attività resa florida, in ben oltre un secolo, dai nostri predecessori e siamo fortemente determinati a farla crescere ancora – racconta Fabio Milano – I nostri obiettivi sono ambiziosi e, per raggiungerli, l’unica strada è puntare sempre sulla qualità storicamente garantita ai nostri clienti. Ecco perché abbiamo scelto di intervenire sui processi produttivi per renderli più veloci, precisi ed efficienti”.

La ricetta della crescita: quando il partner è l’ingrediente giusto
Sul finire del 2019, l’Acetificio Andrea Milano decide infatti di intraprendere un percorso di innovazione aziendale. Da qui, la scelta di affidarsi a Warrant Hub (Tinexta Group), società leader nella consulenza alle imprese per operazioni di finanza agevolata e, tramite la controllata Warrant Innovation Lab (WIL), esperta anche nei progetti di trasformazione digitale.
“Conoscevamo molto bene Warrant Hub perché già da tempo ci stava offrendo consulenza su varie agevolazioni – spiega Fabio Milano – Volendo avviare contemporaneamente anche un percorso di innovazione 4.0, abbiamo ritenuto fosse il partner perfetto: un unico consulente in grado di supportarci sinergicamente su più fronti”.
Viene avviato così un piano triennale di innovazione aziendale, che si sviluppa da subito secondo due linee di intervento distinte ma complementari: la progressiva dematerializzazione delle procedure interne legate alla produzione e, al contempo, la sostituzione di macchine ormai obsolete con altrettante nuove, interconnesse, più performanti e, soprattutto, rispondenti ai requisiti di industria 4.0 e quindi pienamente ammortizzabili con l’iperammortamento 4.0.

La qualità prima di tutto
Eliminare le inefficienze legate alla gestione dei processi cartacei è la priorità, per Fabio Milano: “Il 2020, con la pandemia e la conseguente limitazione agli spostamenti di tutti, ha messo ancor più in evidenza l’urgenza di accelerare sulla digitalizzazione vista la difficoltà di gestire tre siti produttivi contemporaneamente e senza poter essere sul posto. Lo scambio di informazioni avveniva in modo dispersivo, con tempi eccessivi, repliche inutili e ampi margini di errore. Come nel caso degli ordini per l’estero: le etichette in distinta, sembrando talvolta uguali, possono indurre in errori di trascrizione che si trascinano fino al completamento della vendita, con il prodotto che rischia di non corrispondere a quanto effettivamente richiesto dal cliente… L’introduzione di codici a barre e lettori ottici nonché la dotazione di tablet ai nostri addetti ci hanno, invece, permesso il trasferimento rapido e corretto delle informazioni, per una procedura decisamente più snella, veloce e sicura”.
Gli esempi possono moltiplicarsi ed estendersi ai più svariati aspetti della produzione: dal rilevamento delle performance delle macchine, alla gestione dei tempi di riparazione e intervento, fino all’analisi dei costi annessi. E i benefici della digitalizzazione dei processi, grazie alla capacità dei consulenti Warrant Innovation Lab di identificare le migliori soluzioni software sul mercato, saranno ancora più evidenti e determinanti nel campo del controllo qualità. “È il nostro fiore all’occhiello, che merita la massima dedizione e cura. Puntiamo ad automatizzare completamente i nostri due laboratori di analisi entro il 2022, così da immettere a sistema sempre più dati, in tempo reale e in diverse fasi della lavorazione: il report finale indicherà non solo il lotto di tappo e bottiglia, ma anche la dettagliata analisi chimica del nostro eccellente aceto” spiega Milano.

Confezionamento 4.0: basta un …soffio.
Sul fronte Industria 4.0, gli interventi suggeriti da Warrant Innovation Lab si concentrano inizialmente sulla linea di confezionamento dello stabilimento di Acerra (NA), che termina la sua completa digitalizzazione a marzo 2021. Il primo investimento riguarda l’acquisto di una soffiatrice.
“L’aceto sul mercato italiano viene commercializzato principalmente in bottiglie in PET – puntualizza Fabio Milano – Fino a dicembre dell’anno scorso, come praticamente tutti, acquistavamo da terzi le confezioni in plastica e le autotrasportavamo fino al nostro stabilimento: un enorme spreco di tempo e denaro su gomma!”
Con l’introduzione della soffiatrice 4.0, interconnessa a tutte le altre macchine della linea di confezionamento, gli operatori del sito di Acerra ora si limitano ad inserire una pastiglia di plastica, dando il via alla realizzazione, in tempi brevissimi, di un pallet di bottiglie già riempite d’aceto e pronte per lo stoccaggio.
“Soffiata direttamente sul posto, la bottiglia viene infatti automaticamente riempita, etichettata, inscatolata e posizionata su un pallet. Ma non solo: tutte le macchine ‘dialogano’ in tempo reale, fornendo contemporaneamente informazioni all’intero sistema. Una garanzia non solo di massima efficienza, ma anche d’incremento produttivo”.

Chi ha tradizione guarda sempre avanti
Grazie alla trasformazione della linea di confezionamento di Acerra, l’acetifico è in grado di produrre 7 mila bottiglie all’ora rispetto alle 2 mila precedenti. E, con la digitalizzazione a breve anche di una seconda linea, i benefici in termini di risparmio e produttività per l’Acetificio Andrea Milano saranno quantificabili in circa 200 mila euro l’anno.
“È un risultato che ci rende molto orgogliosi e che non avremmo ottenuto senza il supporto di Warrant Hub e la preziosa collaborazione dei consulenti di Warrant Innovation Lab: a fronte di un investimento già effettuato di circa 1 milione di Euro, riusciremo ad ammortizzarne il 40% con l’iperammortamento 4.0, mentre altri 700 mila Euro beneficeranno del credito di imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, il cosiddetto credito imposta sud. Senza dimenticare il Voucher Innovation Manager che ci ha permesso di avviare l’intero percorso di innovazione. Ma non ci fermiamo qua: sempre con il supporto di Warrant Hub e Warrant Innovation Lab, procederemo alla sostituzione di ulteriori macchine e alla digitalizzazione di tutte le sei nostre linee produttive”, conclude Fabio Milano.