Addio a Pietro Forquet. Napoletano, fu campione del mondo di bridge

457
in foto Pietro Forquet

Addio a Pietro Forquet, ex campione d’italia e del mondo di bridge. A dare notizia della morte del grande bridgista napoletano è il sito Bridge d’Italia  “La stella del Blue Team – ricorda il sito – ha fatto trepidare generazioni di appassionati di Bridge, portando all’Italia il vanto di 20 medaglie d’oro internazionali in un intervallo di tempo di appena un quarto di secolo, fra il 1951 e il 1974. Era già, però, ormai da anni lontano dal tavolo verde, dal mondo del Bridge che lo aveva incoronato Campione d’Italia, d’Europa e del Mondo, eroe delle 13 carte, Maestro della dichiarazione. L’avversario più atroce e onnipotente, quello impossibile da sconfiggere, Pietro non l’ha affrontato certamente nel Bridge, né tantomeno questa notte. Lo aveva già incontrato quasi sette anni fa, con la morte prematura di Fabrizio, il suo secondo figlio. Da quel momento, tutto è passato in secondo piano. Le imprese fatte di slam dichiarati in smoking (era quella, ai tempi, la “maglia” del Blue Team), di trofei sollevati da Venezia a Guarujà, sono diventati parte di un’altra vita, testimoniata dai libri, dai giornali, da chi ha assistito in prima persona a quegli incontri, nonché dal settimo posto che Pietro ancora occupa nella classifica assoluta del Bridge mondiale”. “Pietro – si legge ancora su Bridge d’Italia – aveva imparato il nostro sport da ragazzino, dalla sua mamma. È stato reclutato nel Blue team nel 1956, con Avarelli, Belladonna, Chiaradia, D’Alelio e Siniscalco, che divenne il suo compagno. Quando quest’ultimo decise di lasciare il Bridge per dedicarsi alla sua professione, Forquet iniziò a giocare con Garozzo. I due hanno formato una delle coppie più forti in assoluto, vincendo sette volte la Bermuda Bowl tra il 1961 e il 1969″.
Pietro svolgeva anche la professione di direttore di banca…Anche i giornalisti erano colpiti dalla fenomenale resistenza e compostezza di Pietro. In un articolo di Sports Illustrated del 1963, si legge: “Forquet ha 38 anni, è soave, bello, ben vestito, intelligente, sveglio […]. Ha giocato praticamente tutte le 27 sessioni di gara, una straordinaria prova di resistenza, mentre tutti gli altri erano sfiniti. […] In particolare, dopo un match estenuante contro la Francia finito alle tre del mattino, i due giocatori francesi si trascinavano stravolti nella lobby dell’hotel, con le cravatte allentate e i capelli scompigliati. Anche Chiaradia sembrava molto stanco. […] Poi è arrivato Forquet. La sua giacca ancora immacolata. Aveva quattro dita nella tasca del cappotto, il pollice all’insù. Con l’altra mano reggeva una sigaretta, con fare sereno, sicuro e sorridente. Camminava con passo leggero e deciso, sembrava pronto per andare a trascorrere una serata mondana…”. “La Federazione Italiana Gioco Bridge . si conclude il ricordo -, con tutti i Suoi tesserati, si inchina alla memoria del Campione Azzurro e si stringe intorno alla famiglia di Pietro Forquet”.