Achille e la tartaruga
Questione di civiltà

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Per quanto Achille si metta a correre non raggiungerà mai la tartaruga. E per quanto il Paese voglia agguantare la crisi non riuscirà mai a superarla.Almeno, non fino a quando sarà chiaro a tutti che all’interno degli schemi e delle Per quanto Achille si metta a correre non raggiungerà mai la tartaruga. E per quanto il Paese voglia agguantare la crisi non riuscirà mai a superarla.Almeno, non fino a quando sarà chiaro a tutti che all’interno degli schemi e delle categorie correnti nessuna velocità sarà compatibile con il bisogno. Le riforme sono importanti, certo. Indispensabili. Ma largamente insufficienti ad annullare l’incantesimo che impedisce di cogliere gli obiettivi che di volta in volta sono indicati. E così le riforme seguono alle riforme con il risultato che tutto resta nei fatti uguale a prima e cioè incapace di risolvere i problemi. E allora? E allora occorre cambiare il piano di gioco. Modificare mentalità e comportamenti. Comprendere finalmente che bisogna abbandonare privilegi non più giustificati. Rassegnarsi ad accettare il principio di responsabilità per quale dobbiamo rispondere delle nostre azioni e dei risultati che riusciamo a conseguire. Soprattutto, dobbiamo riconoscere che gran parte del disastro nazionale deriva dalla somma delle scostumatezze individuali: grandi e piccoli abusi, quasi sempre compiuti nel segno della legge, che funzionano come le classiche noci nel sacco. Se una non dà fastidio, tante producono un rumore insopportabile. Di troppe noci è fatto il sacco che si frappone tra le buone intenzioni e le buone pratiche. La piccola e in apparenza innocente forzatura di ciascuno (esempio: a chi faccio male se mi do ammalato per un giorno?) moltiplicata per mille e centomila e milioni di volte si trasforma in un macigno insormontabile lungo il cammino della virtù. Se non si rifondano le coscienze personali la cui somma conduce a quella collettiva ogni sforzo di rinnovamento sarà vano. Quando con egoismo facciamo vincere il nostro specifico interesse condanniamo alla sconfitta il vantaggio di tutti. E costruiamo quell’ambiente ostile che suggerisce ai giovani che possono di cambiare aria. Non vanno gli investimenti dove la gente vive male. L’attrazione è un principio generale che vale per uomini e cose. E per affermarlo non servono grandi capitali ma civiltà.