Addio a Valentino, l’ultima icona della moda italiana

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Il mondo della moda dice addio a Valentino Ludovico Clemente Garavani, conosciuto universalmente come Valentino, scomparso all’età di 93 anni. Nato a Voghera l’11 maggio 1932, Valentino è stato uno dei più grandi stilisti della storia, simbolo assoluto di eleganza, lusso e stile italiano nel mondo.

Fin da giovanissimo mostra una naturale inclinazione per la moda e la creatività sartoriale, ispirato dalla stilista vogherese Ernestina Salvadeo. Dopo gli studi di figurino a Milano, approfondisce il francese alla Berlitz School e si trasferisce a Parigi, dove studia all’École de la Chambre Syndicale de la Couture, fucina dei più grandi couturier internazionali.


Gli esordi a Parigi e il ritorno in Italia

Negli anni Cinquanta Valentino si fa notare partecipando a importanti concorsi e lavora come collaboratore nelle maison di Jean Dessès e Guy Laroche. Rientrato in Italia, si stabilisce a Roma, dove diventa allievo di Emilio Schuberth e collabora con l’atelier di Vincenzo Ferdinandi.

Nel 1957 fonda la maison Valentino, inizialmente insieme ad alcuni soci, tra cui il padre. Le difficoltà economiche e gli elevati costi di gestione rischiano però di portare l’azienda al fallimento. La svolta arriva con l’ingresso nella società di Giancarlo Giammetti, compagno di vita e di lavoro dello stilista, che si occupa della gestione finanziaria permettendo a Valentino di dedicarsi esclusivamente alla creatività.


Il successo internazionale e la consacrazione

Nel 1959 apre l’atelier in via dei Condotti a Roma e nel 1962 arriva il trionfo definitivo con la prima collezione presentata a Pitti Moda Firenze. Da quel momento Valentino diventa uno degli stilisti più celebri e apprezzati al mondo. Le due pagine che Vogue Francia gli dedica sanciscono la sua consacrazione tra i grandi della moda internazionale.

Nel 1967 riceve il Premio Neiman Marcus a Dallas, considerato l’Oscar della moda. Nello stesso anno disegna le divise per la TWA e presenta la prima collezione Valentino Uomo. Nel 1968 nasce la celebre “V”, logo iconico del brand, e firma l’abito da sposa per le nozze di Jacqueline Kennedy con Aristotele Onassis.


L’impero e gli anni d’oro

Tra gli anni Settanta e Ottanta Valentino costruisce un vero e proprio impero globale: apre atelier e boutique a Parigi, New York, Tokyo, Ginevra, Losanna, vestendo le donne più famose del mondo. Nascono nuove linee, profumi iconici e collaborazioni industriali che rendono il marchio uno dei più riconosciuti del lusso internazionale.

Negli anni Ottanta affida la produzione di diverse linee alla Italiana Manifatture dei fratelli Castelletti, mentre nel 1990, insieme a Giammetti, fonda l’associazione L.I.F.E., impegnata nella lotta all’Aids, dimostrando una forte sensibilità sociale.


Onorificenze e riconoscimenti

La carriera di Valentino è costellata di prestigiosi riconoscimenti:

  • Grand’Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (1985)

  • Cavaliere di Gran Croce (1986)

  • Cavaliere del Lavoro (1996)

  • Legion d’Onore francese (2006)

Nel 1998 il marchio viene venduto alla casa tedesca HDP e successivamente acquisito dal Gruppo Marzotto nel 2002.


L’eredità creativa

Nel 2007 Valentino celebra i 45 anni della maison con uno spettacolo monumentale al Tempio di Venere, nel Foro Romano. Pochi mesi dopo, il 4 settembre 2007, annuncia ufficialmente il suo ritiro dalla moda. La sua figura e gli ultimi anni di attività sono raccontati nel documentario “Valentino: The Last Emperor”, diretto da Matt Tyrnauer.

Il logo con la celebre V, diventato simbolo universale di fascino ed eleganza, è stato celebrato nel volume “Valentino Garavani VLogo Signature Uncensored Project”, a testimonianza di un’eredità culturale che va oltre la moda.


Un’eredità immortale

Con la scomparsa di Valentino Garavani se ne va l’ultimo imperatore della moda italiana, ma resta un patrimonio creativo senza tempo. Il suo stile, fatto di linee pure, rosso iconico e raffinatezza assoluta, continuerà a ispirare generazioni di designer e amanti della moda in tutto il mondo.