Addio a Ezio Bosso, il pianista che ha commosso l’Italia. Diresse anche il San Carlo. Il cordoglio di de Magistris

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in foto Ezio Bosso mentre dirige l'orchestra del teatro San Carlo

Lo scorso anno abbandonò le scene. “Non posso più suonare” disse. La malattia aveva colpito duro concludendo il suo percorso prima della sua fine avvenuta oggi a Bologna dopo l’improvviso aggravamento delle sue condizioni di salute. Direttore d’orchestra, compositore e pianista, Enzo Bosso era nato a Torino il 13 settembre 1971 avvicinandosi alla musica all’età di quattro anni, grazie a una prozia pianista e al fratello musicista. A 16 anni esordì come solista in Francia cominciando a girare le orchestre europee. Il compositore aveva trovato la popolarità quando nel 2016 fu invitato da Carlo Conti come ospite d’onore al Festival di Sanremo. Sul palco dell’Ariston Bosso eseguì “Following a Bird”, composizione contenuta nell’album “The 12th Room”, Grazie a quell’apparizione il suo nome e la sua arte sono diventate note al grande pubblico che da quel momento cominciò a seguirlo negli anni. Ezio Bosso conviveva dal 2011 con una malattia neurodegenerativa che gli fu diagnosticata dopo l’intervento per un cancro al cervello, sempre nello stesso anno. Da principio la patologia fu identificata come la SLA, sclerosi laterale amiotrofica prima di palesarsi come una malattia autoimmune i cui effetti sono identici a quelli della sclerosi laterale. Colpite sono le cellule cerebrali responsabili del controllo dei movimenti che conducono alla paralisi della muscolatura volontaria, la perdita di forza negli arti e dei muscoli adibiti a funzioni vitali come la respirazione e la deglutizione. Le patologie non gli impediscono inizialmente di continuare a suonare, comporre e dirigere. Negli anni novanta partecipa a numerosi concerti sulla scena internazionale: Royal Festival Hall, Southbank Centre, Sydney Opera House, Palacio de Bellas Artes di Città del Messico, Teatro Colón di Buenos Aires, Carnegie Hall, Teatro Regio di Torino, Houston Symphony, Auditorium Parco della Musica di Roma, nei quali si esibisce sia come solista sia come direttore o in formazioni da camera. Tiene corsi in Giappone e a Parigi. Ha diretto, tra le altre orchestre: London Symphony, London Strings, Orchestra del Teatro Regio di Torino, Filarmonica ‘900 e Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra da Camera di Mantova, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna. Oltre alle opere Bosso si occupa anche di musica da film, lavorando con Gabriele Salvatores per cui compone le colonne sonore di Io non ho paura, Quo vadis, baby? e del recente Il ragazzo invisibile. Vive tra Londra, Bologna e Torino. L’ultimo lavoro è stato “Grazie Claudio”, un omaggio a Claudio Abbado a cinque anni dalla scomparsa, quando chiamò a raccolta cinquanta musicisti delle migliori orchestre di tutto il mondo per unirsi all’European Union Youth Orchestra e agli amici della Europa Philharmonic Orchestra fondata da lui stesso, per ricordare uno degli artisti italiani più prestigiosi al mondo.