Aerospazio e difesa, Morando incontra le Pmi Missione a Napoli del viceministro

68

  IL GOVERNO RENZI ASCOLTA IL SUD.  E lo ascolta a Napoli e da Napoli. È questo il senso dell’appuntamento con il viceministro all’Economia Enrico Morando, in corso oggi nel capoluogo campano. Una intera giornata di audizioni della società civile organizzata   IL GOVERNO RENZI ASCOLTA IL SUD.  E lo ascolta a Napoli e da Napoli. È questo il senso dell’appuntamento con il viceministro all’Economia Enrico Morando, in corso oggi nel capoluogo campano. Una intera giornata di audizioni della società civile organizzata da Denaro, Qdn e Aerospazio Campania, che reca un titolo inequivocabile: “L’Italia delle riforme riparte dal Mezzogiorno”. Dopo gli incontri della mattina, al Centro congressi della Federico II in Via Partenope, dove Morando si è confrontato col mondo delle Fondazioni meridionali che da qualche tempo lavorano all’ipotesi della costituzione di un Forum per lo sviluppo del Sud (con gli interventi di Adraino Giannola, Umberto Ranieri, Marco Zigon, Gaetano Manfredi, Leonardo Impegno, Andrea Garolla di Bard e Massimo Lo Cicero – segui la cronaca), l’audit prosegue nell’aula magna della Parthenope, in via Acton, con l’ascolto delle imprese e dei consorzi della filiera aeronautica, aerospaziale e del polo della difesa.


Aeroporto, nuovi cluster e più “normalità” Le richieste dei consorzi dell’Aerospazio
Ad aprire il dibattito del pomeriggio è Giuseppe Del Core del Dipartimento di Scienze applicate dell’Università Parthenope. “L’aeronautica è una delle poche cose che restano nel nostro territorio. Tuttavia se ne parla più di quanto poi si faccia effettivamente,  speriamo di essere in grado nel minor tempo possibile di poter invertire questo trend“.
Secondo Antonio Ferrara di Aeropolis “giornate come questa fanno bene a tutto il comparto e dobbiamo trovare le soluzioni per rimetterci in moto nei vari territori con competenze consolidate, un po’ come già fatto proprio con Aeropolis. Anche per questo è molto importante il rapporto con le Università. Il nostro è un Paese che non deve perdere il prestigio acquisito negli anni. Nel Mezzogiorno si distinguono Campania e Puglia, nonostante il periodo difficile. La Puglia in particolare ha costituito un sistema che le ha fatto fare parecchia strada. I programmi areonautici nascono in contesti particolari,  dove la politica gioca una parte importante.
Luigi Iavarone del Consorzio Sam parla dell’esperienza del sistema di piccole imprese del settore dell’aerospazio, “un’esperienza, nel complesso positiva, anche se non possiamo parlare di industria aeronautica o aerospazio senza un’infrastruttura aeroportuale. In questo modo ogni idea viene bloccata sul nascere. Ci deve essere un rapporto trasparente tra il Tesoro e le partnership tra pmi. Ci sono idee concrete, ma servono strumenti finanziari per poterle attuare. Altri temi caldi sono l’internazionalizzazione, per cui già è stato fatto qualcosa ma bisogna andare oltre, ed i rapporti con il Governo: la presenza degli organi di stato non è sempre sufficiente a garantire gli interessi del sistema industriale.  C’è tanto da fare, perché l’interesse di un settore che ha una tradizione centenaria va sicuramente salvaguardato“.
 “La Campania ha individuato l’aerospazio come uno dei settori strategici dell’industria local“. A dirlo è Giovanni Squame del Consorzio Ali, che ricorda anche come esistano “piu di 100 aziende del settore. Tuttavia dal 2011 ci sono non pochi problemi legati alla crisi economica che sono andati a incidere in un settore in cui lavoravano più di 10000 addetti. La riqualificazione di Napoli Est fa rinascere un po’ di speranza. Così come speriamo nel Piano Nazionale della Ricerca, non come panacea,  quanto come un piano che sia in primis attuabile e che poi venga effettivamente attuato. Ma soprattutto, soeriamo che sia un progetto in divenire. Altre speranze per il futuro vengono dalla creazione di cluster e distretti,  come il Distretto Campano dell ‘Aerospazio, ma c’è bisogno di altre spinte dalla politica“.
Giovanni Grosso di Mbda pone l’accento sul l’ottimizzazione dei risultati e lo sviluppo di nuove tecnologie tramite la collaborazione con altre imprese e consorzi. “Abbiamo contribuito alla creazione di un contratto di rete, grazie a questa tipologia di struttura le pmi riescono a sviluppare tecnologie e a competere sui mercati internazionali. Abbiamo proposto anche un piano da 50 milioni per il territorio campano, il discorso della filiera è molto utile perché consente di abbassare i costi e competere con altri mercati ma c’è bisogno anche dell’aiuto delle istituzioni“.
Luigi Carrino, presidente del Distretto campano dell’Aerospazio, ha voluto ringraziare il vice ministro Morando per la sua presenza oggi a Napoli: “Non è così frequente vedere dei politici che dedicano intere giornate per ascoltare imprese e fondazioni. Non esiste più la competizione del singolo e c’è bisogno non tanto di sussidi, quanto di poter lavorare in condizioni di normalità. L’eccellenza senza interconnessioni con altre eccellenze non porta da nessuna parte. Noi viviamo di visioni, siamo costantemente proiettati ai prossimi 20-30 anni e combattiamo le battaglie per lo sviluppo del territorio“.

Contratti di filiera e zero burocrazia  Le proposte del viceministro Morando
Il vice ministro Morando conclude la giornata napoletana rispondendo agli input delle imprese: “È vero che il Mezzogiorno trascina il Paese verso il basso, ma anche vero che con le politiche adeguate si può fare molto per la crescita. Esiste una filiera di eccellenza e questo distretto ottiene ottimi risultati pur operando tra le difficoltà. Le eccellenze del Sud avvertono questa appartenenza come un rischio, si cerca troppo spesso l’isolamento, quindi non viene coinvolto un movimento di sistema. Ci vuole una politica che spinga in questa direzione. Sicuramente dovremo responsabilizzare la comunicazione istituzionale per poter snellire le procedure, così come serve una programmazione di medio periodo soprattutto in chiave europeista. Sarebbe poi possibile pensare a dei contratti d’azienda o di filiera ad hoc, pur salvaguardando il contratto nazionale. Di sicuro il Governo scommette sul Meridione, anche perché in caso contrario si andrebbe incontro ad un’involuzione economica su scala nazionale. L’energia del premier Renzi è palpabile in questo senso ed ora il salto che dobbiamo fare consiste nel passare dalle dinamiche nazionali a quelle locali, anche attraverso confronti propositivi come questo“.