Addio a Hakim Bey, il filosofo anarchico che teorizzò le Taz, Zone Temporaneamente Autonome

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in foto Hakim Bey (da youtube)

E’ morto domenica 22 maggio (ma la notizia è stata divulgata solo dopo qualche giorno) all’età di 77 anni Hakim Bey. Filosofo, anarchico, saggista, poeta e scrittore statunitense, Bey (il cuo vero nome era Peter Lamborn Wilson) è conosciuto principalmente come primo propositore del concetto delle Zone Temporaneamente Autonome (TAZ), basate sulla rivisitazione storica delle Utopie Pirata. Il suo pseudonimo, è una combinazione della parola araba che significa “Uomo Saggio” e di un cognome comune nel “Tempio della scienza Moresca”. Bey è in Turchia un termine generico per un gentiluomo, generalmente usato dopo un nome e, in questo caso “Hakim” significherebbe “Giudice”).

Bey, si legge su Wikipedia, ha passato due anni tra India, Pakistan e Afghanistan e sette anni in Iran (dove fu iscritto all’Accademia Iraniana Imperiale di Filosofia, fondata e diretta da Seyyed Hossein Nasr), che lasciò durante la Rivoluzione islamica. Nel 1980 le sue idee evolsero dal guenonismo neo-tradizionalista a una sintesi di anarchismo e situazionismo con mescolanze di sufismo e neopaganesimo. Descrive la sua ideologia come anarchismo ontologico o immediatismo. In passato ha lavorato con il progetto no-profit Autonomedia a Brooklyn.

In aggiunta ai suoi scritti sull’anarchismo e le Zone Temporaneamente Autonome, Wilson ha dedicato i suoi saggi a diversi argomenti, come le tradizioni dei Tong, Charles Fourier, Gabriele D’Annunzio, le connessioni tra il sufismo e le antiche usanze celtiche[senza fonte], la pederastia nella tradizione Sufi, la tecnologia e il luddismo, e l’uso dell’Amanita muscaria nell’Irlanda antica.

I testi poetici di Hakim Bey e le poesie sono apparse in Panm Panthology One, Two e Three, Ganymede, Exquisite Corpse, vari libri in brossura Acolyte Reader e il NAMBLA Bulletin[1]; per aver sostenuto quest’ultima organizzazione, il cui obiettivo era di legalizzare la pedofilia e la pederastia[2][3], Bey è stato fortemente attaccato da numerosi altri anarchici[4].

Alcune di queste poesie, inclusa la serie Sandburg, sono raccolte nell’inedito DogStar. In italiano alcune traduzioni delle sue opere sono state pubblicate dal 1977 al 1983 sulla rivista Conoscenza Religiosa, fondata e diretta da Elémire Zolla[5].

Le sue traduzioni includono un volume delle poesie di Abu Nuwas, O Tribe That Loves Boys. Ha anche pubblicato un romanzo, The Chronicles of Qamar: Crowstone.

Wilson è un personaggio controverso nell’ambiente anarchico. Alcuni anarchici sociali giudicano le sue idee come vicine all’anarco-individualismo, per via del suo atteggiamento apolitico e interessato a mantenere uno stile di vita anarchico, ovvero un anarchismo rinchiuso in piccole comunità o piccoli gruppi di singoli, castrato della sua forza di cambiamento sociale. Molti anarchici atei e materialisti disapprovano le sue tendenze al misticismo, occultismo e all’irrazionalismo che si ritrovano all’interno delle proprie opere. È stato inoltre attaccato da altri anarchici per la sua difesa della pederastia. Tra i critici più duri nei confronti di Bey vi è stato Murray Bookchin, che a suo tempo lo accantonò a John Zerzan[6] nel saggio Social Anarchism or Lifestyle Anarchism: An Unbridgeable Chasm per il suo atteggiamento mistico-occultista e individualista[7]. La sua opera letteraria viene considerata nell’ambiente anarchico se non altro per avere aperto nuovi dibattiti teorici, soprattutto nel recupero della teoria del caos e nel concetto di TAZ.