Affari in Europa e nel Mediterraneo De Simone: Sfide alla nostra portata

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DUE PAPI con tema dominante la speranza. ventidue anni fa, Giovanni Paolo II disse a Caserta che la speranza bisognava organizzarla. Ora papa DUE PAPI con tema dominante la speranza. ventidue anni fa, Giovanni Paolo II disse a Caserta che la speranza bisognava organizzarla. Ora papa Francesco raccomanda di non lasciarsi rubare la speranza. da un Papa all’altro, però, quella che una volta era “terra di lavoro” è diventata, per un groviglio di criticità, terra di drammatiche inquietudini e tormentato allarme sociale. appello, allora, destinato a cadere nel vuoto quello di papa Bergoglio? “No, per niente”, risponde Tommaso De Simone presidente della Camera di commercio. “Quell’appello ha risvegliato le coscienze indicando, a tutti coloro che hanno responsabilità, la via da seguire, la strada dritta. È stato un grande messaggio”. affinché non ci sia furto di speranza e una nuova ripartenza diventi possibile, occorre valutare realisticamente alcuni dati e il presidente de simone lo fa lucidamente avendo davanti agli occhi il ventaglio delle sofferenze fisiche ed economiche della provincia. “È tra le ultime in Italia – spiega – per il Pil individuale: poco più di 10 mila euro l’anno per 900mila abitanti. I tassi della disoccupazione sono da tempo al limite di rottura: lavorano solo 4 donne su 10, con le altre sei che non si sono mai potute accostare al mercato del lavoro”. L’intero “pianeta giovani” rischia la disintegrazione. Non solo Gomorra – “Il sessanta per cento, nella fascia più problematica dai 18 ai 35 anni, è costretto a stare con le braccia incrociate”. Una situazione-disastro che viene da lontano. Bisognava che uscisse Gomorra (prima libro, poi film e fiction) per averne un’idea, per sentirsi sferrare un pugno nell’occhio? De Simone rivedementalmente le cronache degli ultimi decenni. “Racconti impietosi, anche se a volte un po’ romanzati, ci sono sempre stati: autentiche fotografie di una realtà sconcertante. Il clamore degli anni a noi più vicini ha tuttavia aperto delle finestre nuove. sulla base di questo clamore i problemi hanno assunto una dimensione nazionale. È nato il modello Caserta. La mano militare dello stato ha vinto la battaglia contro la criminalità organizzata e stragista. Ma questo risultato, da solo, non basta. Non si è ancora innescato un efficiente modello di sviluppo con il rischio che la camorra si infiltri nell’economia e nelle istituzioni anche se in forme nuove. È uno snodo delicato. La camorra pretende di diventare imprenditrice: di gestire capitali e dare lavoro. Il rischio è che si creino dei pericolosi percorsi mascherati. senza contare che un conflitto sociale sempre più esasperato favorisce il reclutamento, da parte dei clan, tra gli immigrati e gli extra comunitari. “Le ultime vicende, come la rivolta di Castelvolturno, sono segnali molto preoccupanti. dietro il furto di una bombola di gas c’è qualcosa di molto più esplosivo”. Andare oltre Gomorra e la terra dei fuochi, guarire le patologie sociali considerando la provincia di Caserta nella sua vocazione naturale e geografica e non come semplice prodotto della storia (con le tante mutilazioni e riaggregazioni che ha subìto), è compito primario delle istituzioni e delle forze sociali. La Camera di Commercio ha chiari gli obiettivi da raggiungere. Ma non si può prescindere dalle oggettive difficoltà cui si aggiunge la proposta di abolire o accorpare proprio le Camere di Commercio. L’idea raggela il sangue del presidente De Simone che commenta: “sarebbe una follia. Nella nostra realtà sono gli unici riferimenti; vivono esclusivamente con le risorse delle imprese senza gravare sullo stato”. Presidente dal novembre 2009 (104 mila le imprese associate), De Simone vanta una lunga attività di manager e imprenditore. Nasce a teano (1967) in una famiglia che ha la campagna come vocazione (“mio padre faceva olive e grano, poi mele annurche e pesche”). Prima formazione scolastica a teano e liceo scientifico avairano (“a cavallo dei due famosi incontri”, sottolinea celiando. Ma su quello più ricordato un dubbio: sicuro che il re e Garibaldi si sono incontrati? E se oggi si incontrassero di nuovo si darebbero ancora la mano? Risposta inevitabile: la storia non si fa con i se e con i ma). all’università Federico II, la scelta è per Giurisprudenza (“la facoltà più comoda perchè, senza l’obbligo della frequenza, potevo studiare, impegnarmi nel lavoro e nelle strutture rappresentative”). Imprenditore agricolo (azienda di 10 ettari), molto spiccato è l’indirizzo castanicolo (“periodomigliore tra fine anni Novanta e inizio duemila con un mercato favorevole e forte richiesta dei nostri prodotti. Le castagne di Roccamonfina si piazzavano bene da Roma in su; all’estero,tipo la svizzera, erano conosciute come teano”). Ora l’agricoltura sta tornando settore primario (“per questo si è preparato per tempo, specie quanto all’export: dalle castagne alle pesche, dai pomodori alla mozzarella di bufala dopo gli eccessi allarmistici per fortuna rientrati”). Nuovo capitolo da percorrere la trasformazione dei prodotti (“ sta crescendo, è uno dei percorsi su cui scommettere con decisione”). Forte, in de simone, il richiamo della rappresentanza di settore (“i prodotti esprimono il senso del vivere”) e politica più in generale. Capogruppo della dc quando a teano era maggioranza assoluta, svolge un solo mandato perché preferisce vivere a tempo pieno le vicende dell’economia e dell’associazionismo agricolo (“oggi faccio politica economica e mi va bene così”). Presidente della Coldiretti e poi dell’unioncamere della Campania (“640 mila imprese iscritte, terza regione d’Italia”), fa parte dell’Istituto Guglielmo tagliacarte, un osservatorio fra i più prestigiosi. Oggi l’impegno è portare Caserta fuori dal tunnel. Facendo leva su cosa?. “sulla seconda mano dello stato: su uno sviluppo fondato sulle eccellenze che esistono; sulle attività produttive che vanno supportate; l’ambiente naturale e il turismo lungo i 42 chilometri di costa da sessa aurunca a Napoli; sui Musei e gli antichi teatri;sul recupero dei territori violentati dai rifiuti tossici; sui beni culturali come san Leucio, Casertavecchia e la reggia vanvitelliana (sede dei lavori del Parlamento europeo del Mediterraneo). In sostanza:una provincia piattaforma sul tirreno, saldatura degli interessi che legano storicamente l’Europa al Mediterraneo. La speranza dei due Papi è un futuro che si immagina e si costruisce. Gli appelli, quando sono autorevoli, risvegliano la coscienza collettiva. a Napoli il patron della squadra azzurra, Aurelio De Laurentis, ha chiesto a cento imprenditori di scendere in campo, con energie e capitali, accettando la sfida. a Caserta cento imprenditori farebbero altrettanto? Il presidente de simone non ha dubbi. “sì”, risponde con convinzione. Però precisa subito le condizioni. “dovrebbero poter agire con piena libertà operativa senza doversi nascondere da nessuno”. da chi in particolare? “da tutto ciò che finora è stato nemico dello sviluppo e della crescita sociale: la malavita organizzata, le istituzioni che brancolano nel buio e non dispongono degli strumenti urbanistici necessari, il fisco che opprime. delle zone franche potrebbero essere un buon accompagnamento”

Ermanno Corsi (105 – continua)