Agenzie immobiliari, il paradosso della zona rossa: la denuncia di REazione e Federcomtur

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In foto Daniele Polverino, presidente nazionale di REazione

Le agenzie immobiliari possono stare aperte ma non ricevere clienti. E’ uno dei tanti, schizofrenici paradossi della zona rossa. REazione-Agenti Immobiliari Riuniti e Federcomtur, attraverso una nota congiunta inviata al Governo, denunciano questa surreale situazione. Il paradosso dell’agente immobiliare. “In zona rossa le agenzie immobiliari sono inserite in quelle categorie di attività che possono stareaperte – scrivono Daniele Polverino, presidente nazionale di REazione e Claudio Pisapia, segretario generale di Federcomtur – teoricamente potrebbero lavorare. Potrebbero solo teoricamente e con tanti errori e punti interrogativi, perché nel Dpcm sono indicati chiaramente, i codici ateco presso i quali, chi esce con tanto di autocertificazione, si può recare. Paradossalmente in questi codici non ci sono le agenzie immobiliari. Inoltre, se esiste il divieto addirittura di poter fare una passeggiata tra persone che non siano congiunti, come si potrà mai accompagnare un cliente a visitare un appartamento che si gestisce in fitto o in vendita”. “E ancora ad avvalorare tale concetto – prosegue la nota – ci dà supporto il fatto che se l’appartamento è abitato, si entrerebbe in contatto con persone estranee; tutto ciò è vietato dal Dpcm.
Quindi, gli agenti immobiliari non possono svolgere il proprio lavoro. “Il danno e anche la beffa”: il danno, perché stare aperti comporta costi fissi e variabili come
utenze, personale ecc, la beffa, perché stando aperti non si ha diritto ai Ristori incentivi ecc, che spetteranno a coloro che sono stati chiusi dal Dpcm. Pertanto, detto ciò, chiediamo al Governo che ha dimenticato e penalizzato la nostra categoria di fare chiarezza e dare ad un comparto importante e fondamentale come il nostro, regole certe, per evitare di incorrere in sanzioni, che potrebbero essere ancora più penalizzanti rispetto a decisioni più drastiche; il tutto, dovrà necessariamente essere corroborato da un piano di ristori ed
incentivi”.