“Acqua e ossigeno ad Alfie”

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(AdnKronos) – A 10 ore dal distacco dal respiratore, Alfie Evans respira da solo. Dopo che l’Alta corte britannica ha respinto l’ultimo appello dei legali dei genitori, ieri sera il respiratore che teneva in vita il piccolo è stato staccato e questa mattina presto gli sono stati concessi acqua e ossigeno. A riferirlo è l’associazione umanitaria Steadfast onlus, che sta seguendo la vicenda del piccolo ricoverato all’Alder Hey Children’s Hospital di Liverpool. I medici sono “esterrefatti” in quanto pensavano sarebbe morto in pochi minuti.

Alfie, al centro di un’aspra battaglia legale, ha 23 mesi ed è affetto da una malattia neurodegenerativa. Ieri l’Italia gli ha concesso la cittadinanza in un tentativo di trasferirlo al Bambin Gesù.

La spina, dunque, è stata staccata ieri sera. Ma non si fermano i tentativi messi in campo, da più parti, per salvare Alfie e cercare di trasferirlo in un ospedale italiano, dopo che gli è stata concessa la cittadinanza nel nostro Paese. L’associazione dice di essere “in contatto con la Farnesina e tutta la diplomazia italiana si sta muovendo. Gli avvocati sono tutti al lavoro”. Al bimbo, al momento, non è stato permesso di “venire in Italia perché poteva morire nel viaggio”.

Durante la notte, i genitori lo hanno “aiutato con la respirazione bocca a bocca”. Dopo che gli era stato staccato il respiratore da qualche ora, il bimbo ha avuto una crisi, ma – riferisce l’associazione – i medici dell’ospedale si sono rifiutati di dargli l’ossigeno, come prevede il protocollo in corso. Ma il piccolo è un guerriero. E alla fine, da Liverpool arriva una buona notizia: “Alfie è stabile, ha un buon colorito e sta vicino alla sua mamma”. Al momento del distacco del respiratore, ieri sera, ci sarebbero stati 30 poliziotti nella stanza del bimbo in ospedale.

“Mi sono sentito benedetto quando gli hanno confermato acqua e ossigeno”. Alfie “sta ancora respirando da solo, lo ha fatto per 9 ore, ma il suo corpo è ossigenato”. Sono le parole di Thomas Evans, il papà del piccolo di 23 mesi. “Per 9 ore Alfie ha respirato da solo. E’ arrivato un momento in cui Kate”, la mamma, “si è proprio addormentata accanto a lui – ha raccontato stamattina il padre del bambino al programma tv ‘Good Morning Britain’ – Stiamo controllando i suoi livelli. Il suo livello di ossigeno è inferiore a 70 perché sta faticando”.

Evans ha anche ripercorso il momento in cui la situazione si è sbloccata: “Mi sono messo a sedere con i medici e ho detto che questo stava diventando un crimine. Affamarlo di cibo e idratazione, potenzialmente di ossigeno. Così mi sono seduto con i dottori. Abbiamo avuto un incontro di circa 40 minuti e hanno detto di sapere che ho ragione e avevo sempre avuto ragione. Non sta nemmeno soffrendo”.

Il Papa è intervenuto nuovamente sulla vicenda. In un tweet di ieri sera, il Pontefice, che la settimana scorsa ha ricevuto il padre del piccolo in Vaticano e ha chiesto all’ospedale vaticano Bambino Gesù di fare l’impossibile per portare il bimbo in Vaticano, ha scritto: “Commosso per le preghiere e la vasta solidarietà in favore del piccolo Alfie Evans, rinnovo il mio appello perché venga ascoltata la sofferenza dei suoi genitori e venga esaudito il loro desiderio di tentare nuove possibilità di trattamento”.