È morto all’età di 97 anni Roberto Costanzo, storico esponente della Democrazia Cristiana e protagonista per decenni della vita politica e istituzionale del Sannio. Costanzo si è spento a San Marco dei Cavoti, il paese del Beneventano nel quale era nato e al quale era rimasto profondamente legato. È stato il primo assessore all’Agricoltura della Regione Campania, parlamentare europeo, presidente della Camera di Commercio di Benevento e dirigente ai vertici di Coldiretti.
Con la nascita delle Regioni a statuto ordinario, nel 1970, entrò nella prima Giunta regionale della Campania, assumendo l’incarico di assessore regionale all’Agricoltura. Successivamente venne eletto al Parlamento europeo nelle liste della Democrazia Cristiana. Dal 1991 al 2004 guidò la Camera di Commercio di Benevento, mentre il suo impegno nel mondo agricolo lo portò a ricoprire incarichi di vertice in Coldiretti.
Costanzo è stato anche una delle figure storiche della Coldiretti. Secondo il presidente della Provincia di Benevento Nino Lombardi, fu protagonista della battaglia dei coltivatori diretti per il riconoscimento della dignità del lavoro nei campi e per il riscatto del mondo rurale. Lombardi ne ha ricordato l’impegno per l’emancipazione delle classi sociali più deboli e per lo sviluppo delle aree interne meridionali, sottolineando come la sua attività nelle istituzioni abbia attraversato Provincia di Benevento, Regione Campania, Parlamento europeo e Camera di Commercio.
Il Sannio e la battaglia per le aree interne
Il tema delle aree interne è rimasto al centro dell’attività di Costanzo anche dopo il ritiro dagli incarichi istituzionali. Da pensionato ha continuato a partecipare a convegni, scrivere articoli e pubblicare libri, mantenendo vivo il confronto sui problemi e sulle prospettive del Mezzogiorno.
Tra i suoi lavori più significativi figura “La Campania non finisce a Capodichino”, volume che, come ha ricordato il sindaco di Benevento Clemente Mastella, rappresentò un riferimento nel dibattito sulla necessità di una riscossa delle aree interne e sul rapporto, spesso conflittuale, con le zone costiere e metropolitane.
Mastella ha ricordato Costanzo come “un grande protagonista della politica sannita del Secondo Dopoguerra”, sottolineandone la conoscenza dell’agricoltura e la capacità di comprendere l’evoluzione del settore primario e la necessità per il Sannio di non perdere ulteriori occasioni di sviluppo. Tra i due, ha spiegato il sindaco, il rapporto era rimasto franco e sincero nonostante le diverse vicende politiche.
La sua ultima pubblicazione risale allo scorso anno: “50 anni di Democrazia Cristiana nel Sannio”, un libro nel quale Costanzo aveva ripercorso la storia politica di una stagione che aveva vissuto direttamente e da protagonista.
Il ricordo di Rotondi: Era il decano dei democristiani
Alla notizia della scomparsa è arrivato anche il ricordo di Gianfranco Rotondi, che ha definito Costanzo “decano dei democristiani”. Rotondi ha ricordato il suo percorso da parlamentare europeo e assessore regionale della Campania, ma anche il ruolo svolto nella Direzione nazionale della Democrazia Cristiana in quota dorotea.
“Era il più anziano dirigente della Dc ancora in vita”, ha sottolineato Rotondi, definendolo una “memoria storica e politica preziosa” della comunità democristiana. Ha inoltre ricordato di averlo avuto al suo fianco, con un comizio, nell’ultima campagna elettorale regionale campana, quando Costanzo volle sostenere la Dc.
Per Rotondi, Costanzo ha mantenuto fino all’ultimo la promessa di restare al fianco della sua comunità politica, continuando a offrire “passione, esperienza e spirito democristiano”.
Domani i funerali, lutto cittadino a San Marco dei Cavoti
A San Marco dei Cavoti è stato proclamato per domani il lutto cittadino in occasione dei funerali. L’ordinanza è stata firmata dal sindaco Angelo Marino. Le esequie si svolgeranno alle 9.30 nella Chiesa Madre San Marco Evangelista.
Per l’intera giornata è stata inoltre disposta l’esposizione delle bandiere a mezz’asta sul palazzo municipale.
Con la morte di Costanzo, il Sannio perde una delle figure che ne hanno accompagnato più a lungo la storia politica, istituzionale ed economica del secondo Novecento e degli anni successivi. Una presenza che, anche dopo la fine degli incarichi pubblici, non aveva smesso di intervenire nel dibattito sui territori e sul futuro delle aree interne.





































