Sono sette le aziende campane protagoniste all’Aerospace & Defense Supplier Summit (ADSS) di Seattle, uno degli appuntamenti internazionali più importanti per la supply chain aerospaziale. L’evento, in programma il 18 e 19 marzo, apre negli Stati Uniti il periodo più intenso dell’anno per il settore, con una serie di incontri e manifestazioni che vedranno la partecipazione di oltre 50 imprese italiane.
A guidare la presenza nazionale è Agenzia Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, che coordina la missione insieme ad AiAd – Federazione aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza.
Le imprese campane presenti a Seattle rappresentano una parte significativa della filiera aerospaziale italiana: A. Abete (Nola), ALA (Napoli), Com.Stamp (Montemiletto), DeAMS (Napoli), HTT – High Tech Tools (Venticano) e OMPM (Angri).
Le imprese della Campania nella supply chain aerospaziale
Le aziende campane coprono diverse specializzazioni della filiera aeronautica e spaziale.
A. Abete, con sede a Nola, produce parti meccaniche di precisione in leghe di titanio e acciaio e ha sviluppato lavorazioni destinate all’industria aerospaziale e ai motori aeronautici.
ALA, con base a Napoli, è un integratore globale della catena di fornitura per i settori aerospazio, difesa, ferroviario e high-tech.
Com.Stamp, azienda di Montemiletto, realizza componenti metallici per aerei ed elicotteri.
DeAMS, con sede a Napoli, è un gruppo di ingegneria integrata specializzato in aerostrutture, automazione industriale e produzione avanzata.
HTT – High Tech Tools, con sede a Venticano, produce utensili da taglio personalizzati utilizzati nei programmi globali di aziende come Boeing e Lockheed Martin.
OMPM, con sede ad Angri, è attiva nella progettazione ingegneristica, nelle lavorazioni meccaniche, nei controlli non distruttivi e nelle attività di assemblaggio.
Il summit di Seattle e la missione italiana
L’ADSS di Seattle è un evento B2B altamente specializzato, organizzato e ospitato da Boeing, che mette in contatto grandi gruppi del settore, fornitori e produttori specializzati attraverso incontri one-to-one e momenti di networking.
La missione italiana comprende 21 aziende, tra cui, oltre a quelle campane citate, Apeiroon (Vicenza), Connex Italiana (Milano), Davi-Promau (Cesena), EIE Group (Venezia), GFM (Mapello), Growermetal (Calco), ), Laga (Lodrino), OMA (Foligno),, OVS Villella (Sesto Calende), Poggipolini (San Lazzaro di Savena), SITTI (Vimodrone), REA Space (Acquaviva), Umbragroup (Foligno), Vimi Fasteners (Novellara) e Zoppas Industries (Vittorio Veneto).
Alla delegazione si aggiungono tre startup accelerate da Innovit – Italian Innovation and Culture Hub di San Francisco: bitCorp (Milano), Oris Space (Torino) e Podium (Aosta).
Sono inoltre previsti due momenti principali di networking: un evento serale pre-fiera il 17 marzo, organizzato da Serena Corp insieme al Consolato generale d’Italia a San Francisco, e un ricevimento in fiera il 18 marzo, durante il quale saranno presentate le startup del programma di accelerazione dedicato allo space tech di Innovit.
Un mese di eventi negli Stati Uniti
Dopo Seattle, il calendario degli appuntamenti proseguirà con altre due manifestazioni internazionali.
Dal 23 marzo a Washington D.C. si svolgerà la SatShow Week, dedicata all’industria satellitare e alla collaborazione tra operatori commerciali, ingegneri, istituzioni governative e militari.
Il fulcro della settimana sarà la Satellite Exhibition, considerata il più grande evento mondiale dedicato alle comunicazioni satellitari.
Il ciclo di appuntamenti si concluderà con lo Space Symposium, in programma a Colorado Springs dal 13 al 16 aprile, uno dei principali forum globali in cui imprese, opinion leader e decisori si incontrano per sviluppare nuove relazioni e partnership nel settore spaziale.
Export italiano in crescita nel mercato statunitense
I dati confermano un rafforzamento della presenza italiana negli Stati Uniti. Secondo le elaborazioni di Agenzia Ice Houston su dati Trade Data Monitor, nel 2025 l’import aerospaziale complessivo degli Usa ha raggiunto 42,20 miliardi di dollari, con una crescita dell’1,53% rispetto al 2024.
Nello stesso anno le importazioni dagli operatori italiani sono aumentate del 7,94%, raggiungendo 1,71 miliardi di dollari, una crescita circa cinque volte superiore alla media del mercato.
La quota di mercato italiana è salita al 4,05%, rispetto al 3,30% del 2023, con l’Italia che nel 2025 si colloca all’ottavo posto tra i partner degli Stati Uniti nel comparto aerospaziale.
A trainare la performance è soprattutto la componentistica per aeromobili ed elicotteri, che vale 1,038 miliardi di dollari, oltre il 60% del totale, con una crescita del 23,27% rispetto al 2024.
Dal punto di vista geografico negli Stati Uniti, l’export italiano si concentra in particolare in Virginia e Texas, che nel 2025 assorbono il 53,69% dell’import aerospaziale americano dall’Italia. La Virginia guida la classifica con 514,1 milioni di dollari (30,07% del totale), seguita dal Texas con 403,7 milioni (23,62%).
Un settore strategico per l’industria italiana
L’Italia è tra i principali Paesi al mondo nel comparto aerospaziale e della difesa, posizionandosi stabilmente tra i primi dieci a livello globale e al quarto posto in Europa.
Il settore genera oltre 16 miliardi di euro di fatturato annuo e presenta una quota export superiore al 70% della produzione complessiva. Impiega oltre 50 mila professionisti altamente qualificati e si fonda su una filiera composta da cinque prime contractor attivi su scala globale e oltre 300 piccole e medie imprese, che rappresentano circa l’85% delle aziende del comparto.
Circa due terzi dell’attività complessiva riguarda la produzione di aeromobili, elicotteri, veicoli spaziali e sistemi correlati, mentre il restante riguarda servizi di manutenzione, riparazione e revisione e sistemi avanzati come avionica, radar, tecnologie propulsive e sistemi di controllo del volo.
Il comparto si sviluppa attraverso cluster regionali consolidati, tra cui quelli di Piemonte, Lombardia, Lazio, Puglia, Campania, Veneto e Umbria, dove la collaborazione tra imprese, università e centri di ricerca sostiene investimenti in ricerca e sviluppo e innovazione tecnologica.





































