Addio Maurizio Giammusso, giornalista, scrittore e grande studioso di Eduardo

in foto Maurizio Giammusso

È morto a 74 anni Maurizio Giammusso, giornalista, scrittore e sceneggiatore, a lungo tra le firme più autorevoli della redazione Cultura e Spettacoli dell’Ansa. È stato colto da un malore mentre nuotava a Capalbio. Nato a Roma il 17 ottobre 1951, lascia la moglie Anna e la figlia Daniela.

Giammusso ha lavorato all’Ansa fino al 2010, diventando negli anni un punto di riferimento per il giornalismo culturale italiano. Il teatro era la sua grande passione, raccontato prima attraverso la cronaca e poi attraverso l’analisi del critico. Una passione coltivata sulle pagine dell’agenzia, sui giornali e in particolare sul Corriere della Sera, e negli ultimi anni anche sul web e sull’HuffPost.

Ma il suo rapporto con il teatro andava ben oltre il mestiere giornalistico. Giammusso ha dedicato alla scena mostre, libri, programmi televisivi e testi destinati a essere rappresentati. Una produzione caratterizzata da rigore, eleganza e capacità di leggere gli artisti e il loro tempo, restituendoli al pubblico con una scrittura capace di unire documentazione e racconto.

La lunga ricerca su Eduardo

Tra gli autori ai quali si è dedicato con maggiore continuità c’era Eduardo De Filippo, al quale Giammusso dedicò diverse pubblicazioni e una lunga ricerca costruita anche attraverso materiali inediti.

Il libro più noto è Vita di Eduardo, pubblicato da Mondadori nel 1993 e diventato rapidamente un punto di riferimento per la conoscenza dell’attore e drammaturgo napoletano. Il volume, più volte ristampato e successivamente ripubblicato da altri editori, è tornato in libreria anche per Minimum Fax in occasione del venticinquesimo anniversario della morte di Eduardo.

Giammusso vi costruì un ritratto ampio e documentato di quello che considerava, in qualche modo, l’incarnazione stessa del teatro. Per farlo utilizzò le fonti disponibili e soprattutto le carte private conservate dalla famiglia: dalle lettere scritte da Eduardo bambino ai carteggi, talvolta affettuosi e talvolta conflittuali, con Luigi Pirandello, Armando Curcio, Totò, Anna Magnani, Paolo Grassi, Laurence Olivier e Franco Zeffirelli, tra gli altri.

Ne nacque un racconto nel quale storia e memoria, arte e affari, affetti e contrasti si intrecciano, restituendo non soltanto la figura pubblica di Eduardo ma anche il mondo umano e professionale nel quale si formò e lavorò.

Dal libro al palcoscenico

Il lavoro su Eduardo torna oggi sulle scene grazie a Sergio Rubini, che ha portato a teatro I fratelli De Filippo, spettacolo dedicato a Eduardo, Titina e Peppino e tratto proprio da Vita di Eduardo di Maurizio Giammusso, nell’edizione Minimum Fax.

Lo spettacolo, firmato da Sergio Rubini, Carla Cavalluzzi e Angelo Pasquini, ha debuttato il 5 e 6 luglio al Mercadante di Napoli, nell’ambito del Campania Teatro Festival. Dalla ripresa autunnale sarà in tournée in diverse città italiane.

È una coincidenza che assume, alla luce della scomparsa di Giammusso, un significato particolare: il suo lavoro su Eduardo continuerà a vivere proprio attraverso il teatro che ha raccontato per tutta la vita e che tanto amava.

Libri, teatro e cultura

Quella su Eduardo è soltanto una parte della produzione di Giammusso. Tra le sue pubblicazioni figurano La fabbrica degli attori. L’Accademia nazionale d’arte drammatica: storia di cinquant’anni (1988), Eliseo un teatro e i suoi protagonisti, scritto con Giuliana Poggiani (1989), Eduardo da Napoli al mondo (1994), Il Dante di Gassman (1994), Il teatro di Genova: una biografia (2001), Vita di Rossellini (2004) e Per Ecuba! Frammenti di un discorso teatrale (2009).

Una bibliografia che racconta bene la vastità dei suoi interessi e il modo in cui Giammusso ha attraversato il mondo dello spettacolo: da giornalista, critico, storico e autore.

Con la sua scomparsa il giornalismo culturale italiano perde una firma che aveva fatto della conoscenza e della ricerca il punto di partenza per raccontare il teatro. E proprio mentre un suo libro torna a vivere sul palcoscenico, la sua voce continuerà a essere presente nelle pagine dedicate agli artisti che ha studiato e raccontato.