Affitti brevi, cresce la domanda di soggiorni di lusso

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Milano, 28 dic. (Labitalia) – “Nel settore degli affitti brevi, aumentano le richieste di appartamenti e proprietà di pregio”. A dirlo, in un’intervista a Labitalia, Antonio Rainò, responsabile comunicazione e marketing di Halldis, società italiana leader negli affitti temporanei e con più di 1.700 proprietà gestite in 25 località europee.

“Tutto ciò che attiene la sharing economy -afferma- è sempre molto trasversale. Prendiamo per esempio i trasporti, in cui operano aziende che consentono la condivisione di biciclette e grandi colossi dell’automotive come Bmw (con Drive now) e Mercedes (con Car2Go). Anche nel residenziale, si sta assistendo a un fenomeno simile. Se per molti il mondo del breve termine è sinonimo di camere e piccoli appartamenti a disposizione di una clientela smart, giovane e giramondo, è anche vero che c’è una cospicua quantità di immobili di pregio che viaggiano sugli stessi canali dei primi, ma che ovviamente si rivolgono a ben altri prezzi”.

“In una città come Milano, per esempio, abbiamo in portfolio monolocali da 100 euro al giorno, fino a grandi loft in piena zona Cordusio che però costano fino a 1000 euro al giorno. Il modello -spiega Rainò- è lo stesso (l’affitto a breve termine), i canali sono gli stessi (internet è essenziale) ma quello che cambia tra il monolocale da 100 euro e il loft da 1000 euro è la motivazione dell’utente. Sicuramente per gli utenti di fascia media, l’aspetto economico gioca un fattore importante”.

“In un appartamento -osserva- sei per esempio autonomo nella cucina e questo è un grande vantaggio per le famiglie con bambini. Invece, nelle fasce ‘top’ degli utenti, l’aspetto economico è decisamente secondario. Assistiamo sempre più spesso alla ricerca di quello status che alcuni immobili sono in grado di offrire. Nel 2017 abbiamo gestito per esempio circa 15 appartamenti a Porta Nuova, tra i quali diversi all’interno del Bosco Verticale. Abbiamo avuto clienti da tutto il mondo che lo hanno richiesto espressamente grazie alla visibilità che questo palazzo ha avuto anche sui media stranieri”.

“Gli utenti di livello alto -chiarisce Antonio Rainò- si aspettano di trovare nelle case che scelgono tutto ciò per cui l’Italia è famosa nel mondo: storia, cultura, tradizione, design. A Milano per esempio, oltre agli immobili iconici di Porta Nuova, sono richieste proprietà molto ricercate negli interni, ricche di arredi di marca e con soluzioni architettoniche particolari, come bagni en suite e recuperi industriali a uso abitativo. Invece, in città storiche come Firenze, i clienti apprezzano gli appartamenti in immobili storici, con ciò che ne consegue: soffitti con volte a botte, affreschi e arredi in stile”.

“Tra gli stranieri -continua- la maggior parte sono sicuramente americani, inglesi e cittadini Ue. Sulla fascia top occorre annoverare anche i russi, soprattutto per le località di maggior richiamo come Milano, Roma e le città d’arte. Invece, per quanto riguardo l’età dei clienti, sicuramente Milano ha il suo nocciolo duro di clienti tra i trentenni fino ai quaranta. Le città d’arte, invece, sono più gettonate dai senior e Roma ha un mix dei due target”.

“La domanda di case di alto standing esiste già e siamo sicuramente in una fase in cui la domanda è superiore all’offerta. Occorre far comprendere ai proprietari, sia che si tratti di singoli sia che si tratti di proprietari istituzionali (sgr, banche e simili) che l’affitto a breve termine può essere una soluzione di impiego degli immobili in grado di coniugare redditività ed elasticità della gestione”.

“D’altro canto -sottolinea Antonio Rainò- visto che gli immobili di pregio si trovano molto spesso nelle zone centrali delle città, è importante anche che le istituzioni si rendano conto che lo strumento dell’affitto temporaneo è un modo per far vivere i centri della città, soprattutto nelle città storiche che registrano un calo dei residenti per effetto dello spostamento verso zone più esterne ma che magari offrono più servizi”.