Aggressione medici 118, la Cgil: Necessario intervenire sulla riorganizzazione del sistema

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E’ da inizio anno che si registra un preoccupante incremento degli episodi di violenza contro i lavoratori in servizio presso il 118 ed i Pronto Soccorso (Pellegrini, San Giovanni Bosco, Loreto Mare, San Paolo) della Asl Napoli 1. La Fp Cgil nell’esprimere solidarietà a tutto il personale oggetto di continue aggressioni, condanna gli ennesimi episodi di violenza gratuita ai danni di lavoratori della sanità la cui unica colpa è quella di lavorare in condizioni difficili in una area delicata quale l’emergenza sanitaria. Questi gravissimi episodi ripropongono in maniera drammatica il tema della sicurezza negli ospedali ed in tutti i luoghi di lavoro della sanità, in particolare in emergenza sanitaria ospedaliera e territoriale, e le iniziative da realizzare per garantire i professionisti e gli stessi cittadini. In Campania i Pronto Soccorso, il 118 e i servizi di emergenza sono divenuti luoghi nei quali è tangibile il fallimento delle politiche sanitarie, dove si negano diritti costituzionali, quali il diritto alla salute ed il diritto al lavoro, e dove si offende la dignità di cittadini e lavoratori. I cittadini ed i lavoratori della sanità continuano ad essere “ostaggio” delle politiche di austerità che ha prodotto razionamento delle risorse, tagli lineari, riduzione di personale e di posti letto per acuti. E’ necessario intervenire sulla riorganizzazione del sistema integrato di emergenza sanitaria per razionalizzare l’offerta sanitaria e garantire la presa in carico del cittadino malato in una situazione di estrema fragilità quale un evento acuto. Una riorganizzazione strutturale e organizzativa in grado di garantire la effettiva integrazione tra bacino territoriale e rete ospedaliera, capace di realizzare percorsi assistenziali efficaci per le patologie tempo-dipendenti e che consenta la rotazione del personale nei diversi servizi al fine di assicurare una formazione continua, una buona utilizzazione delle risorse ed una efficace risposta assistenziale. Per fare ciò urge definire gli standard di personale necessari a garantire la tenuta dei servizi in emergenza sanitaria territoriale (118) ed ospedaliera (Ps, Obi, Medicina di Urgenza) attraverso una preventiva analisi dei bisogni assistenziali della popolazione, dei dati epidemiologici, dei carichi di lavoro e della complessità clinica dei pazienti. Bisogna strutturare il servizio integrato di emergenza con personale dipendente stabilendo procedure che consentano di avviare: 1) il passaggio alla dipendenza di personale convenzionato con incarico a tempo indeterminato 2) la stabilizzazione dei precari, la cui spesa è consolidata nei bilanci aziendali, nel rispetto della normativa vigente per il superamento del precariato 3) le procedure concorsuali per nuove assunzioni. La Fp Cgil si impegnerà affinché nell’ambito del confronto avviato con il Presidente della Giunta Regionale e Commissario ad Acta per la sanità, conseguente all’accordo confederale del 13 febbraio 2018, si definisca un cronoprogramma di interventi per riorganizzare il sistema integrato di emergenza sanitaria e garantire il diritto alla sicurezza dei lavoratori ed il diritto alla salute dei cittadini.