Aefi: “Le Fiere generano affari per 60 mld di euro”

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Roma, 6 giu. (Labitalia) – “Le Fiere italiane generano affari per 60 miliardi di euro dando origine al 50% dell’export delle aziende italiane che vi partecipano”. Lo ha detto Ettore Riello, presidente di Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane), nel corso dell’evento ‘La Forza delle Fiere Italiane’, oggi a Roma, realizzato nell’ambito dell’appuntamento con la ‘Giornata mondiale delle Fiere’, nata nel 2016 per iniziativa di ‘Ufi-The Global association for the exhibition industry’ e da subito sostenuta da Aefi. Inoltre, per il 75,3% delle pmi italiane, ha spiegato Riello, le fiere sono uno strumento fondamentale di sviluppo. “Sarebbe riduttivo parlare del ruolo delle fiere nel mondo considerandone solo l’aspetto economico”, ha continuato Riello.

“La valenza del loro operare – ha rimarcato – va ben oltre e contribuisce alla diffusione dei nostri valori, delle nostre eccellenze, della creatività italiana che tutto il mondo ci invidia”. La Giornata mondiale delle Fiere rappresenta anche un’occasione per fare il punto su un comparto solido che offre anche numerose opportunità di carriera. Un comparto in continua evoluzione che, “nonostante qualche situazione di difficoltà, sa innovarsi e innovare, adeguandosi ai cambiamenti del mercato e dei consumatori, cogliendo le opportunità offerte dal mondo digitale per estendere il potenziale dell’evento oltre il momento espositivo”, ha proseguito Riello.

Sempre secondo Ufi, oltre il 70% dei quartieri e organizzatori di manifestazioni sta sviluppando nuove attività proprio per andare incontro a un mercato in continuo cambiamento, anche e soprattutto dal punto di vista geopolitico. “L’escalation del protezionismo rischia di schiacciare la nostra economia, che in questo momento cresce grazie alle vendite all’estero, con manovre che potrebbero pesare per 3 punti sull’export. Basti pensare che solo con l’Iran, con cui siamo stati tra i primi a firmare un protocollo d’intesa, il nostro Paese ha diversi miliardi di export a rischio”, ha affermato Riello.

Per questo, Aefi è sempre più attiva nelle iniziative volte all’internazionalizzazione delle fiere e delle aziende che vi partecipano, con una Commissione dedicata per cogliere le nuove opportunità sul mercato mondiale e adattarsi con flessibilità a un contesto profondamente mutevole. Ma anche con partner istituzionali e di rilievo come l’Agenzia Ice, Sace e Simest, con la convinzione che le fiere rappresentino una grande opportunità di crescita soprattutto in un momento così complesso per il nostro made in Italy, che ha ancora molta strada da fare per vedere concretizzato tutto il suo potenziale.

“Il rapporto dell’Ice -ha affermato Michele Scannavini, presidente dell’Agenzia Ice- con il sistema italiano delle fiere è, e continua ad essere, un asse prioritario della promozione a sostegno dell’internazionalizzazione delle pmi italiane. Nel 2017, l’Ice ha supportato 50 fiere, le più rappresentative del made in Italy nei rispettivi settori, coinvolgendo 5.700 operatori stranieri e realizzando 52.000 incontri b2b. Quest’anno l’obiettivo sarà superare i 6 mila operatori stranieri con un potenziamento del numero di incontri d’affari. Contiamo anche di rafforzare la collaborazione con Aefi e le singole manifestazioni per migliorare la loro visibilità all’estero”.

Dopo il benvenuto di Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di commercio di Roma, sono seguiti gli interventi di Vincenzo De Luca, direttore generale per la promozione del Sistema Paese, ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Fabrizio Lucentini, direttore generale per le politiche di internazionalizzazione e la promozione degli scambi, ministero dello Sviluppo Economico; Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere; Beniamino Quintieri, presidente di Sace; Massimo Goldoni, presidente di Cfi.

I lavori sono proseguiti con la relazione ‘Le fiere italiane come polo di lancio per creatività e talento’, a cura di Giulio Sapelli, ordinario di Storia Economica dell’Università degli studi di Milano, che, partendo da un quadro dello scenario macroeconomico attuale, ha illustrato l’importanza del ruolo delle fiere in un contesto geopolitico in continua evoluzione.

La tavola rotonda ‘Le Fiere: il luogo dove incontrare la creatività italiana’ ha visto invece a confronto i rappresentanti delle Fiere italiane: Franco Boni, presidente di ISFCert e vicepresidente di Aefi, ha sottolineato come la creatività nasca anche da trasparenza e qualità, garantite dalla certificazione dei dati statistici fieristici; Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere, si è focalizzato sulle fiere come volano per le principali filiere industriali italiane; Lorenzo Cagnoni, presidente di Italian Exhibition Group e vicepresidente di Aefi, ha evidenziato la necessità che le istituzioni pongano attenzione a Imu e corretta normativa giuridica, due criticità; Fabrizio Curci, amministratore delegato di Fiera Milano, si è soffermato sullo stretto legame tra fiera e città, intesa come teatro di eventi in grado di promuovere la creatività a livello internazionale. E ancora Claudio Valente, vicepresidente di Veronafiere, ha parlato dell’importanza delle fiere per valorizzare non solo l’economia ma anche la storia e la cultura di un territorio; Pietro Piccinetti, amministratore unico di Fiera Roma, ha enfatizzato il concetto per cui le fiere sono il vero motore di sviluppo dell’export, per questo è importante che vengano supportate anche dal sistema infrastrutturale.

Ha partecipato al dibattito anche Salvatore Rebecchini, presidente di Simest, sul ruolo di Simest a supporto del sistema fieristico. La Giornata mondiale delle Fiere proseguirà nel pomeriggio dedicato a ‘Creatività e talento’: un dialogo con gli operatori esteri – provenienti da Brasile, Eau, India, Russia, Regno Unito, Vietnam – grazie al supporto dell’Agenzia Ice. A seguire un dibattito tra alcuni testimonial sull’importanza delle fiere quale opportunità di far conoscere la creatività italiana. La giornata si conclude con la tavola rotonda ‘Giovani, progettualità e futuro’ che vede a confronto importanti rappresentanti del mondo accademico.