Addio al pittore Vittorio Matino, tra i più noti esponenti italiani dell’astrattismo

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in foto Vittorio e Nathalie Matino

L’artista Vittorio Matino, uno dei più noti esponenti italiani dell’astrattismo, che ha fatto del colore, inteso come pura energia luminosa l’elemento centrale della sua pittura, è morto a Nizza all’età di 79 anni. L’annuncio della scomparsa, avvenuta il 17 agosto, è stato dato dalla moglie Nathalie Vernizzi, curatrice della monografia dedicata al marito, semplicemente intitolata “Matino”, pubblicata da Silvana Editoriale in occasione delle mostre del pittore del 2007 alla Galerie Sapone a Nizza, alla Sundaram Tagore Gallery a New York e alla Folini Arte Contemporanea a Chiasso: il volume riassume con dovizia di illustrazioni, di apparati critici, e bio-documentari 40 anni di lavoro. Nato a Tirana nel 1943, dove il padre militare risiede con la famiglia, Vittorio Matino si trasferisce a Schio, nel Veneto, col precipitare della situazione politica in Albania. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna, negli anni ’60 si trasferisce a Milano e si dedica interamente alla pittura, dopo un periodo trascorso come insegnante di architettura e disegno tecnico. Risalgono all’inizio degli anni Sessanta i suoi esordi pittorici. Da una pittura espressionista a tema sociale, Matino passa progressivamente all’astrattismo, impegnandosi nella difesa di questa corrente artistica molto marginalizzata dalla critica italiana. Sue esposizioni si sono tenute in Italia, in Europa – soprattutto in Francia, dove trascorre lunghi periodi – e in America, dove, dal 2002, ha esposto regolarmente a New York. Traspare dalle più recenti opere di Vittorio Matino un fermo antideologismo. Le sue opere si trovano in musei e collezioni private, tra cui il Museo del Novecento di Milano e Fondazione Prada.